Tagli e dignità

Lei senza mani
corpo immobile
di sasso
pelle diafana
e occhi grandi
da cerbiatto
mani volanti e
e voce stanca ma
forte
usa la testa sempre
la strizza come un limone
assorbe come spugna
tutto e tutti
e sa
comprende
legge
vive
dell’altro
studia
senza posa
per la sua rivincita
e le rotelle le fanno
da arti amici
e al mattino
tra le compagne
di classe
aspetta
ma
l’elevatore
in bagno è rotto
il bidello adibito a lei
e assente
l’altra si rifiuta
compagne minorenni
non possono
l’insegnante
di sostegno
ha poche ore
e allora
lei
lascia libero
il corpo
e l’anima
………….
…………
poi sente
calda
la vergogna
dentro.

Tinti Baldini

Magra dagli occhi lustri

Magra dagli occhi lustri, dai pomelli
accesi,
la mia anima torbida che cerca
chi le somigli
trova te che sull’uscio aspetti gli uomini.

Tu sei la mia sorella di quest’ora.

Accompagnarti in qualche trattoria
di passoporto
e guardarti mangiare avidamente!
E coricarmi senza desiderio
nel tuo letto!
Cadavere vicino ad un cadavere
bere dalla tua vista l’amarezza
come la spugna secca beve l’acqua!

Toccare le tue mani i tuoi capelli
che pure a te qualcuno avrà raccolto
in un piccolo ciuffo sulla testa!
E sentirmi guardato dai tuoi occhi
ostili, poveretta, e tormentarti
domandandoti il nome di tua madre…

Nessuna gioia vale questo amaro:
poterti far piangere, potere
piangere con te.

CAMILLO SBARBARO

Altro cielo

OTRO CIELO

No existe esponja para lavar el cielo
pero aunque pudieras enjabonarlo
y luego echarle baldes y baldes de mar
y colgarlo al sol para que se seque
siempre te faltarìa un pàjaro en silencio

no existen métodos para tocar el cielo
pero aunque te estiraras como una palma
y lograras rozarlo en tus delirios
y supieras por fin còmo es al tacto
siempre te faltarìa la nube de algodòn

no existe un puente para cruzar el cielo
pero aunque consiguieras llegar a la otra orilla
a fuerza de memoria y de pronòsticos
y comprobaras que no es tan difìcil
siempre te faltarìa el pino del crepùsculo

eso porque se trata de un cielo que no es tuyo
aunque sea impetuoso y desgarrado
en cambio quando lleges al que te pertenece
no lo querràs lavar ni tocar ni cruzar
pero estaràn el pàjaro y la nube y el pino

§

Non esiste spugna per lavare il cielo
ma se anche,  tu potessi insaponarlo
e poi sciacquarlo con secchi e secchi di mare
e stenderlo al sole perchè asciughi
sempre ti mancherebbe un uccello in silenzio

non esistono metodi per toccare il cielo
ma  se anche,  tu ti allungassi come una palma
e riuscissi a sfiorarlo nei tuoi delirii
e sapessi, infine, come è al tatto
sempre ti mancherebbe la nube di cotone

non esiste un ponte per attraversare il cielo
ma se anche,  tu riuscissi a raggiungere l’altra sponda
a forza di ricordi e pronostici
e comprovassi che non è così difficile
sempre ti mancherebbe il pino del crepuscolo

questo perchè si tratta di un cielo che non è il tuo
nonostante sia impetuoso e stracciato
quando invece arriverai a quello che ti appartiene
non lo vorrai lavare nè toccare nè attraversare
ma ci saranno l’uccello la nuvola e il pino.

[Trad. di Maria Cristina Vergnasco]

MARIO BENEDETTI

Published in: on novembre 24, 2009 at 08:15  Comments (5)  
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