Mamma Giuliana

Parli e racconti
con occhi fiammeggianti
sprazzi di vita, persone, avvenimenti.
Il tempo si ferma, la mente stupisce
dolori, gioie, emozioni
tempi remoti.
La consapevolezza vacilla
il presente impallidisce
E finisco per abbandonarmi
alle tue parole
come una barchetta di carta
si affida alle correnti del fiume.
Torno bambino
sapendo che non lo sono più,
torno bambino
e mi lascio prendere per mano
da te,
nutrendomi dei tuoi ricordi.

Sandro Orlandi

Affiorano all’alba


Affiorano all’alba
strane parole
rigurgiti di una notte
a chiare stelle
come ninfee
incantano l’anima
la seducono nel silenzio
e l’avvolgono di note sussurrate
sulle labbra adagiate
si propaga eco familiare
venuto da lontano
depositario dell’infinito abisso
ed io immersa come onda nel mare
mi lascio fluire e vivere
amanuense sono
nient’altro
consapevole vinta
deposito sul foglio
percezioni di vita
sensazioni in delirio
sprazzi di luce e coni d’ombra
così si apre il sipario:
senza alcun velo
parla in sequenza armonica
il silenzio della mia anima
in rumore di parole.

Roberta Bagnoli

E fuori la fontana

E FÒRA LA FUNTÈNA

A sån trésst stasîra
ai ò fradd dänter
e un gròp ala gòula,
an dag né in zîl né in tèra
tanta é la cunfusiån!

L’é dûra d’azetèr
la stufîsia soferànta
d’umàn ch’vôl andèr al gabariòt,
pr’arzónzer un sô chèr
ch’l’é môrt prémma dal tänp.
Indebolé al côrp,
dimónndi cunfûsa la mänt
mo cèra sänper tròp,
dänter la stanzia stóffa
ed catîv udûr, dulûr,
d’agåcc’ e dutûr,
lèt infilè da tótt i lè
anc int i curidûr.

E fòra la funtèna,
visiån ed vétta luntèna
cån l’âcua ch’la péssa
fén a quand al cor al pånpa.
E pò, fôrsi, zér e scarabòt;
opûr al prèmi, par chi cunfîda:
a sån trésst stasîra,
am pèr propi d’èser
ala fén dla corîda.

§

Sono triste stasera
ho freddo dentro
e un groppo in gola,
non trovo niente in testa
tanta è la confusione!

È dura da accettare
la stanchezza sofferente
di umano che vuole morire
per raggiungere un Suo caro
partito prima del tempo.
Il corpo che decade,
la mente presente a sprazzi
ma chiara sempre abbastanza,
dentro la stanza stanca
di aghi dottori
dolori tristi odori,
letti infilati ovunque
anche nei corridoi.

E fuori la fontana,
visione di vita lontana,
con l’acqua che sgorga
fin quando il cuore pompa.
E poi forse il nulla,
oppure il premio, per chi fida:
sono triste stasera,
mi par proprio di essere
alla fine della corrida.

Sandro Sermenghi

La fabbrica delle nuvole

Nella fabbrica
delle nuvole
nuove
armonici fiati
a gonfiare l’ovatta.
Lacrime
dolci di gioia
a diluire rancori,
ed esili
dita celesti
a guarnire orizzonti.
Nella fabbrica
delle nuvole rare
sogni randagi,
pensieri spumosi
ad imbottire
nembi giocosi,
e tiepidi
sprazzi di sole
a dar luce
a speranze.
Nella fabbrica
delle nuvole
vere
voli di seta,
fibre sottili
a segnare
tragitti
mai scritti,
e tanta,
tutta la voglia
di Sereno
del mondo
a spingere
ruotare
incitare
ingranaggi
corrosi,
perché
non chiuda.

Flavio Zago