La petulanza

La crisi stringe…Il da far, ci manca…
Ma ci sta gente che giammai si stanca
di far d’un’…asta e d’una…farfalletta
l’inverso vér di quanto lei s’aspetta.
Che bene è sì, dir, di qualsiasi cosa
ma, è risaputo, quando ce n’è a iosa
per quanto sia ‘l più bello e il più importante,
tutto è alfin…barboso e petulante.
Se poi ci son problemi…quelli veri…
è giocoforza farsi un po’ più seri.
La petulanza, invero, è come il vento,
che poco spazza via la sporcizia,
ma certo da ogni prato ogni primizia
si porta…fino al proprio esaurimento.

Armando Bettozzi

Published in: on maggio 29, 2011 at 07:22  Comments (3)  
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L’ispirazione

Detta così l’ispirazione:
la mia libera fantasia s’appiglia
sempre a quei luoghi dov’è umiliazione,
dov’è sporcizia e tenebra e indigenza.
Laggiù, laggiù, con più umiltà, più in basso, –
di là si scorge meglio un altro mondo…
Hai mai visto i bambini a Parigi
o sul ponte i poveri d’inverno?
Dischiudi gli occhi, schiudili al più presto
sul fittissimo orrore della vita,
prima che un grande nubifragio spazzi
tutto quello che c’è nella tua patria, –
lascia maturare il giusto sdegno,
prepara al lavoro le braccia…
E se non puoi, fa sì che in te si accumuli
e divampi il fastidio e la mestizia…
Ma di questo vivere mendace
cancella l’untuoso rossetto
e, come talpa timida, nasconditi
sotto terra alla luce ed impietrisci,
tutta la vita odiando con ferocia
e tenendo in dispregio questo

ALEKSANDR ALEKSANDROVIČ BLOK

Così anche con me

Perfino la flotta rientra al porto.

Perfino il treno corre verso la stazione.

E io verso di te ancor più,

perché io amo,

sono proteso e attirato.

Il cavaliere avaro di Puskin scende

ad ammirare e frugare nei suoi sotterranei.

Così io

ritorno a te, o amata.

Mio è questo cuore:

lo ammiro.

Voi tornate a casa contenti.

Vi raschiate la sporcizia,

radendovi e lavandovi.

Così io

ritorno a te,

e andando

verso di te,

non vado forse a casa?!

Il grembo terrestre i terrestri accoglie.

Noi torniamo alla nostra meta finale.

Così io

verso te

Inesorabilmente tendo,

anche appena separati,

e persi di vista appena.

VLADIMIR VLADIMIROVIČ MAJAKOVSKIJ (da “Amo”)