L’assenza

Lenti i rintocchi del tempo
che passa, lontano da te

Cumuli di pensieri, dietro occhi assenti,
mi attraversano,
come nubi in un cielo d’agosto

Contemplo il mare che ci divide
e avverto gli spasmi dell’anima mia
che ti cerca

Dolorosa l’assenza e,
nel contempo, gioiosa
la consapevolezza del tuo esistere
fuori e dentro di me!

Anna Maria Guerrieri

Published in: on febbraio 12, 2012 at 07:12  Comments (7)  
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Schegge di luce

Su viandanti
consumati in
battiti di ciglia

riverberi ciclici

attraversati dal destino
sguardi s’intrecciano
incamminandosi
tra passati e
futuribili spasmi
cercando sollievi

fra linee sottili
veicolanti
di flebili letizie
si intervallano metafore

chi sensato apprende
e coglie l’attimo

estirpa e getta

private del clamore
livide malinconie
fra le curvature del tempo

Pierluigi Ciolini

Qui

Qui
quasi tutto si compie
tra false lune ed albe cangianti,
tra spalle corazzate e spilli velenosi,
stoppando il corpo in un momento.

Qui
bisogna invero soffermarsi
tra un respiro corto e l’altro
facendo perle incandescenti
delle paure e del coraggio.

E’ bello questo posto
specie quando posso entrarci,
adagio, frattanto liberato
dagli orpelli del mio turno.

E’ qui
che io mi accorgo
di spender bene il tempo
guardando attento l’alveo
su cui cammino o scorro.

Qui
giocare con me stesso,
viziare spasmi e tenerezze,
mi dà l’incontrastato affetto.
Qui, dentro me stesso.

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 25, 2011 at 06:55  Comments (3)  
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Paradigma

Mera felicità
ove nascondi
i tuoi piaceri?
Dove celi
i tuoi spasmi di allegria?
Esige piume leggere
l’urlo straziante
per librarsi al Cielo.
Veemente e brutale
il silente dolo
si disforma
in paradigmi supremi.
Spento e sonnolento
tace il cuore.
Una sommessa luce
si propaga ondulante,
una ritrosa ansia di gioia
trasla il pensiero.
E rammendo con
invisibili fili
gli strappi della vita.

Michela Tarquini

Published in: on dicembre 12, 2010 at 07:11  Comments (7)  
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Dimmi un po’, amore

 
Dimmi un po’, amore,
a che razza appartieni
per annullarmi nelle incognite
d’una domanda senz’anima?
 
Mi vesto di continue risposte
bagnate di no(i)
ci foderiamo nelle 
 interminabili follie
d’un trapasso lacerato
solo con l’ingoio di veleni,
parabole in_concludenti
e massicci
a  sismi interiori.
 
Dimmi un po’, amore
perché non so dar linea
al mio parlare esausto,
a che luce notturna appartieni
e dove mi pongo io
(in cura dai continui spasmi
nell’indecenza reale
sotterrata da continui si)?
 
Si è rotto il verbo insieme al mondo.
Raccolgo l’optional delle spine
timbrandomi di graffi
nell’eleganza d’un inchiostro perenne
senza capirne fino in fondo
la scelta del rosso
aggrappato alla (nostra) sopravvivenza.

Glò

Published in: on gennaio 22, 2010 at 07:00  Comments (3)  
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