Natura autunnale

 
“Bella che ier ridevi, il capo adorno
di gemme, cieca all’umana sventura
rabbrividisci or discinta e impura
sparse le vesti d’ocra tutt’intorno.
 .
Dell’instabile amante tuo il ritorno
di certo tu vedrai;  a me più dura
è la stagione estrema, ed ho paura
non basti il tempo a cancellar lo scorno.”
 .
Natura dunque ha ben altra sorte:
si spoglia e si riveste, piange o ride,
le è concesso rifarsi;   non vi è Morte
 .
che la possa fermar, nulla l’uccide.
Sbarrate invece sono all’uom le porte,
se dell’errore tosto non si avvide.
.

Viviana Santandrea

Published in: on giugno 23, 2012 at 07:48  Comments (7)  
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…di Dylan Dog

Mondo salvato dai bimbi piccolini
abiteranno accanto a una centrale
fioriscono iridi nell’aria — scariche elettriche solo nelle nubi —
fumo sporco, radiazioni sorte da dio —
… e correranno sulle strade seccandosi gli occhi più belli…
incantato…disincantato
esploratore d’emozioni pungenti come i sospiri dell’Amore.
Impronte nei Deserti bocche dorate congelate dalla Morte
mari salati…orride chiese e poi aperte…niente onde senza correnti e senza sabbie
voli, al sole, senza raggi nè esplosioni, niente calore.
Esploro l’impossibile inesistente, guardo…
non vedrò l’Impero degli Eredi…e le parole più belle…
…hanno radici…sono peripezie con il Peccato…
Tipica passione, debutti di stagioni, rapide espressioni,
ricami rinnovati sugli oroscopi del giorno, arcani specchi,
orbite fisse ostaggi nella mente. Muori.
C’è chi spedisce lettere d’amore,
chi in dispensa mette baci e abbracci,
c’è chi dice sono dolce, chi si rivolta nella tomba,
i giù sono i su sulla giostra dei Ricordi…
indagatore d’incubi fobie negli ignoti cieli…
…spettri…

Enrico Tartagni

Destino e libero arbitrio

 
Ecco quel che idearon,
antichi savi greci,
per fiabe raccontare
a lor concittadini:
.
Clothò tesseva un filo.
Làchesis l’avvolgeva
attorno al corpo umano
e vita gli donava.
In tempo stabilito,
Atròpos,  con cesoia,
quel filo recideva,
ponendo fine al duolo.
.
Ma tutta questa storia,
da saggi progettata
per ingannar balordi,
ebbe un  proseguimento.
.
Un giorno in Palestina
da immacolata nacque
uomo pien di carisma
ed ordine rimise.
Lui vide l’ingiustizia
ed elencò peccati
regole e norme emise.
Conformemente visse.
.
Però per gli altri il cuore
avea d’amor stracolmo,
così  regole e  norme
flessibili egli rese.
Donò libero arbitrio
a tutti i suoi seguaci.
Di questi fu la scelta:
seguirle o interpretarle.
.
Ma ci pensò Ireneo,
alcuni anni dopo,
a sceglier tra i vangeli
quelli più confacenti,
più convenienti a chiesa
allora in formazione.
Suggestionar le  menti
 serviva a quel potere.
 .
Così,  frammezzo a tanti,
scelse quelli opportuni,
quelli  magnificanti
l’umanità del Cristo.
Degli altri documenti,
parlando di scintilla,
un grande rogo fece.
.
Chiesa volle premiarlo
rendendolo suo padre.
.
Ma il tempo galantuomo,
tra Nag Hammady e Qumran
ci rese quei volumi
facendoci più edotti.
.
Così potremo sceglier
tra umanità e divino,
tra libero pensiero
e sorte d’altri scritta.

Piero Colonna Romano

Aspettando Pasqua

Aspettando Pasqua,
sì fra sette giorni arriverà,
intendo quella vera
Pasqua d’Amore e di Pace
dipingo le mie uova
con inchiostro arcobaleno
è pura illusione
sventolare la bandiera dell’olivo
quando a Gaza hanno da poco
impiccato un italiano
e nel Mediterraneo
si gioca con la sorte
barconi affondati
con corpi di clandestini
dati in pasto ai pesci
senza pensare
alla Libia in fiamme
al Giappone devastato
e al nostro governo sempre più
malconcio e imbarazzato,
sì che venga presto Pasqua
ma scenda senza indugio
l’Angelo della Consolazione
a rammendare lo strappo del cuore,
non c’è bisogno in Italia
d’altra Costituzione,
solo la carta della Resurrezione.

