La vita ritorna

 
Le spighe parlano
mentre si lasciano
carezzare dal vento
straordinario evento
vederle ondeggiare
parlano una lingua
di verde natura
quando matura
celere imbiondisce
al tocco di Cerere
rimane cenere
quando le lambisce
la lingua divoratrice
d’ogni forma di vita
eppure purificatrice
di una terra ardita
nel riproporre
vita rinnovata
nelle nuove
verdi spighe
miracolo cosmico
ricrea il biologico
ciclo vitale
dalla spirale
della morte
ritorna la vita…

 Antonietta Ursitti

Published in: on luglio 3, 2012 at 07:27  Comments (2)  
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L’angoscia

L’ANGOISSE

Nature, rien de toi ne m’émeut, ni les champs
Nourriciers, ni l’écho vermeil des pastorales
Siciliennes, ni les pompes aurorales,
Ni la solennité dolente des couchants.

Je ris de l’Art, je ris de l’Homme aussi, des chants,
Des vers, des temples grecs et des tours en spirales
Qu’étirent dans le ciel vide les cathédrales,
Et je vois du même oeil les bons et les méchants.

Je ne crois pas en Dieu, j’abjure et je renie
Toute pensée, et quant à la vieille ironie,
L’Amour, je voudrais bien qu’on ne m’en parlât plus.

Lasse de vivre, ayant peur de mourir, pareille
Au brick perdu jouet du flux et du reflux,
Mon âme pour d’affreux naufrages appareille.

§

Natura, nulla di te mi commuove, nè gli almi
campi, nè l’eco vermiglia delle pastorali
siciliane, non le pompe aurorali
nè la solennità dolente dei tramonti.

Rido dell’Arte, rido dell’uomo, dei versi,
dei campi, dei templi greci, delle torri a spirale
che protendono al cielo vuoto le cattedrali
e con gli stessi occhi vedo i buoni e i perversi.

Non credo in Dio, rinnego ed abiuro
ogni pensiero e, quanto quella vecchia ironia
l’Amore, vorrei proprio che non me ne parlassero più.

Stanco di vivere e avendo paura di morire,
la mia anima, scafo dei marosi in balìa,
per orridi naufragi si prepara a partire.

PAUL VERLAINE

Quando sarò ricordo

Quando sarò ricordo
non avrai di me nemmeno il volto
ti rimarranno parole
di polvere lieve e di silenzio
sparirò dalle tue mani
come una sigaretta in più
che si fa lenta spirale di fumo
Non potrai più vedermi
né bere ancora il mio sorriso
e sarà perso in quelle dita
per sempre il mio calore
come in una tazza vuota
del tuo caffè americano
Quando sarò ricordo
ti resterà il barlume freddo
di un’alba senza voli
e dentro quella voce strana
di qualcuno che ti amava
e ancora non sai come
e ancora non sai quanto
Udrai chiamare un nome
perdersi lontano e fioco nell’invocare
invano il lume di un tuo sguardo
e forse potrai sentire le mie labbra mute
baciarlo ad occhi chiusi e spenti
anche quel tuo ultimo rifiuto

Fabio Sangiorgio

Il bacio

 
Le labbra socchiuse
s’accostan frementi
si sfiorano, si schiudono
dapprima, lievemente
consentono, ora,
l’ingresso negli antri
dei corpi esultanti…
dai colpi sferzanti
S’intrecciano,
essi,  avidamente
danzando con sintonia
in una spirale…
di perfetta armonia
I sapori, e i respiri
sono un tutt’uno,
ed il bacio soffuso
diventa profondo
nel mentre,
la pelle traspira…
e il profumo si fonde

Ciro Germano

Published in: on giugno 10, 2011 at 07:29  Comments (6)  
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Anima errante


Ti trascinerò in un turbinio…
di morbidi baci e soffuse carezze,
esasperando il profondo dell’Io,
alla ricerca dell’interiore bellezza
T’avvolgerò in una spirale leziosa…
d’emozioni esaltanti l’amore,
inebriandoti nel gorgo gioioso,
e concedendomi al volere del cuore
T’ ammalierò in un vortice rosa…
e rapirò il sorriso brillante,
accendendo il corpo flessuoso…
catturerò…la tua anima errante

Ciro Germano

Published in: on ottobre 14, 2010 at 06:54  Comments (3)  
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Fa’ del mio corpo

Fa’ del mio corpo…
il tuo lenzuolo di seta,
e rilassati  in esso,
sicura e difesa.

Fanne di esso…
la tua linfa vitale,
e stringilo a te,
assorbendo il calore

Avvolgiti in esso,
come in una spirale,
e sogna  beata…
l’amor del passato,
in questo scudo di stoffa…
al tuo corpo attaccato

Ciro Germano

Published in: on agosto 21, 2010 at 07:27  Comments (3)  
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Nell’aria

 
Sospesa nella spirale del tempo
cerco la dimensione naturale
che dia respiro all’anima
al di là dell’effimero orizzonte.
Come l’eremita cerco la vetta
attraverso il cammino impervio e ignoto,
ma so che il silenzio
è lievito prezioso per il cuore
e l’infinito è giaciglio
di quiete per l’anima.
Vive di sangue e di acqua il corpo
ma senza luce sarebbe un buco di vuoto.
Rimango in ascolto
nell’aria canta l’aurora lontana,
nell’aria risuonano i passi solitari
dei monaci impietriti nei chiostri,
nell’aria si nasconde il mistero
del tempo immutabile.

Roberta Bagnoli