Prima che l’alba diventi una spia

Stanco del silenzio nella forra,
desidero fermarmi ore ed ore
nel caldo freddo della notte al mare
e non importa se nell’occasione
non ci saranno stelle e similari.

Mi stirerò nel più preciso punto
là dove le onde smorzano lo schiaffo
e, ruffiano, ne canterò i fragori
di modo che questo mio egoismo
ottenga di parlare a chi ascolta.

Nel buio stropicciato dalle nubi,
prima che l’alba diventi una spia,
tutto dirò che non sia menzogna.
Spalancherò questi occhi ciarlatani
e senza sosta li farò parlare.

Chissà che qualche anima nascosta
ove il fondale eternità lambisce,
non spunti irata dalle scure acque
e in mia difesa lei si schieri.
Solo così non mi sentirò solo.

Aurelio Zucchi

A Odri

Intingo nel tuo pensiero
la penna del mio sentire
e disegno i contorni
del tuo essere
in me.

Come il mago estrai
dal mio cappello
magiche colombe in volo
poi, ammirato spettatore,
gioisci insieme del tuo prodigio.

Il mio passo assuona al tuo
sull’ intimo selciato
nella corsa e alla sosta,
quasi respiro di un unico petto
e più non esistiamo soli.

A Odri
il mio presente
ritrovato nel mio tempo
da sempre cercato
per sempre ti amerò.

Anna Maria Guerrieri

Perdonami cielo

se piango per stupide cose
se perdo il senso del dolore e lo ricaccio
in giornaliere inconcludenze
avrei da ringraziare per la vita___in sé
per i miei figli, per il loro amore
che mi ritorna e mi conforta a sera
per l’amicizia che mi è stata data
per l’amarezza che non mi ha colpita

quando sento che l’aria si fa rada
il respiro s’incaglia
mi taccio in una bolla di silenzio
e mi dichiaro pronta_______il fatto in sé
non mi spaventa, ho come una certezza
che non finirà mai questa sorpresa
d’infinito riprendere contorni

che sarà mai varcare quella soglia
quando l’han fatto tutti
senza nessuna garanzia di privilegio?
E non è il passo a fare l’andatura
ma il necessario termine______ la sosta
da cui forse rinascere immortali.

Cristina Bove

Radure rare

Sai Sire,
a volte anche il principe si lascia;
a volte, quando la macchia si fa fitta
e non riesce a galoppare a briglie sciolte,
là, deve uno spiazzo lo attende
carezza le redini e smonta
dal devoto destriero.

Non scuote più al vento e pigra s’affloscia,
la morbida piuma del suo cappello.
Non più vibranti criniere,
non ritmi pressanti di zoccoli fieri
e l’aria smette di garrire.

Disteso, sulla pace dell’odore dell’erba
immerso, nel tepore di raggi tra fronde,
ritrova la consapevolezza del respiro
e un cuore saggio che insiste a pulsare.

Sussurrano vene e mormorano rivi
di riflessi argentati e sassi sinuosi.
Richiami svolazzano garruli, curiosi;
l’ala senza tempo avvince i pensieri.

– Stimare la sosta, per librare la corsa;
gustare il poco, per non strozzare nel tutto.
Provare la fame, per godere del cibo;
saggiare il solo, per amare il noi. –

Riscopre l’essenza del seme nudo,
la fonte che, nembo, rivive la luce.
Ritorna il pastello di forme sfumate
e radici celate a dir di foreste

“ … ora dimmi, dimmi mio Sire,
quante radure concedi agli eredi?
A quanti pennacchi consenti la tregua
e a lame lucenti l’inguainato riposo? “

Ed è il ponente a dipingere il cielo,
a stagliare profili velati di bruma.
L’ombra esitante cavalca nel forse.
Un principe oscuro ricerca l’azzurro.

Flavio Zago

The Show must go on

Empty spaces – what are we living for?
Abandoned places – I guess we know the score..
On and on!
Does anybody know what we are looking for?

Another hero – another mindless crime.
Behind the curtain, in the pantomime.
Hold the line!
Does anybody want to take it anymore?
The Show must go on!
The Show must go on!Yeah!
Inside my heart is breaking,
My make-up may be flaking,
But my smile, still, stays on!

Whatever happens, I’ll leave it all to chance.
Another heartache – another failed romance.
On and on…
Does anybody know what we are living for?
I guess i’m learning
I must be warmer now..
I’ll soon be turning, round the corner now.
Outside the dawn is breaking,
But inside in the dark I’m aching to be free!

The Show must go on!
The Show must go on! Yeah,yeah!
Ooh! Inside my heart is breaking!
My make-up may be flaking…
But my smile, still, stays on!
Yeah! oh oh oh

My soul is painted like the wings of butterflies,
Fairy tales of yesterday, will grow but never die,
I can fly, my friends!

The Show must go on! Yeah!
The Show must go on!
I’ll face it with a grin!
I’m never giving in!
On with the show!

I’ll top the bill!
I’ll overkill!
I have to find the will to carry on!
On with the,
On with the show!

The Show must go on.

