Un gelido soffio di vento

(alla mia mamma)

Un gelido soffio di vento,
nella stanza indifesa
sono scolpiti
tredici lunghi anni,
adesso sei più bianca
di una lacrima
più eterea di una nuvola
più azzurra del cielo
che svetta sulla mia testa
più infinita dell’orizzonte
che lo sguardo brama rapito,
sei tornata sole nel sole
vento nel vento
continui a starmi accanto
aura ed ombra al mio corpo
non sei svanita nel nulla
sei tornata all’eterna dimora d’Amore:
respiri serena la luce divina dell’Universo.

Roberta Bagnoli

Published in: on luglio 4, 2012 at 07:13  Comments (7)  
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Al porto

 
Anziani
in attesa
delle barche
il rientro,
.
i discorsi
sul vago
imperniati
sul niente
.
Gli sguardi
mirati
agli estremi
orizzonti,
.
e il gabbiano
librato
al soffio
del vento
.
Il mare
riflette
il borgo
ridente,
col pescatore
che tesse
la rete
consunta,
.
e sul pelo
dell’acqua
la vita
argentata
.
nel mentre
s’inspira
la brezza…
iodata

Ciro Germano

Published in: on giugno 5, 2012 at 07:06  Comments (4)  
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Nel bosco sospeso

 
Nel bosco sospeso nel tempo fantastico
rimane dolce, amorevole idea
legata al ramo gentile
per grazia d’un tenero picciolo
d’anima fragile
che al primo soffio di vento audace
rimarrà indifesa
costretta alla resa.
Rideranno dispettosi i folletti
le fate intoneranno canto felice
l’unicorno tornerà prodigioso a calpestare
felci argentate di terra rigogliosa
e tu magia dun sogno d’amore,
tornato dalle braccia del cielo meraviglioso,
risuonerai come dolce tamburo
nel mio cuore vibrato e pizzicato
da mille violini baciati
da labbra di stelle soffuse.

Roberta Bagnoli

Accoglierò

 
Accoglierò il dolore della terra
ho un cuore nuovo
immenso
abbagliante
rigenerante
che geme gocce di pace
che sana ogni ferita
che cura la paura del dolore
che mai si chiude
e sempre si concede,
come gemma profuma
di pesco fiorito
e come soffio di luce
scende a portare
spirito sacro d’amore.

Roberta Bagnoli

Published in: on Mag 18, 2012 at 07:34  Comments (7)  
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Post scriptum

Qualcuno gode nell’orto
la sua ora di delizia,
qualcuno forsennato
scrive versi tra le ceste di noci,
qualcuno raschia il tartaro dalle botti
nei sottani. A mezza età
il poeta sopravvive. La sua fortuna
durò un soffio, un lampo
la sua grazia.

LEONARDO SINISGALLI

Volevo scrivere un racconto

 
fatto di gente e di mare
di sole e di pruni
saporito alla zagara e
abbrancato alle rupi viola.
.
Volevo scrivere un racconto
fatto di vento e semola
di corpi aperti alla luce
e di capelli di seta.
.
Volevo scrivere…
ma mi sono accorta
che i personaggi
erano di gesso
nè si capiva che volevano
e cercavano tra la sabbia.
.
Allora ho capito che
mancava quel soffio
il soffio dell’amore
che rende viva
anche una pietra.
 
Tinti Baldini
Published in: on aprile 21, 2012 at 06:58  Comments (20)  
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Come al solito

 
Stamani come al solito tutto è al suo posto
solo la strada è vuota
nel parco i soliti cani giocano
i padroni chiacchierano fra loro
qualcuno s’aggiunge nuovo
tutto rientra in coro
un fruscio, un salto, un volo
a vela in volo s’aprono spianati ali al cielo
in un soffio atterrano al suolo
intanto s’affollano alla mente gli impegni
e…Tutto s’ingrana come sempre
melo male che sono sempre impegnata
così do buca alla solitudine.

Rosy Giglio

Published in: on aprile 12, 2012 at 07:17  Comments (6)  
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Il mio vento

 
è tra le pieghe disfatte
nell’orlo leggero di seta
.
sfrontato e innocente
carezzevole e distratto
languido
nel soffio vellutato
.
fra dita sinuose
che accendono i sensi
.
m’avvolge
stravolge
nel brivido caldo
arruffa i capelli
sfiora le gambe
s’insinua
lento
a cercar voglie mute
sopìti desideri
strazia le carni
è bacio di vento

astrofelia franca donà

Published in: on marzo 26, 2012 at 07:40  Comments (9)  
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Una notte

Ti riaccompagnavo
nella notte fredda e buia.
Nel lungo viale ombre
s’affacciavano dall’alta siepe
e s’udiva soltanto
lo scricchiolio del ghiaccio
sotto i cauti piedi.
Un sordo brontolio del mare,
un soffio affannato della pineta
e di colpo venne giù la neve fitta.
Arrivammo imbiancati.

Nino Silenzi

Published in: on marzo 24, 2012 at 07:21  Comments (3)  
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L’estasi

L’EXTASE

La nuit était venue, la lune émergeait de l’horizon, étalant
sur le pavé bleu du ciel sa robe couleur soufre. J’étais
assis près de ma bien-aimée, oh ! bien près ! Je serrais ses
mains, j’aspirais la tiède senteur de son cou, le souffle
enivrant de sa bouche, je me serrais contre son épaule,
j’avais envie de pleurer ; l’extase me tenait palpitant,
éperdu, mon âme volait à tire d’aile sur la mer de l’infini.

Tout à coup elle se leva, dégagea sa main, disparut dans la
charmoie, et j’entendis comme un crépitement de pluie dans
la feuillée.

Le rêve délicieux s’évanouit… ; je retombais sur la terre,
sur l’ignoble terre. O mon Dieu ! c’était donc vrai, elle,
la divine aimée, elle était, comme les autres, l’esclave de
vulgaires besoins !

§

Era scesa la notte, la luna emergeva dall’orizzonte, diffondendo
sull’azzurro selciato del cielo il suo vestito color dello zolfo.
Ero seduto accanto alla mia amata, oh! così vicino! Mi strinse la
le mani, aspiravo il tiepido profumo del suo collo, il soffio
inebriante della sua bocca, mi stringevo contro la sua spalla,
Avevo voglia di piangere; l’estasi mi teneva palpitante,
sperduto, la mia anima volava sul mare dell’infinito.

Improvvisamente si alzò, ritirò la mano, scomparve nel
bosco, e sentii come un crepitio di pioggia sulle foglie.

Il delizioso sogno svanì.. ; Ricaddi sulla terra,
sulla terra vile. O mio Dio! era dunque vero, lei,
l’amata divina, era, come gli altri, schiava
dei bisogni volgari!

JORIS KARL HUYSMANS