Avventura e fortuna

BONNE FORTUNE ET FORTUNE

Moi, je fais mon trottoir, quand la nature est belle,

Pour la passante qui, d’un petit air vainqueur,

Voudra bien crocheter, du bout de son ombrelle,

Un clin de ma prunelle ou la peau de mon cœur…

Et je me crois content — pas trop ! — mais il faut vivre :

Pour promener un peu sa faim, le gueux s’enivre….

Un beau jour — quel métier ! — je faisais, comme ça,

Ma croisière. — Métier !… — Enfin, Elle passa

— Elle qui ? — La Passante ! Elle, avec son ombrelle !

Vrai valet de bourreau, je la frôlai… — mais Elle

Me regarda tout bas, souriant en dessous,

Et… me tendit sa main, et…

m’a donné deux sous.

§

Quando è bel tempo, batto i marciapiedi
per la passante dall’aria di vittoria
che scardineraà con una punta d’ombrello
la palpebra dei miei occhi o la scorza del mio cuore.

Contento (ma non troppo) mi dico: questo e’ vivere:
a spasso con i crampi, il barbone si ubriaca.

Un bel giorno (che mestiere!) faccio al solito il mio giro.
Beh, mestiere…E alla fine, passa lei.
Lei chi? Ma la passante! Col suo ombrello!
Come un ladro in chiesa la sfioro…e lei
mi guarda un po’, sorridendo benevola,
mi tende la mano
e sgancia due soldi.

TRISTAN CORBIÈRE

Bocca di rosa

La chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore metteva l’amore
la chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.
Appena scese alla stazione
del paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.
C’e’ chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa ne’ l’uno ne’ l’altro
lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.
Ma le comari di un paesino
non brillano certo d’iniziativa
le contromisure fino al quel punto
si limitavano all’invettiva.
Si sa che la gente da’ buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente da’ buoni consigli
se non può dare cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole acute:
“Il furto d’amore sarà punito -disse-
dall’ordine costituito”.
E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
“Quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare”.
E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.
Il cuore tenero non e’ una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l’accompagnarono malvolentieri.
Alla stazione c’erano tutti dal
commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano.
A salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese
a salutare chi per un poco
portò l’amore nel paese.
C’era un cartello giallo
con una scritta nera, diceva:
“Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera”.
Ma una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi manda un bacio, chi getta un fiore,
chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un’estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l’amore sacro e l’amor profano.

FABRIZIO DE ANDRÉ


Marzolino indovinello


Stamattina appena alzato
ho provato l’emozione
d’inciamparmi e dal piancito
sollevato mi ha una gru:
poi per giunta in bagno andato
per nettare la ferita
nel tagliare la garzetta
ci ho lasciato ben due dita:
Chi urlò non si può dire
mai s’è visto grande allocco
più imbranato di così:
che fregata farsi male
come un merlo che sfortuna
meglio è in panda andare a spasso:
anche se col torcicollo
meglio è averla la fortuna
di goder per l’OTTO MARZO
appoggiati a una colonna
la bellezza della DONNA
che cammina a piede scalzo:
ed in mano LA POESIA
acchiappar la palla al balzo
dentro a un sogno volar via!

Sandro Sermenghi

Fra gli animali di questo Marzolino indovinello quanti volano e quanti mangiano germogli di bambù?  Manciate di poesie in premio alle soluzioni esatte!

Donna 2010

FEMME 2010
Fœtus nourrisson enfant fille adolescent
qu’avenir tu seras FEMME
dans cette société de trop de promesses fausses
appuyée sur l’externe apparence
mais
vide plus qu’une peau de kaki pelé
ou
de la vannure après le battage:
celui-ci est des nos pas extrême signe!
Foetus nourrisson enfant fille adolescent femme
qu’avenir tu seras MÈRE
dans cette société de balle… … …
Non! Non! Nooon routine, train-train, habitude, répétition,
u-ni-for-mi-té:  NOOOOOON!!!
Refaisons quatre pas dans la vie!
Risons! Jouons! Chantons!
Plus souvent à la promenade!
Ce sera une distraction voir du bas
sur le bouillon-blanc
devant à ce ciel changeant
entre fracas le grèbe pris par collapsus pour un saignée
que lance fanfaron sa poésie
aux enfants qui en vacarme entre les pieds
ils ont la voie:
” Fleur de mimosa
bananes je t’ai envoyé de Mombasa
mais tu ne veux pas encore… être ma épouse!”

§

Feto poppante bimba ragazza adolescente
che domani sarai DONNA
in questa società di marmellata
poggiata sull’esterna apparenza
ma
vuota più d’una buccia di cachi pelato
o
della pula dopo la trebbiatura:
questo è de’ nostri passi estremo segno!
Feto poppante bimba ragazza adolescente donna
che domani sarai MADRE
in questa società di loppa … … …
No! No! Noooo routine, trantran, abitudine, ripetizione,
u-ni-for-mi-tà: NOOOOOOOO!!!
TROTTIAMO A RIPRENDERCI la vita!
RIDIAMO giochiAMO cantiAMO più spesso a spasso
sarà uno spasso vedere dal basso sul tassobarbasso
dada-vanti a quel cielo cangiante
fra fracasso lo svasso preso da collasso per un salasso
che lancia smargiasso la sua poesia
fra il chiasso dei bimbi che vivon la via:
“Fior di mimosa
spedito ti ho il mio riso da Kinshasa
ma ancora tu con me…fai la ritrosa!”

Sandro Sermenghi