Curve

Dentro, il disordine imperava.
Tanti tasselli da recuperare,
i soliti perché d’una serata no
mentre la vita insisteva a dire,
ad ascoltare, a fare, a respirare…

Di che parlare quando si è soli
e come agire nel silenzio doppio?
Cosa udire se non la chiara eco
di mille voci a dirti mi dispiace?
Ma respiravo…

Vidi i segni di perfette curve
che lingua d’onda abbozzava
nel pigro suo venire alla battigia
e poi nette, nette le disegnava
nel pigro suo arretrar dalla battigia.

Scampoli di luce offrì la notte,
chiesti ad una luna indifferente.
Non protestai contro nessuno,
non chiesi spiegazioni al fato.
In quelle curve placai le ire.

Aurelio Zucchi

Published in: on agosto 29, 2011 at 06:56  Comments (4)  
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A che serve la poesia? Può servire.

Vi faccio un esempio.

Prendete una coppia che va abbastanza bene:

due o tre lustri di convivenza

casa figli interessi comuni.

I coniugi però, non essendo nè sordi nè orbi

nè privi di altri sensi

naturalmente non immuni

dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti

dell’altro sesso

di cui alcune, per circostanze favorevoli,

sarebbero passibili di un  incontro a letto.

Sorge allora un problema che propone tre soluzioni.

La prima è la tradizionale repressione

non concupire eccetera non appropriarti dell’altrui proprietà

per cui il coniuge viene equiparato a un comò

Luigi XVI o a un televisore a colori

o a un qualsiasi oggetto di un certo valore

che non sarebbe corretto rubare.

La seconda soluzione è l’adulterio

altrettanto tradizionale

che crea una quantità di complicazioni

la lealtà (glielo dico o non glielo dico?)

lo squallore di motel occasionali

la necessità di costruire marchingegni di copertura

che non eliminano la paura

di fastidiose spiegazioni.

La terza soluzione è senza dubbio la più pratica

Si prendono i turbamenti e i sentimenti

le emozioni e le tentazioni

si mescolano bene si amalgama l’immagine

con un brodo di fantasia

e ci si fa su una poesia

che si mastica e si sublima

fino a corretta stesura sulla macchina da scrivere

e infine si manda giù

si digerisce con un pò di amaro

d’erbe naturali

e poi non ci si pensa più.

JOYCE LUSSU

Lui, lei…noi

C’è lui vicino a te, c’è lei con me
e noi così vicini e distanti..noi..
insieme noi due, senza un perché
l’amore non dà spiegazioni
è padrone delle nostre ragioni.
Tu con il tuo corpo su di lui
Per allontanare me dalla mente,
dal cuore.
Lui nel tuo corpo ed io nell’anima
Chissà se è stato amore…
c’ero io, ladro e invasore
tra te e lui che non sa di noi.
I tuoi mille dubbi, la tua paura
di sentirti amata e la musica nuova
che a giorni di settembre ti portava
ballavamo lontano dal mondo
lontani da lui e da lei che non sanno
ballavamo sulle note delle nostre canzoni
lasciavamo libere le nostre emozioni
perché mai, perché proprio a noi
l’amore è strano non dà spiegazioni
non ci dirà quando sarà stanco
di me, di te che magari te ne andrai
perché ti ho cercata io ed io pagherò
con rinnovati silenzi e infinite domande
vivrò di infinite risposte che mai
placheranno i perché di questo amore
che ridendo di me andrà via senza dare
spiegazioni.

Claudio Pompi

Se tornerai

Rivedrò il tuo volto senza sorriso
nella tua valigia non c’era spazio
è piena di rimpianti e qualche lacrima
Rimarrai in silenzio sulla porta
aspetterai di sentire la mia voce
nel tuo tornare avrai pensato a tutto
a quello che rivedendoti avrei detto
avrai inventato mille spiegazioni
studiato uno sguardo smarrito
l’accenno di un sorriso perché io
possa ricordare come eri e non sei più
lo spegnerai lasciando posto alla verità
che il volto tuo non ha tradito mai
Non asciugherai i tuoi capelli neri
lucidi di pioggia e un cucciolo sembrerai
davanti ad una porta che si aprirà.
Sarà forte ancora solo il tuo orgoglio
per lui non abbasserai lo sguardo
Vorrai guardarmi in faccia e capire
se è ancora amore oppure rabbia.
se tornerai inventerò giorni nuovi
perché nulla tra noi ci sarà da dire
forse tra noi tutto era già stato detto
ma non voglio gettare un amore
e per lui vorrò ricominciare.
Se tornerai io ci sarò con l’amore
che non se ne è andato mai.

Claudio Pompi