Poesia in bici

 
Cerco in tutte le cose un suo respiro
una favilla che di nuovo illumini
e muova la mia penna a divorare
ingorda, il bianco del foglio;
ieri però me l’ha donata il mare:
schiumava, un po’ arrabbiato tra gli scogli
che lo sfiancano a un passo dalla riva;
era il mare di ottobre
senza grida di bimbi e il cicaleccio
di turisti accaldati. Solo due sposi
e più in là un peschereccio,
su nel cielo le strida dei gabbiani.
Lì nel pallido sole, sette amici,
sostiamo a ritemprarci e, sui panini
va la tensione della corsa in bici.
Di nuovo in sella, ancora c’inoltriamo
ballonzolando,  in sentieri sabbiosi
e crepitanti di aghi di pino
tra verdi sponde di fitta boscaglia
ove bacche tardive ancor rosseggiano
fin dove il bosco s’apre sulle rive
di acque palustri.
Case da pesca, reti sospese e ponti
immobili, ci vedon ritornare.
Romagna bella, alba dei miei avi
terra di ardimentosi e di poeti
or ti lasciamo per volger lo sguardo
verso il tramonto rosso e un po’ beffardo
e i quotidiani affanni, ma più lieti
d’aver intinto la penna nel tuo mare.

Viviana Santandrea

8 marzo


Ed io non ho mimose
nè le vorrei  portare ai vostri  spenti
amari giorni e trascurate notti
donne della mia vita
donne per cui l’istante di un sorriso
varrebbe tutto l’anno di mimose
io no, forse però saranno rose
quelle che recherò nelle mie mani
quelle stesse che vi offro in ogni casa
mentre siete ai fornelli, a rassettare
o mentre ritirate i panni stesi
o mentre vi affannate tra il lavoro
la camera lo studio e il conto spesa
vi coprirò di mille e  mille rose
senza le spine, quelle le ho levate,
vi faranno da letto e da cuscino
e suonerò per voi cetre e liuti
cantando di ciascuna amori e vita
madri di madri, figlie, donne mie
che siete l’altra pagina del cielo
con me verranno con le braccia tese
gli uomini veri, padri, figli, sposi

Cristina Bove

E’ la mano di Dio

“Is it not the hand of God that brought our souls close together before birth and made us prisoners of each other for all the days and nights?”

§

E’ la mano di Dio

che ha unito le anime degli sposi

prima della nascita

e li ha resi prigionieri l’uno dell’altra

per tutti i giorni e tutte le notti.

Sin da quando emersero insieme

dalla sacra mano di Dio

essi avvertirono la loro reciproca mancanza,

e dal primo incontro

si accorsero di conoscersi

attraverso i secoli.

Dentro di essi sanno di avere

il potere di suscitare quell’immenso sentimento

che Dio ha concesso loro.

Gli attimi che li hanno uniti

sono più grandi dei secoli,

e la luce che ha illuminato il loro spirito

è più forte del buio.

L’amore che nasce nel grembo del firmamento

e discende con i segreti della notte

non si accontenta di nient’altro che dell’eternità

e non sta in venerazione dinanzi a nient’altro

che a Dio.

Essi hanno scoperto che l’amore

è profondo come l’oceano

KHALIL  GIBRAN

Brusént amrûs

 
Poesia indeformabile
 
L’é la stòria ed chi dû spûs
che anc se ló sänza richièsta
sänper prånt l éra a culpîr
lî l’avèva… mèl ed tèsta!
 
E agranplères só pr i mûr
pr ascultèr d avsén di fiûr
frecuentèr däl pésst ziclâbil
con poesî indeformâbil
 
e turnèr brusént amrûs
ch’i se strécchen par fèr fèsta
tótt i dé såura al tulîr…
al suzdé cme int na tinpèsta!
 

§

Ardenti amorosi

 
È la storia di quei due sposi
che anche se lui senza richiesta
sempre pronto era per colpire
lei aveva… male alla testa!
 
E aggrapparsi su per i muri
per ascoltare da vicino dei fiori
frequentare delle piste ciclabili
con poesie indeformabili
 
e tornare ardenti amorosi
che si stringono per far festa
tutti i giorni sopra il tagliere…
accadde come in una tempesta!

Sandro Sermenghi

Published in: on febbraio 2, 2010 at 07:37  Comments (2)  
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Nell’aria musica

E’ verde l’erba
dove gli sposi
hanno fatto
la promessa

la festa inizia
tra la tavola imbandita
e l’onesto vino
che ci allieta

sotto un ciliegio generoso
c’è un clarinetto, un basso
e due chitarre
e ho uno swing nel cuore
che …

ti mantiene il posto

Pierluigi Ciolini

Published in: on gennaio 10, 2010 at 07:23  Comments (5)  
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