Donna

          

           spazio
           poi un altro spazio
di doppie assenze
messo da parte ogni progetto
non c’è alcun luogo per i suoi germogli
ridisegnata a china è fatica d’esistere
          in sordina
dimenticata la policromia degli astri
          solo la luna
fotografarla quasi di nascosto.

Cristina Bove

Published in: on maggio 21, 2012 at 07:37  Comments (4)  
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Continua il tuo sogno scanzonato

 
Cullar vorrei la tua stanchezza,  
sussurrarti che il sole sorgerà,
scaldare il cuore freddo di paure
e riempirlo di speranze nuove.  
Posar vorrei il viso sul tuo capo,
sui capelli adesso ben curati,
ricordando quei riccioli castani
da bimbo sempre un po’ arruffati.
Quasi in sordina ribaciarli lieve,
sfiorandoli con labbra inavvertite,
facendo penetrare quel calore
che è d’amore e non puoi ignorare.
Di nuovo rimboccarti le coperte
sperando di trovare quel beato         
sorriso dagli angeli dipinto                       
sulla bocca di bimbo spensierato.
Oggi  che la vita t’ha inasprito,
che impreviste prove  t’han stremato,  
ghermisci quel fanciullo fiducioso,
continua il tuo sogno scanzonato!

Elide Colombo

L’après Verlaine

Amore in sordina
silenzio profondo

l’unione d’anime
estasiate da presenze
laceranti
rumorose
per la loro assenza

[MA]

il canto
si vestirà
di pentagramma
nell’olocausto
d’amore
sconosciuto
da sollievi
che non osano
indossare verità
d’identità

[apparenti
per “sbaglio”].

Glò

Published in: on gennaio 22, 2012 at 07:26  Comments (5)  
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Concerto per anime sole

 
Nell’aria
rarefatta
di un’anonima mattina
di fine gennaio
accordo
senza alcuna pretesa
il violoncello del tempo
oboe di fiato in sordina
carezza le dita
e spinge l’anima
a salire da sola
sul pentagramma del cielo
piangono le stelle
vibrano d’amore reciso
il sole resta attore
dimenticato
altrove a esultare
qui le nubi
fanno e disfanno
suoni e accordi grigi
di un pianoforte scordato
tutto sembra perfetto
anche il dolore della terra
si staglia perla assoluta
scagliata per distrazione
e raccolta per scelta sublime
magia di un semplice
concerto per anime sole.

Roberta Bagnoli

Non voglio

Non voglio
gioire per velone
nè ridacchiar di morti
a mio vantaggio
tutti possono ascoltare
ciò che dico
nè accettare soprusi
a me o a chi non ha voce
gambe o luce negli occhi
non mi scanso se due
si baciano sull’arena
siano donne amanti
o una coppia di anziani
bevo dalle mani
di ogni colore
e il mio è eguale
perchè è d’uomo
non voglio
lacrime finte ai funerali
nè doni per avere
ma d’amore
non voglio più fingere
di capire
chi parla e poi fa altro
non voglio esser
bella di finti colpi
e le rughe mi passano
in sordina
fili di seta sulla pelle
quasi in abbraccio
voglio amica la solitudine
e la gente
la musica e le voci d’ogni dove
tanto dentro c’è
quel silenzio se lo vuoi
non voglio
salutare di sorrisi
chi mangia pane a tradimento
so quello che
non voglio essere
e Montale insegna
ma forse chi sono
non so scoprirlo ancora …
..c’è ancora tempo
se l’attimo è il mio tempo.

Tinti Baldini