Dieci minuti prima di sempre

Se la sentissi discorrere, capace
e intanto traversassi lo specchio
e la vetrina,
fino alle chicchere gialle
tra i bicchieri.
Se solo immaginassi la voce, tolti gli anni
e le distanze un tot fatte a campi
e ferrovie.
Diresti che è la stessa bambina color pane,
seconda o terza andata per sposa
la carina.
E le sue trecce farebbero la giostra,
ancora, come bisce nell’aria
e odori
e neve
sarebbero gli stessi dei tempi di Romeo.
Se solo la vedessi con gli occhi dell’amore
sorrideresti al sonno venuto
là in poltrona
dieci minuti prima di sempre
là, vestita
una ciabatta in fronte a quell’altra
il mento in mano.

Massimo Botturi

Il kamikaze alla Poesia


-Chi sei tu che mi parli
con quel tono sommesso
di giustizia, di pace e amore?
Sono versi sprecati, utopie
e adesso, io difendo il mio onore.
Queste vie
che ora bevono il sangue fraterno
rideranno domani
e a noi martiri “gloria in eterno!”
Che ne sai
delle mille ragioni,
le piaghe che il mio popolo sconta
le notizie ti arrivano vaghe
hanno l’estro di chi le racconta.
Che dirai Poesia,
alla sposa che lascio bambina
e domani già vedova?
Al suo pianto
parlerai di ideali che ignora
cui restare fedele al di là della morte?
Che dirai?  Muterai la sua sorte?
Non provarci!
non è mio il cuore in cui fare breccia
a me l’hanno strappato quei vili
quella feccia che, mentre ti plaude,
manda noi, marionette drogate,
a imbrattare col sangue
il biancore di case ed asili.
Come te, uno spirito puro
portò un dì la parola tra il volgo
come me s’immolò al suo Dio.
Non gettare le tue perle nel gorgo
torna là dove certo sei nata
dov’è l’albero del bene e del male;
là domani verrò
e in quel luogo avrà un senso ascoltarti.
Tanto qui, resterà tutto uguale.

Viviana Santandrea

Parole

C’è la parola vestita da sposa
e quella che è meglio lasciare per strada.
E hai quella cosa ch’è mille parole:
la pelle più bianca di un uovo
la luce; o forse parola più grande di luce.
Parola di dio, direbbe qualcuno.
Parola che a te ti farei solo bene,
sfregandoti come un cerino bagnato.
Ci sono parole
che fanno l’amore più pieno e più rosso
perché stare zitti è impossibile, a volte
e tutti gli artisti ti appaiono insieme
a contendersi il merito, come bambini.
Su chi t’abbia fatto quel culo a violino,
quel naso che succhia il mio nettare melo.
Ci sono parole che muovono il mondo
che alzano i turni al lavoro
la gente. Parole riscatto
giustizia, decoro.
Parole che è meglio lasciare da parte,
procedere prima a carezze, su in fronte.
Parole d’addio che farebbero a pugni,
parole per ridere senza rancore.
Parole qui, al posto del t’amo
nessuna.

Massimo Botturi

Così è la vita

Così è la vita che ci sospende
con i suoi segni inconfondibili / il suo cuore palpitante
e il nostro sangue che si rapprende
così è la vita che ci riguarda
con i suoi giorni imprevediibli
un dolore che non ritarda
una spia luminosa che si accende
così è la vita generosa
come un’altare agli occhi di una sposa
con i suoi bivi binari di scambio / e noi…
suoi pezzi di ricambio
così è la vita che ci riprende
dalle speranze che disattende
tentazioni e avemarie / e un cielo che si stende…

Così è la vita amore mio / e tu che mi cammini accanto
raccoglila / trasforma in un sorriso questo pianto
così è la vita amore mio /tu fammi grande questo tempo
sollevami / tu dammi forza tu dammi cemento
così è la vita e ci sbatto la testa
e noi a ballarla come una festa
noi vestiti per l’occasione / e una canzone…
la… la…

Così è la vita che ci difende
combinazioni incomprensibili / il suo battito incalzante
e questo sole che sale e scende
così è la vita che ci frammenta
dentro i ricordi ben visibili / paura che ci spaventa
e una notte brava che ci spende
così è la vita che ci riscatta
e milioni di lotterie e profezie
destini nelle carte / e noi…
a mettere da parte.

Così è la vita amore mio / tu che alla sera torni stanco
sorreggiti con me / qui sotto questo telo bianco
così è la vita amore mio / lei che procede a fuoco lento
abbracciami / prendiamo tutto quanto
in un momento
così è la vita in te la riconosco
con i suoi rovi i suoi frutti di bosco
noi a cantare una nuova stagione / e una canzone…
la… la… / la… la…

MARIELLA NAVA


Ti regalerò una rosa

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Cos’è mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perchè non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perchè ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio misurate le distanze
E guardate tra me e voi chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perchè Antonio sa volare.

