Tramonto autunnale

I pensieri vanno e vengono
come nuvole gonfie e nere
nel cielo pallido e grigiastro
di questo giorno dicembrino.
Raggi di luce rosa
saettano come strali,
e vibranti salutano
i monti austeri
e l’amico mare.
Il sole sembra divertirsi:
si nasconde dietro una vermiglia
nube carica di pioggia.
I pensieri vanno e vengono
con il vento di libeccio
che s’aggira virulento
tra le siepi e le piante;
schizza gocce irrequiete
d’acqua tiepida
su terrazze, finestre e strade.
I pensieri vanno e vengono
tra i celesti lontani squarci
che combattono con le nuvole
e si beano di rosea luce.
La sera scende a poco a poco
tra bagliori che si spengono
ed ombre che s’accendono.
I pensieri vanno e vengono
nella solitudine mia serena,
nella pace della mia sera.

Nino Silenzi

Annunci

M’è cara solitudine

M’è cara, solitudine, soltanto dopo amore;
come m’è caro il verde dell’acqua
e l’ogni vista, sul marmo delle belle fontane
dove china
mettevi bocca e gonna scozzese.
E me, vicino, nel tentativo poco riuscito di salvare
almeno i piedi dalle freddate
dai ricami, che intorno al labbro e fino ai tuoi nei
ti usava il sole.
M’è cara come certe conchiglie da non dire
quell’utopia che in mezzo alle gambe
altro che mare!
E che mostrare corpo regina!
Da un balcone, un parapetto
o altre prospettiche teatrali.
M’è cara come tua consistenza, come il melo
che l’ombra catapulta sopra la rete e il prato;
m’è cara come prima del sonno la tua vena
la pulsazione e il pari respiro,
la tua coscia
e l’ombelico che non sta zitto, neanche a notte.

Massimo Botturi

La notte del falò migliore

Quando da queste mani aperte
il mare è lontano, lontanissimo,
nell’ora della calma solitudine
io guardo sempre il cielo.

Non più l’onda dei primi sogni
dentro i grandi occhi scuri
né l’imponente nave americana
da seguire fino a non vederla più.

Ora, qualche azzurro su di me
e nuvole ad imitar le spume
me lo ricordano, quel mare.
Ma non è la stessa cosa, non è.

Assente è la notte del falò migliore,
acceso sottovoce sulla riva amica
coi rami secchi a sfiorare l’acqua
e poi vedere quant’eravamo bravi.

Falchi e puledre disposti a mezzaluna,
tutti a bruciare i giornali dei grandi.
tutti a fissare il rosso che cresceva,
la stanchezza messa un po’ in disparte.

L’amore, allora, si muoveva in fretta,
al solo accenno d’uno sguardo appena,
al primo vento di confuse tenerezze,
al passo lesto dei migliori anni.

Aurelio Zucchi

Solitudine

 
Persiste la solitudine
togliendomi l’eco della mia voce
chè ho dimenticato il suono
quando in casa da sola m’avvolge
muta nel mio acquario sogno oltre il vetro
e mentre il pensiero parla al posto delle labbra
carambolo fra le stanze come sfere sul verde.

Rosy Giglio

Published in: on maggio 22, 2012 at 07:00  Comments (10)  
Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Schizofrenia

 
Chi vive in me
oltre il velo di Maia?
Bianca pagina aspetta
e invano aspetterai
che, come un guanto,
io rivolti il mio inconscio.
La mente,  pigra
chiude i suoi occhi al dubbio
per non soffrire;   eppure
come alterne stagioni
ineluttabilmente
affiorano emozioni… opposte;
umiltà  e presunzione,
altruismo e insofferenza
scaldano e intirizziscono
questo mio cuore.
Misteriosa scintilla
che attivi od interrompi
i circuiti d’amore
chi ti dà vita?
Quale atipica cellula
della grigia materia
mi snatura a tal punto
da confonder chi sono?
Solitudine,  è in me
fardello…….eppure scelta,
la ripudio e la inseguo
è prigione e libertà.
Bramo la tenerezza,
ma di leggerla temo
dentro ai suoi occhi;
la disprezzo e la fuggo:
Insondabile psiche!
Potrà mai mente umana
misurare l’inconscio?
Dagli abissi i concetti
affiorando scolorano
restan vuote parole,
frammentari rigurgiti
della schizofrenia.

