Cammino sulle mani

 
 
 
Cammino sulle mani e finalmente
le cose vedo al loro posto giusto
la gente che festeggia allegramente
sorrisi e amor dispensa con gran gusto.
.
Quello che un giorno fu soltanto lotta
Adess’è mano tesa con affetto
e pare un ballo, quasi una gavotta
e il mondo sembra tutto un bel quadretto.
.
Chi ebbe corruzion per religione,
or che la mente sua s’è persuasa,
rinuncia a quella sporca tentazione.
.
Chi pria rubava senza compassione
ogni suo avere dona e pur la casa,
così ritorna pura ogni intenzione.
.
Ma questa pia illusione
è nata da un bel sogno che ho sognato,
ritorno dritto e vedo ogni peccato

Piero Colonna Romano

Come il mare che tutto nasconde

Come il mare che tutto nasconde
su sabbie profonde, tra anfratti,
sotto il crespo spumoso dell’onde
sotto i cavalloni disfatti,

sotto la calma quando è bonaccia
e pare uno specchio di pace,
dietro falsi sorrisi di faccia
il rostro d’un becco rapace

resta allertato e pronto a beccare
l’anima mia ch’è imprigionata
e scampo non ha e deve restare
come nave al fondo incagliata,

che all’alta marea la speme affida.
Dall’amore, io, la salvezza
aspetto, e vincerò la disfida:
questa è la sola mia certezza.

Armando Bettozzi

Che

 
…Ti dirò, stasera?
Non sarà voce sorgente,
se medito ora.
Mente a mente,
occhi negli occhi, noi
ciascuno mezzo mondo alle spalle,
ma non formare una sfera.
Forse fardelli  terreni pressanti,
lingue di fuoco, paletot pesanti.
Che ti dirò stasera?
Da mille anni, al canto del gallo,
tradisco l’orgoglio.
Ti penso.
Mille anni che inciampo il calvario,
ed ogni tuo sguardo
là, in cima m’incrocia.
.
Che ti dirò stasera,
se la mia lingua è spuntata
ed ogni tuo chiodo risorge?
Ti dirò che l’Estate
non è mai terminata
e la luna sui monti
sa ancora incantare;
che il gatto tuo appeso
nel quadro in salotto
lo sfamo a sorrisi e ricordi;
che parole stilettano,
dai tuoi fogli scrostati.
 
Che ti dirò, stasera?
racconterò venature
riarse dal sole,
o ciò, che davvero
irrora il mio cuore?
… Ti dirò stasera?

Flavio Zago

Trascendenza

 
Quei tuoi grandi occhi mi accendono il cuore
e quei tuoi sorrisi mi bruciano dentro.
Si muovon le mani, son lente e affamate,
respiro si fonde con lingue incollate
.
Nel tuo apparire ritrovo l’amore
che placa e ricrea che appaga appagando.
Se guardo il tuo viso, di luce diffuso,
mi par di volare in cielo confuso.
.
E il cielo stupito raccoglie il tuo grido,
ci  manda un fulgore che abbaglia e frastorna.
Son fili di pioggia quei raggi di sole
pervadono tutto e mancan parole.
.
Così è questa fiamma, scambiata con gioia,
donarsi, fremendo, di questo languore.
Poi resta il silenzio ed  un rotto ansimare,
un tenero abbraccio il tempo a fermare.
.
Di cose perdute rimane l’inganno,
 visioni dissolte, memorie avvilite.
Trascende il reale quel tempo fatato,
incanto vissuto o solo sognato.

Piero Colonna Romano

Sei donna

Sei bionda o bruna o rossa
Canuta o pelata
Sei donna magra o grassa
Anoressica o bulimica
Tu donna sorridi o piangi
Sei timida o spavalda
Forte o debole
Sai essere madre e moglie
Amante e amica
Sei chioccia sei tigre
Sei pantera o farfalla
Sei formica sei cicala
Sei rosa o sei ortica
Sei quercia sei salice
Sei roccia sei sabbia
Sei calore sei ghiaccio
Sei lacrime sei sorrisi
Sei amore gioia dolore
Sei indispensabile per l’universo

Gianna Faraon

Hélène

Azur! C’est moi… Je viens des grottes de la mort

Entendre l’onde se rompre aux degrés sonores,

Et je revois les galères dans les aurores

Ressusciter de l’ombre au fil des rames d’or.

Mes solitaires mains appellent les monarques

Dont la barbe de sel amusait mes doigts purs;

Je pleurais. Ils chantaient leurs triomphes obscurs

Et les golfes enfuis aux poupes de leurs barques.