SIMONE CRISTICCHI


Segno

SIGNE

Je suis soumis au Chef du Signe de l’Automne
Partant j’aime les fruits je déteste les fleurs
Je regrette chacun des baisers que je donne
Tel un noyer gaulé dit au vent ses douleurs

Mon Automne éternelle ô ma saison mentale
Les mains des amantes d’antan jonchent ton sol
Une épouse me suit c’est mon ombre fatale
Les colombes ce soir prennent leur dernier vol

§

Io sono sotto il segno della Costellazione d’Autunno
E perciò amo i frutti e detesto i fiori
I baci che dò li rimpiango uno per uno
Come noce bacchiato che dice al vento i suoi dolori
Mio eterno Autunno mia stagione mentale
Le mani d’antichi amanti costellano il tuo suolo
Una sposa mi segue è la mia ombra fatale
Le colombe stasera spiccano il loro ultimo volo.

GUILLAUME APOLLINAIRE

I migliori anni della nostra vita

Penso che ogni giorno sia
come una pesca miracolosa
e che è bello pescare sospesi
su di una soffice nuvola rosa.
Io come un gentiluomo,
e tu come una sposa.
Mentre fuori dalla finestra
si alza in volo soltanto la polvere,
c’è aria di tempesta!
Sarà che noi due siamo di un altro
lontanissimo pianeta
ma il mondo da qui sembra soltanto
una botola segreta.
Tutti vogliono tutto, per poi accorgersi
che è niente.
Noi non faremo come l’altra gente,
questi sono e resteranno per sempre
I migliori anni della nostra vita.
I migliori anni della nostra vita.
Stringimi forte che nessuna notte è infinita,
I migliori anni della nostra vita.
Penso che è stupendo
restare al buio abbracciati e muti,
come pugili dopo un incontro.
come gli ultimi sopravvissuti.
Forse un giorno scopriremo
che non ci siamo mai perduti
e che tutta questa tristezza in realtà
non è mai esistita!
I migliori anni della nostra vita,
I migliori anni della nostra vita,
Stringimi forte che nessuna notte è infinita.
I migliori anni della nostra vita!
Stringimi forte che nessuna notte è infinita.
I migliori anni della nostra vita!

RENATO ZERO  E  GUIDO MORRA

(musica di Maurizio Fabrizio)


Malinconia senza veli

L’affanno
gradito alla mestizia
sulla mia pelle
inizia un canto

Compagna
per comporre
con sorpresa
tu che dai un senso
alla mia veglia

Se ti presenti
come sposa
non ti lascio

è ancora vacua
di bellezza
ti ritraggo
con dell’alloro
e un bucaneve
in mano

ma sfuggi langui
o poi mi sfiori

come un cesello
sopra il cuore

Pierluigi Ciolini

Published in: on luglio 6, 2010 at 07:16  Comments (2)  
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Solitudine

Al vespro salpa
il canto dei pescatori,
sui lucenti scogli.

Sussurra alla riva
figlia del vento
l’odore di salmastro !

Laddove
il frangente della notte
aspettava le lampare,
muti ci fissammo.
e imprigionato sull’arenile,
la sposa del mare
nel cuore mio si posò.

Pierluigi Ciolini

Published in: on giugno 9, 2010 at 07:09  Comments (2)  
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A spasso nel cimitero

Che strano posto è il cimitero,
c’è una pace soprannaturale
ti chiedi se questo è il mondo vero,
quello dove ognuno all’altro
è uguale.
Nel silenzio dove la pace è sovrana,
sorella morte mette insieme
la fedele sposa con la puttana.
Eppure, per malaugurata sorte,
ci pensano gli esseri viventi
che oltre queste porte,
trascinano, falsi e piangenti, i simboli
indecenti di una vita che di essere più non ha
ragione, qui dove il maltrattato servo
è uguale al dispotico padrone.
Qui non esiste il “lei non sa chi sono io”
perché di sicuro lo sa Iddio.
L’ha sempre saputo, dal giorno che sei nato
fino a quando, dopo l’ultimo respiro esalato
a lui come spirito sperduto
ti sei presentato.
A che servono quelle tombe sfarzose
simbolo di opulenza e grandezza?
A dir che sotto una croce giace
solo mondezza?
Non serve dei redditi la dichiarazione,
la morte non fa sconti a chicchessia,
ha un solo carrozzone sul quale sali
e percorri l’estrema via.

Claudio Pompi