Bellezza

 
Dolce astrazione che
inaspettata giungi
a carpirci i sensi;
talvolta nuda
ti mostri e ingenua
oppure scaltra
con artifici, gesti
o con parole
vario è il fattore
in cui ti manifesti.
Prendi i cuori e li accendi,
doni ad alcuni
tutto il tuo splendore
ad altri solo
una dolcezza amara.
Prodiga oppure avara
vieni e accarezzi
la nostra esistenza
lo spazio di un mattino
mentre già te ne vai.
Ma la tua vera essenza
la sveli al sorgere
di ogni creatura:
sta racchiusa
in quell’attimo
nel bocciolo che schiude
nel primo raggio,
nel tenero stupore
di ogni piccolo nato;
solo lì intatta e pura
lì,  sei principio e fine
tu, la chiave di volta del Creato
è per te che noi siamo.

Viviana Santandrea

Privandomi del mare

Privandomi del mare, dello spazio per la corsa e il volo,
dando alla mia orma il supporto di una terra forzata,
cosa avete ottenuto? Calcolo brillante:
non siete riusciti ad estirpare le labbra che si muovono.

OSIP ĖMIL’EVIČ MANDEL’ŠTAM


Published in: on marzo 26, 2012 at 07:36  Comments (3)  
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Tonight

MARIA:
Only you, you’re the only thing I’ll see forever.
1n my eyes, in my words and in ev’rything I do,
Nothing else but you.
Ever!

TONY:
And there’s nothing for me but Maria,
Ev’ry sight that I see is Maria.

MARIA:
Tony. Tony…

TONY:
Always you, ev’ry thought I’ll ever know,

MARIA:
Ev’rywhere I go, you’ll be, you and me! All the world is only you and me!

Tonight, tonight,
It all began tonight,
I saw you and the world went away.
Tonight, tonight,
There’s only you tonight,
What you are, what you do, what you say.

TONY:
Today, all day I had the feeling
A miracle would happen.
I know now I was right.

BOTH:
For here you are,
And what was just a world is a star
Tonight!
Tonight. tonight,
The world is full of light,
With suns and moons all over the place.
Tonight, tonight,
The world is wild and bright.
Going mad, shooting sparks into space.
Today the world was just an address.
A place for me to live in,
No better than all right,
But here you are
And what was just a world is a star
Tonight!

TONY:
Tonight! Tonight!
It all began tonight
I saw you and the world went away

BOTH:
Good night, good night,
Sleep well and when you dream,
Dream of me…
Tonight!

§

MARIA:
Solo tu, sei l’unica cosa che vedrò per sempre
Nei miei occhi, nelle mie parole e in tutto ciò che faccio,
Nient’altro, per sempre

TONY:
Non c’è nient’altro pe me se non Maria,
Tutto ciò che vedo è Maria

MARIA:
Tony Tony

TONY:
Sempre tu, ogni pensiero che avrò

MARIA:
Ed ovunque vado, saremo tu ed io! Tutto il mondo è solo tu e me!
Stanotte, stanotte,
Tutto è iniziato questa notte,
Ti ho visto e il mondo è scomparso
Stanotte, stanotte,
C’è solo questa sera,
Che cosa sei, cosa fai, quello che dici
Oggi, tutto il giorno avuto la sensazione
Che un miracolo sarebbe accaduto
Ora so che avevo ragione
Perché qui ci sei tu,
E quello che era solo un mondo ora è una stella
Stanotte!

ENTRAMBI:
Stanotte, stanotte,
Il mondo è pieno di luce,
Con soli e le lune dappertutto
Stanotte, stanotte,
Il mondo è selvaggio e luminoso
Impazzisco, divampano scintille nello spazio
Oggi per me il mondo era solo un indirizzo
Un posto in cui vivere,
Niente di più del meglio
Ma tu sei qui
E quello che era solo un mondo ora è una stella
Stanotte!

TONY:
Stanotte! Stanotte!
Tutto è iniziato questa notte
Ti ho visto e il mondo è scomparso

ENTRAMBI:

Buona notte! Buona notte!
Dormi bene, e quando sogni
Sogna di me…
Stanotte!

STEPHEN SONDHEIM      (musica di Leonard Bernstein)

Liberazione

A volte mi strapperei il cuore
e lo butterei tra i rovi
per non avvertire più
sensazioni spiacevoli
o dolori strazianti
che nessuna medicina
potrà mai curare o lenire.

Butterei anche l’anima
nello spazio
per farla veleggiare
come un deltaplano
tra le nuvole
e farla disperdere
con le correnti ascensionali
per l’eternità.

Ma vivo solo di sogni!

M’accorgo che solo la mente
strappa attimi di liberazione
alle mia opprimente realtà,
che vivo come un prigioniero
stanco di vedere il cielo
da dietro le sbarre
d’una dorata prigione.