Viviana Santandrea

Grande mistero

Grande mistero avvolto nel silenzio
il freddo abbraccio che cinge
i pensieri di chi non sa amare
e con finte lacrime di solitudine
sconfina nella follia.

Versi malinconici vagano nel tempo
lungo una strada sterrata
dove porte nascoste racchiudono
costanti e imperituri ricordi
legati al passato colmo di tormento,

mentre una triste nenia
pregna d’ansia e rimpianti,
imbratta una danza scomposta
di fogli bianchi, unici depositari
di chi volutamente ha scelto l’oblio.

Patrizia Mezzogori

Sono stata al mercato dei desideri

passeggiando in un brulichio
di persone, profumi, oggetti
giochi: una bicicletta in miniatura
che girava su se stessa.
sono stata al mercato dei desideri
senza comprare alcuna cosa,
niente tacchi a spillo
niente giochi per bambini
niente profumi.
ho palpato l’impercettibile
l’assoluta solitudine di ognuno
il riflesso di questo momento:
paura/sfiducia – fiducia/paura.
sono stata al mercato dei desideri
per cercare una verità intera
ma la fiducia non si compra, si respira
la fiducia è come la poesia.

Michela Turchi

Solitudine

Amica di tanti, imposta ai più, figlia di una società insensibile
e frettolosa.
Chi non ti conosce si sente al sicuro tra le tue braccia,
mai pensa che, incontrandoti anche solo per poco,
poi non ti lascia più, entra nel tuo labirinto, non trova
più l’uscita.
Tu porti ricordi lontani di una giovinezza che spesso
non c’è più, rivivi momenti a volte tristi, altri felici,
chi ti è compagna, spesso, cerca compagnia, discreta
senza pretese.
Qualcuno ti parla; altri ascoltano in silenzio il battito
del loro cuore.
Chi parla ti racconta il suo dolore, tu non puoi rispondere,
sei la solitudine.

Gianna Faraon

LA SOLITUDINE

La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice.

JOSÉ SARAMAGO

Il coraggio

Mi domando quanto coraggio c’è
nel nostro dirsi addio e seppellire ciò
che resta di un amore malato e morente
che un giorno accogliemmo fieri di noi.
Quanto coraggio abbiamo nel sapere
che da domani, almeno tu, nuovo volto
e nuovo sorriso in un altro cercherai
per scacciare la solitudine che temi,
mentre io dovrò inventare un’altra vita.
Quanto coraggio abbiamo avuto noi
nello sfidare il tempo e il segnato destino
che su di noi ha giocato sporco e barando
ci illuse perfido di un eternità così breve poi.
Mi chiedo quanto coraggio a noi venne meno
per vivere e difendere quell’ amore se poi
ci arrendemmo alle nostre meschine bugie,
all’indifferenza che grigi rese i giorni nostri.
Gli donammo una lenta agonia sapendo
che quell’amore offeso stava soffrendo
di solitudine e muto si lasciava morire
con noi due da lui distanti, ognuno per se…
Ad occhi chiusi e in un respiro profondo
cerco ora quel coraggio che mai ho avuto,
raccoglierò quell’amore tra le mie braccia,
lo porterò con me perché compagno sia
dei miei giorni futuri, a lui parlerò di noi
gli dirò accarezzandolo che non fu vano.
Gli parlerò fino a quando in un unico sorriso
ritrovato, stanchi, ci spegneremo insieme.

Claudio Pompi