Davvero

Davvero verranno ancora giorni di perdono e di grazia

e camminerai nel campo come l’ingenuo viandante.

La pianta dei tuoi piedi nudi accarezzerà i fili d’erba,

e le sommità delle spighe ti pungeranno, e la loro puntura sarà dolce,

oppure la pioggia ti sorprenderà, con la massa battente delle sue gocce

sulle spalle, sul petto, sul collo e ti rinfrescherà il capo.

Davvero camminerai ancora nei campi e la quiete si diffonderà in te,

respirerai il profumo del solco trovando pace a ogni respiro

vedrai il sole nello specchio della pozza dorata

le cose e la vita saranno semplici e sarà permesso toccarle

e sarà permesso, permesso, permesso amare.

Camminerai nei campi da sola,

non ti brucerai nella vampa degli incendi,

in strade indurite dal terrore e dal sangue.

E con cuore sincero sarai di nuovo umile e docile

come un filo d’erba, come un essere umano,

cui è permesso, permesso, permesso amare.

 

LEAH GOLDBERG

Ancora sento pianger la campana


In ogni momento della mia vita.
Tu sei come una rondine lontana.
Corpo mio stanco chiuso presto a sera.
Gelido attende della morte l’ala.

Ho paura di me: di questo grande
amore che sempre provo ancor per te
e sempre più vicino a me ti sento.
Nel cuore m’hai lasciato con lo schianto.

D’un permanente indefinito solco.
Ancora sento pianger la campana,
e nei miei occhi non s’asciuga il pianto.
Mentre il trillo di rondini non muore.

Nella Luce, la pace stanca ride
tra vive rose,  ride consolante
in quell’Eterno, dove tutto tace,
sicùro a rivestir tutte le cose.

Paolo Santangelo

Published in: on marzo 6, 2011 at 07:13  Comments (4)  
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Solitudine 3

Sono in mare
sospeso a mezz’aria
come ali di albatros.

Sono in cerca di via
senza chiedere niente
scontando cartelli
di divieto di transito.

Porto bandiera verde speranza
un garofano rosso sul petto
ma nessuno si ferma
ne pone perché.

Son passi veloci
nel solco segnato
la busta di spesa
che porta pensieri
di solo tran tran.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 19, 2011 at 07:24  Comments (2)  
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A mio padre

Un solco,
tra noi
la vastità
del nulla,
consistenza
sconnessa
sotto spiazzi
lunari;
sfiorarti
guardarti
ora,
solo vizi
di diffrazione,
inganni alieni
d’argentati
presagi.

Lassù non è
il nostro bosco
e l’infinito
discioglie
ascendenze.
Lassù
è strapiombo
che aleggia.

Gelido,
il marmo
non soffre
il mio freddo

Flavio Zago

Ovunque sia

Ovunque sia –
la voce dei morti
mi segue e mi accarezza
umile lanterna
illumina il mio passo
nel solco già fatto
dal loro passare
Seppur vi sembri strano
nel pensiero sovente
a loro mi rivolgo e
facendomi attenta
i segni
intorno ritrovo
del loro passare.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on novembre 14, 2010 at 07:25  Comments (8)  
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Gli amori ritrovati


Lasciate che anch’io creda
poco alla volta
Perché io danzerò
fra i giunchi al vento
E lascerò gli amanti
tra cielo e terra
soli ad ammirare
il solco
Poi costruirò
barche di carta
sulle mie rive
con tutti i nomi
degli amori ritrovati
per farli scivolare ancora
lentamente
sul fiume della vita

Pierluigi Ciolini

Published in: on ottobre 31, 2010 at 07:30  Comments (7)  
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Creatività

Aggrappato al solco del vento
balbetto immagini
con parole slegate
cercando lo spago,
la voglia ed il furore
di chiudere tutto,
di farmi del male.

ritorna la luce
ridendo tra i denti
sporcando l’inchiostro
di falsi colori,
così da confondermi
nell’oasi di pace,
accanto alla fonte,
vicino al creato.

Rientra assonante
il ritmo del gioco,
metronomo angusto
della nostra pochezza,
le sbarre improvvise
dell’urlo ingoiato,
dell’intravisto infinito.

Lorenzo Poggi