J’entends les conques profondes et les clairons

Militaires rythmer le vol des avirons;

Le chant clair des rameurs enchaîne le tumulte,

Et les Dieux, à la proue héroïque exaltés

Dans leur sourire antique et que l’écume insulte,

Tendent vers moi leurs bras indulgents et sculptés.

§

Cieli son io: ritorno dagli spechi
della morte. Qui ascolto l’onda rompersi
ai gradini sonori, qui rivedo
le galee nell’aurora, che resuscitano
ombra sul filo dei dorati remi.

Con le mani solinghe chiamo i re
la cui barba di sale  m ‘allietava
le pure dita. E io piangevo e quelli
cantavano i trionfi oscuri e i golfi
perduti a poppa delle loro barche.

Ascolto le profonde conche e i litui
militari che il volo ai remi scandono;
il chiaro canto della ciurma scioglie
il tumulto e gli dei sopra l’eroica
prora esaltati, con i sorrisi antichi
cui insulta la schiuma, verso me
tendono abbracci indulgenti e scolpiti

PAUL VALÉRY

I sorrisi del cielo

Aspetto così i sorrisi del cielo,
passo insicuro a trovare la strada
che mi riporti al non confondermi
dentro la nebbia che gli occhi mi colma.

Guardo all’indietro stanco ma fiero,
spulcio i momenti di appagamento
e li catturo, li stringo e costringo
a scivolare nel tempo dell’oggi.

Lontano dall’ovattato silenzio,
quanto rumore staranno facendo
onde al rinnovo menando scogliere,
quale concerto staranno allestendo

per farsi udire da chi sta pensando
al modo adatto a non essere stagno,
acqua nell’acqua che ferma rimane,
mentre ha bisogno di rigenerarsi?

Lassù, mia fortuna, azzurro risponde
ancora scarso, ma intanto si vede
come una chiazza che nuvole spiazza
per inghiottire residue tristezze.

Aurelio Zucchi

Sorrisi senza tempo

 
Avevo negli occhi la luce dell’Amore
e nel cuore il desiderio di donare.
La gioventù prezioso talento
una ricchezza di cui rendere conto.
.
Erano aneliti di generosità, speranze,
scelte attese di realizzare la mia vita
tra poveri maltrattati cui donare…me
tra sorrisi di conforto ed opere, in umiltà.
.
Mi si chiese obbedienza ed io accettai.
Altra via nella vita io percorsi
mai tuttavia i miei sogni dimentico
e sorrisi senza tempo fioriscono tra le mani
donati ieri, vitali oggi, fertili domani.

Elide Colombo

Albania – Canale d’Otranto 1997 (sola andata)

Finirà!
anche questo paradosso
che si ostina a confinarci, con Macedonia
Janine, Montenegro, Kosovo , e il mare!

Il treno è già partito
biglietti solo andata
in questo ponte che ci lega
con il dolore delle madri, dei padri
fratelli e sorelle, che sono morti anche loro
in questo lutto di uomini, donne, bambini e vecchi

Solo il mare, può nascondere alla notte, i suoi segreti!

…mentre le ricerche, continuano…
Invano. Altri, prendono il treno della speranza
senza ritorno.
Quella…era, l’America di noi albanesi
e non fu scoperta da Cristoforo Colombo,
ma da quest’anime senza quiete, che perdono
tra queste onde di tradimenti, questi cuori senza cuore.
Eppure…
ci sarà qualcuno che la notte, gli fanno compagnia,
gli incubi, perché io mi domando:”Come si può?
come si può addormentarsi, su quelle grida d’aiuto
sui pianti di quei bambini innocenti che galleggiano
in questo mare colpevole, pur senza colpa
come si uccidono i sorrisi all’alba della vita
Come, come si uccidono i sogni, ancor in grembo???”

Finirà!
Anche questo paradosso, e verrà,
anche per queste mura di sopravvivenza, radicati
nel cuore dei Balcani, nobili, quanto la loro storia
quel giorno in cui si aprirà un po’ di cielo,
per pregare per quest’anime, per questi dolori senza tombe
dove poterli piangere, portar loro dei fiori
per ricordarli…
Nelle rovine della città antica,
non è rimasto più nessuno, tranne quella madre
vestita di nero che tuttora aspetta
il ritorno del treno Albania – canale d’Otranto

Chi li ha smarriti i biglietti del ritorno???
Chi sono i colpevoli???

Anileda Xeka

Il cuore dei poeti

 
Corre via il tempo
in quel vento
che spazza le foglie.
Profumano sorrisi
occhi incrociati
nell’istante del sempre
.
Scivola il mondo al finestrino
battiti del cuore divengono versi
si stringono le mani macchiate di sogni
nell’abbraccio caldo della poesia.

astrofelia franca donà

Published in: on gennaio 25, 2012 at 07:22  Comments (8)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,