Salvatore Armando Santoro

Sofferenza senza fine

Circondato da folla rumorosa cammino
Senza meta precisa senza un preciso scopo
Nulla mi distrae dai miei cupi pensieri
Penso a Gaza all’Afghanistan
Ma anche al male intestino
Che dilania la nostra Italia
Offesa e vilipesa quotidianamente

La Legge sembra impotente nel confronto con mondi lontani
Legulei che proteggono le crudeltà
Organizzazioni sempre più violente e malvagie
Odo bimbi piangere supplicando pietà
Sento boati e raffiche di armi potenti
Leggo di madri assassine
Di famiglie distrutte dalla follia di un marito e padre
Di bimbe e donne vigliaccamente violentate

La crudeltà ormai padrona regna assoluta su di noi
Quanta arroganza fra i politici incapaci di capire
Soprattutto di decidere
Vivono lontani dalla realtà
Come la loro esistenza fosse in un’altra galassia
E noi costretti a subire il loro comportamento
Così lontano dai nostri bisogni

Si dice c’è la religione
Quale religione è in grado di aiutare
A sovvertire l’attuale crudele modello di vita
Anzi si incita si sobilla si insegna ad uccidere
La preghiera è una espressione ormai in disuso

La violenza ha preso possesso degli umani
Gli umani hanno permesso ai violenti
Di aggredire lo spazio che ci circonda
Di contrastare madri padri istituzioni
Che erano e sono
Il nostro ieri il nostro oggi il nostro domani

Mi risveglio da questi pensieri
M’accorgo che la vita scorre nel tempo
Che il sole irradia calore
Che l’acqua scivola cantando
La folla c’è ancora
Alcuni di essi paiono assorti
Ma sorridono al sole
Allora proseguo con la speranza di ritrovare l’Amore

Marcello Plavier

Ti sto cercando

 
Mettimi una mano sulla fronte
Aprimi gli occhi sul presente
Tienimi al caldo
Fammi da controcanto
Lasciami andare quando sarà l’ora
Prendimi per mano e non avrò paura
Salvami oggi da quella che ero ieri
Perdonami il tradimento o la mezza fedeltà
Dammi spazio fammi vento
Giura  che mi resti accanto
Guardami le spalle
Curami la pelle
Segui il percorso delle mie vene
Inventa nuovi modi  per amare
Accetta il mio dolore
Apri le braccia coprimi la faccia
Leggimi poesia e musica sulle labbra
Io ti sto cercando!!

Maria Attanasio

Continuano a scendere i fiocchi

 
Continuano a scendere i fiocchi
fini leggeri e costanti riempiono tutto
lo spazio fuori del cielo e della terra
al di là del vetro tutto ne è compreso
è ipnotico movimento lento e continuo
Devo essere finita in una enorme palla di vetro
di quelle col paesaggino e i personaggi in basso
e tutto vuoto sopra nello spazio racchiuso a sfera
Sembrano insulse
ma poi le prendi in mano le giri
le rigiri ed ecco la magia di neve
tutto si confonde e smarrisce fra le particelle bianche
che si agitano e piano piano si depositano
Oggetti kitch per un adulto
ancora affascinanti per i bambini credo
Dev’esserci qualcuno che si diverte molto
un dio-bambino o un adulto in fase regressiva
che ha scoperto da poco il gioco e continua
a girare fra le mani la boccia di vetro nella quale
siamo immersi a vivere
– strano che non ci giri la testa –
a bocca aperta lo sguardo ebete
non si accorge o non si cura
dei danni collaterali.

azzurrabianca

Suona un violino

.
nel crudo inverno
e una folgore
spadaccina
mi scinde.
Volano
gli affanni
liberi uccelli
sui mari
nel tempo-spazio
fluisco
verso
foreste di rose.
.
Graziella Cappelli
.
Published in: on febbraio 19, 2012 at 06:51  Comments (18)  
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Strada maestra

Morire, per rinascere:
il silenzio degli alberi,
è l’autunno senza foglie.

Mano nella mano,
scolari e pali,
accompagnano,
predestinati, la via.

Ma perché
continui a ridere,
a gridare?
Quando,
quando crescerai?

Certo, di là,
ci sarà più spazio
per essere grande.
Certo, ritroverò
la sincera luce azzurra
e l’immane quiete
di rami contorti e protesi
a trafiggere il cielo,
per perpetuare il rito del tatto.

La mia vivida lingua sarà muta
solo quando avrà perso le radici,
e l’ anima orfana
solo quando mi avrà mangiato.

Proseguo imperterrito, intanto,
il mio cammino d’alunno di vita.

Flavio Zago

Published in: on febbraio 18, 2012 at 07:18  Comments (4)  
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La notte mi prende per mano

Ora che il mare aspro diventa
e d’antracite la luna si veste,
alta e discreta la notte s’accosta
mentre la stasi mi fa prigioniero.

Nella collina non più contornata,
dove presumo ancora c’è il borgo,
con ostinazione cerco una luce
capace di dare la continuità.

Lassù neanche una stella intravedo
che si riveli delle altre più furba
nell’infinito rigato di nero,
avaro nel dare spazio al respiro.

Riporto lo sguardo dov’era prima
e di una nave pretendo la scia,
il tocco mirabile a soppiantare
il bianco disordine di onde folli.

Vorrei che arrivasse l’aurora
del tipo fucsia, netta e impaziente
d’aprire in cielo lo squarcio ribelle,
l’effetto euforia di sistole errante…

In quest’attesa del via alle danze,
conforto mi è nel prendere tempo
l’idea di essere non del tutto solo.
É la notte che mi prende per mano.

Aurelio Zucchi