Roberta Bagnoli

Tra i filari

 
Nell’arco del battito lesto
della tacita notte
si stende il filtro quieto della pace.
E’ tregua effimera nei campi in fiore.
Al cospetto della luna
si snatura il rosso dei papaveri.
Geme il cuore nostalgia arcaica,
si abbevera alle classiche scritture
e anche il dolore si cosparge
di coriandoli allegri e profumati.
Breve, impercettibile il respiro del creato.
Gioca impavida la sorte con la vita
tra i filari su in collina.
Anche l’ombra ha la sua luce.

Roberta Bagnoli

Affluente d’emozione

Il fiume increspato
sembra tornare indietro
e correndo controcorrente
la luce di un altro tramonto
mi accompagna fra ombre
alberi che segnano
distanze passate
cercando di
arginare emozioni
che vorrebbero
come piena
scorrere sulla mia apparenza
inutile privazione di passi
uno sciolto dall’altro
ma…..
nel vento della sera
come sorte
vorrei ancora
il tuo respiro

Pierluigi Ciolini

Published in: on gennaio 20, 2012 at 07:02  Comments (8)  
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Amo

Amo la libertà
di scelta
di decisione, d’intuizione
Amo l’ identità
Amo la giustizia
Amo l’amicizia

Amo quando bussa sera
lucerna della luna
Amo l’orizzonte
dove si fa fonte
viva
l’anima
sgorgo di salvezza

Amo tenerezza
gentilezza
i miei intensi sensi
Amo amori densi
Cuori
immensi

Amo
virtù verità
Amo dignità
sobrietà nei sorrisi

Amo fiordalisi
nelle sfaccettature
Amo vite dure
mani callose
giardini di rose

Amo finezza
Amo stoltezza
Amo il sacco pieno e
quello vuoto
Amo il moto e nuoto
amando.
(scusate se ho scritto “Amo” troppe volte
questa è la mia sorte…)

Aurelia Tieghi

La stella del mattino

La stella del mattino e della sera
sorge per prima ed ultima tramonta
la più bella di tutte e la più viva,
ma annuncia con il suo nascere la notte,
annuncia il giorno, ma con il suo morire.
Sorga alla sera e tramonti nell’alba,
la stella in ciel più bella è la più vera
significando ai terrestri una sorte
al di là della vita oltre la morte,
la stella della sera e del mattino.

RICCARDO BACCHELLI

Published in: on gennaio 5, 2012 at 07:35  Comments (4)  
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Abbazia di San Galgano

Riposare mente e corpo
poter fare a meno
di sperare nella sorte
alzare gli occhi al cielo
tra gli archi e le colonne
di questo monastero
senza che l’anima debba chiedersi
se ciò che sente è vero.

E nei muri macchiati dal tempo
nei silenzi profondi
racchiusi in queste pareti di pietra
ritrovo qualcosa di perduto
o forse, meglio dire,
che non ho mai avuto
in tutta la mia vita

Nelle porte di legno massiccio
intrise di passato
nella luce tremolante
delle candele accese
nel profumo d’incenso
che mi pervade inebriante
ascolto sereno il tempo passare

Senza che nessuna paura
mi devasti la mente
o che un umano bisogno
ne alteri il pensiero
sono giunto fino a qui
seduto su questa panca
e come dalla cima di un monte
contemplo il mondo intero.

Sandro Orlandi

Fermenti di-vini

 
Nell’otre silenzioso
si pigia semplice mosto
sapore agrodolce
d’anima passa,
resta indelebile
l’idea come orma
di piede e mano
tutt’uno
a tracciare muti
arabeschi lucenti,
a indicare sentieri smarriti.
Noi, corpo indivisibile
di singoli e solitari poeti,
camminiamo per strade
di-versi
tutti appagati
e rischiarati da quei
benedetti
per alcuni dalla sorte
maledetti
fermenti di-vini.

Roberta Bagnoli

Published in: on novembre 28, 2011 at 07:22  Comments (19)  
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