Uomini come rane

Ho visto pareti dipinte dalla rabbia degli uomini
rondini allontanarsi per il fuoco che bruciava l’aria
ho visto prati annullati dalla cupidigia di alcuni
quando ne avevano bisogno i bambini

Mi sono iscritto all’albo di quelli che protestano
ma volevano troppi soldi  per la tessera di socio
ed allora  mi son convinto che in questo paese
è meglio vivere con poco, possibilmente a zero spese

Ho ascoltato le voci arroganti dei Grandi
la terra globalizzata per gli interessi di tanti meschini
Me ne è rimasta impressa una, unica e ancora sola,
che è quella universale del Mahatma Ghandhi

Ho visto tutto quello che si può rivedere
e mi sono accorto che come gamberi andiamo a ritroso
A questa età sto ancora attento ai problemi veri
e, credimi, a volte non riposo

Non so neppure perché ne sto scrivendo
forse perché non costa niente
Ho parlato con molti che la pensavano come me
ma dopo a casa ognuno dormiva e si pentiva

Non sono abituato alle meraviglie
nulla mi stupisce e non da ora
se non l’indifferenza che premia gli stolti,
gli arrivati, gli stupidi e i manigoldi

A me, a te, a noi non resta che guardare
in questi giardini, finti di ricchezza
Continuiamo pure ad ascoltare voci della miseria umana
che ci sembreranno come sempre, ahimè!, quelle di una rana!

Gavino Puggioni

CAPODANNO 2012

 
Divertitevi con i mortaretti,
con tutto ciò che fa dimenticare,
con spese folli: tanto non è ora
di pensare al futuro, questa notte
.
Ubriacatevi con gli ultimi pensieri
d’ultime note tristi del passato,
fate follìe, ballate a perdifiato
del fine scaramantico perduto.
.
Domani un altro giorno è già passato
da questo Vecchio Anno ripetuto
con fatti ricorrenti sempre uguali.
sul nostro lieve granello suicida…
.
Uccisioni tra uomini infinite,
fame nel mondo è sempre meno sazia,
continua ad esser certa l’ingiustizia,
l’egoismo di pochi annienta gli altri,
si spera come a ogni Anno nuova vita.
.
Amori e sogni d’Anno bisestile.

Paolo Santangelo

Di un bambino solo

Caro Babbo Natale
perchè non mi porti ai giardini
per conoscere
tanti altri bambini?

Lo so, io sono solo e abbandonato
e proprio per questo, ti prego
ora che sono grandicello
ti chiedo di essere accompagnato
in mezzo ad altra gente
che dà allegria
che si fa compagnia
che compra regali
e fa spese pazze
in giro per tutte le piazze
addobbate di luci e colori strani

E mi tremano le mani
se decidi di portarmi via
magari dentro la tua vita
che senz’altro non è uguale alla mia

Ma almeno adesso fammi contento
Non lasciarmi solo
anche in questo Natale
Ti chiamerò babbo, se vuoi,
tanto lo so, tu puoi ma non hai la forza
di fare questo
ti voglio bene, tanto bene
ma non protesto

Gavino Puggioni

Published in: on dicembre 25, 2011 at 07:49  Comments (3)  
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14 dicembre 2010


Noi credevamo fosse l’ultimo atto
ma il demone affilava i suoi canini
sopra i nostri destini;
e i mercanti con lui
“per rispettare il Patto”
convincere i cretini e pur qualche distratto
che il partito del “fare”avrebbe fatto.
Ma cosa?
Avrebbe risanato conti e spese?
Ihh che pretese!
Dato lavoro a chi non ce l’ha?
Bla, bla, bla bla..
Chi pensiamo che sia?
Lui è infallibile
l’inviato, il messia,
e non può dare ascolto a chicchessia
deve occuparsi solo del tangibile
che gli entra nelle tasche
e che può sperperare ai quattro venti
tra escort e tangenti.
Sullo stivale imbandito a dovere
delle nostre speranze, del futuro
è tornato a sedersi
Pantagruel mai sazio
e noi a pagar dazio.
Ma sì osanniamolo,
e voi contenti e anche cornuti
che l’avete votato
complimenti e saluti!

Viviana Santandrea

Abbasterebbe poco

Cor poco a vòrte ce pòi fà più tanto
che a ffà quarcosa co’ n se sa co’ quanto.
E a ffà co’ tanto manco c’è bravura,
ma questa, a ffà co’ poco, è sicura.

Tu guarda la ricchezza…E che ce fai
si ‘r còre che lei cerca nun ce l’hai;
e er còre, a tte, te l’hanno rigalato
pe’r fatto solamente d’esse nato.

Nun ce sò costi, nun ce stanno spese
a ffà un soriso che, senza pretese
je fai a uno che ce l’ha cor monno
e cerca de tirasse su dar fonno.

E ‘na carezza…? Vòi mette ‘na carezza
che je sa daje tanta più certezza
più de un gran rigalo a un fanelletto
che più de gn’artra còsa vò l’affetto.

E che diceva a Assisi er poverello:
“Guarda llassù in celo quer fringuello…
cià tutto quanto puro si ‘n cià gnente,
ma no pe’ questo je pòi dì pezzente”.

Ma quanti ce ne so’ ricchi sfonnati,
che ‘n cianno pace e arubbeno sfrenati,
che nu j’abbasta mai de st’a’mmucchià…
ma nun è mica vita, quella llà.

E ‘nvece abbasterebbe tanto poco…
Nun dico solo l’aria, l’acqua e ‘r foco,
ma quer che serve a vive degnamente,
rispetto pe’ se stessi e pe’ la ggente.

Armando Bettozzi

Il lungo aforisma

La politica
è una banca
di parole
e nozioni.
Chi si vende
con l’investimento
delle proprie frasi
(ripetute
e già sentite)
non paga interessi
di proprie spese.
E’ retribuito
con il sudore
di coloro
che sono “in rosso”
e di coloro
che percorrono
la strada
della indesiderata
bancarotta.

Glò

Published in: on settembre 30, 2010 at 06:57  Comments (2)  
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Il viaggio

“Cittadino tenete conto delle mie spese di viaggio: la poesia, tutta la poesia è un viaggio nell’ignoto”

VLADIMIR VLADIMIROVIČ MAJAKOVSKIJ

Published in: on maggio 23, 2010 at 07:11  Comments (1)  
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