La farfalla

La tua carezza tengo a ricordo,
sulle reni.
Con confidenza in atti d’amore.
Più di vita
più delle cene fragole e panna
quel tuo tocco, venuto in me
come fossi dio a creare Adamo.
Di tutti gli anni
curo il solfeggio ancora nudo;
avevo niente peso su te
erba aggraziata.
E tanto somigliavo a farfalla di campagna,
che per non spaventarmi
fermavi anche il respiro.

Massimo Botturi

Published in: on giugno 23, 2011 at 07:50  Comments (5)  
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Catartico tondeggio

ehhh ssì.

Facile lasciarsi assorbire
da teutoniche reminescenze:
troppo fredde, grandi,
ingestibili.

Ora le dita
non funzionano
tra le rime d’un spiegare qualcosa
in versi o parole povere.
(svigorite da strana stanchezza)

Nella preghiera
dell’aria serale,
di questa aria imbrunita
niente è più scontato
d’uno svegliarsi
al mattino
dopo il viaggio sveglio
nella capitale del sogno.

Ancora annego nel capire
complessati desideri,
verità di bronchiti
spiovute dal galattico astrale
ridimensionato al “razionale d’essere”

ma son queste asteroidi maledette
d’”appartenenza” che fan piovere
piedi scalzi sul bagnato
su una terra dove il nulla storico
rimbomba senza il suo senso

solo strafatto nel petto abitudinario.

Complesso e troppo nudo
il trapezio sospeso,
muto d’assolo
nella ribelle linfa della foglia
chè stiracchiandosi
ringrazia il solfeggio
solare boreale
taciturno nel suo amplesso
congiunto nell’ovvia nascita.

E’ in questo memorabile passato
che vivo d’insoddisfatta caparbietà.
Le parole forse trovano la nicchia
in tane secolari,
quando il verbo
non necessitava
di piegarsi
all’incestuoso dis-piegarsi
d’una giustificazione
in suono temporale
d’una bandiera sventolante
e
vocale.

Traballando s’un fieno
morbido
lascio vibrare,
così,
suon di cicala combattiva.

Perché il loro canto
sopravvive
oltre le colonne sudate
delle formiche….

Glò

Poesia


Poesia strana creatura
diafana e accigliata
passi nello sconcerto generale
fra volti di pietra
e zolle di cielo
volteggi inquietante
come etereo fantasma
vaghi…vaghi alla ricerca
di bocche di sole
accese dal ruggito del vento
incessante lamento
d’inascoltata verità.
Nessuno si accorge
di te bionda creatura
condannata a lasciare tutto
in cambio di spiragli
di luce e speranza.
Poesia creatura esiliata
ancora sogni
e regali orizzonti sublimi
all’uomo accecato e sconfitto.
Poesia amica delle mie notti solitarie,
delle infinite e appassionate battaglie civili
che dai fiato agli stolti e illusi poeti
sei solfeggio d’assolo melodioso
o eterno vagheggio d’anima innamorata?

Roberta Bagnoli