§

Spazi vuoti – per cosa stiamo vivendo?
luoghi abbandonati – suppongo che noi conosciamo il risultato
Senza sosta, qualcuno sa cosa stiamo cercando?
Un altro eroe, un altro stupido reato
Dietro la tenda, nella farsa
Resta in linea, qualcuno lo vuole ancora?

Lo spettacolo deve andare avanti,
Lo spettacolo deve andare avanti,
Dentro, il mio cuore è rotto
Il mio trucco potrebbe scrostarsi
Ma il mio sorriso regge ancora.

Qualsiasi cosa succeda, lascerò tutto ciò per rischiare
Un altro mal di cuore, un’altra storia fallita
Senza sosta, qualcuno sa cosa stiamo cercando?
Suppongo di stare imparando, devo essere più caloroso ora
Presto sarò a una svolta, gira l’angolo ora
Fuori, l’alba sta scoppiando
Ma dentro nel buio sto soffrendo per essere felice

Lo spettacolo deve andare avanti,
Lo spettacolo deve andare avanti,
Dentro il mio cuore è rotto
Il mio trucco potrebbe scrostarsi
Ma il mio sorriso regge ancora.

La mia anima è colorata come le ali delle farfalle
Le fiabe di ieri invecchieranno, ma non moriranno mai
Posso volare amici miei

Lo spettacolo deve andare avanti,
Lo spettacolo deve andare avanti,
Lo affronterò con un sorriso
Non sto mai cedendo
Su – con lo spettacolo

Salderò il conto, esagererò
Devo trovare la volontà di andare avanti
Lo spettacolo deve andare avanti…

FREDDIE MERCURY

Mentre l’eterno avvolge


Religione negli atomi dell’acqua
di vita in una eternità dorata,
sulla montagna di albiche cascate,
calli di pini giovani di muschio.

Il vortice nella città. È passato:
giorno, ansante, acre, irrespirabile.
Tutte le tinte, sensazioni strane,
le prospettive, scorci più impensati
son passati nel minuto affannoso…

Un rumor di ferraglie, notte nera,
Treno lontano che divora il piano:
biscia fosforescente, strìa di luce.

Suoni dal fiume. Il mistero del fuoco
è delicato come l’uragano
della mia pazzia. Non una sosta,
nella vita mia, si calcian ciottoli,
al buio, nella fonda notte senza
volere, sperando, mentre l’Eterno
avvolge gli altri Mondi vagabondi
in simbolitragedia dell’inferno
o dolce paradiso…
.                                  . Monte pieno
di passi, sassi che non vuoi calciare:
rumori vuoti di anime sporche
fanno la eco in miliardi di stelle.

Paolo Santangelo

Kancer

Scavano il grembo
della terra trapanando
timpani d’eco assuefatti;
raccolgono frutti
della sua scorza ammalata
ingoiandone gusti precari,
senza futuri certi d’astratti cibi;
affresco tempestoso
di faraonici ricchi moderni
nell’era del nuovo “era” imperfetto
senza sosta l’America tossisce
e all’europeo sanno diagnosticare
letale cancro ai polmoni;
troppo fumo tra le distese
d’evacuate emozioni…
e la terra (quasi)
implode tra i suoi stessi peccati.

Glò

Published in: on ottobre 8, 2010 at 07:13  Comments (3)  
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Quando non scrivo


Anelerei giusto il tempo
di liberarmi dagli sguardi
e l’ansia di sonetti smemorati
a cui contendere la bruma
E invece rimango esanime
come le foglie in questo autunno
lasciate sole ad aspettare
il respiro profondo
di frasi rubate
a Poeti senza sosta

Pierluigi Ciolini

Published in: on ottobre 4, 2010 at 07:07  Comments (4)  
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Sosta esclamativa

Non c’è nulla di più prudente
che demolirmi in un verso
ancora assente di parola
presente solo in sosta esclamativa

immortalo in eterno il sapore fresco
dei tuoi baci

in compostezza s-misurata

deprimo e comprimo in sosta permanente
un umido attraversarmi la schiena
gocciolante alla fierezza del brivido
(costante)

in versi poveri
in respiro scontato

inalbero qualsiasi silenzio
(effluvio di ripetizioni)
credendo ancora nel sapore
delle lacrime testarde
nella loro calda corteccia

la loro  consistenza
inarrestabile testardaggine
d’un espandersi in ossigeno
nell’incudine colpito
e
malleabile
ad ogni (sua) battuta.

Glò

Bianca vela

Di mare in mare naviga il pensiero
ossessionato dal trovar la luce
di bianca vela nel mezzo dei marosi
da riportare indenne al porto mio.
Vi viaggia sopra il risveglio nuovo
di un’estate che non vuol morire,
menefreghista dell’età che passa
e provocante come donna astuta.
Se riuscisse a scorgerla qualcuno,
qualcun si rechi qui in questa casa
a dare a me l’esatta posizione
ché al più presto raggiungerla io possa
e capitan del tempo che mi resta,
ancora prima di condurla in rada,
la porti a spasso in acque di fiducia
standomi zitto su cronache d’adesso.
Farò una sosta in centro d’universo
gettando l’ancora tra verde e blu
dove i miei bagni facevo a testa in giù,
dove i miei anni accarezzavo piano
per non scalfir la pelle e il verde.

Aurelio Zucchi