Le ore dell’Ave Maria

Quando ombreggia, dopo il solleone,
si fonde con l’aria una canzone:
semplici rintocchi di campana
dicon di più d’una voce umana.

Il giorno passa e diventa sera,
passa un pensiero e si fa preghiera.
Si smorza il via vai per la via,
batte il batacchio l’Ave Maria.

Si ferma e guarda il suono che sale,
il cuore, e attacca un canto corale
che fa pensare a cose del cielo
mentre sul mondo stende il suo velo.

Armando Bettozzi

Cervara

 
Cervara, quanto per questa altura andare è duro.
 
Quanto per questa altura andare è duro
coi sassi incatramati sotto i piedi
o sulla roccia ch’è allo stato puro,
 
che nell’andar di quando in quando cedi
e resti a prender fiato per la via.
Ma poi ti spinge quel che andando vedi
 
girando il viso a valle, e la magia
di tanto incanto sembra sollevarti
e ancora sali e segui l’armonia
 
del monte che su in cima sta a guardarti
nel lento tuo andare faticoso,
e allunga, par, la mano per tirarti.
 
Così che alfine, stanco ma gioioso
stai dove delle capre era il paese,
e il tempo passa…statico ed ozioso.
 
Cervara, di salite e di discese
scenario, e di roccia che t’abbraccia,
di case sotto il solleone accese,
 
o fredde da morir se il tempo ghiaccia,
vederti e amarti è per me un tutt’uno
e il mio stupore me lo leggi in faccia,
 
come anche puoi vederlo addosso a ognuno.

Armando Bettozzi