Gennaio

sotterra l’anno morto,
spegne le luci di Natale
solleva in fretta il sole
dal fondo del solstizio…
Cade la neve
a fiocchi di speranza
copre gli aridi spogli
e poi conduce
progetti,
speranze,
promesse
di un anno migliore…
Prendi lo spunto
di questo primo passo
per seguire
un indirizzo buono,
conta una strada irta di scalini
per abbracciare il quadro
dove pullula il coro
di lacrime e soprusi,
grida una parola
contro il male …
forse tutti insieme
potremo riuscire
a spaventarlo.

Giuseppe Stracuzzi

LA GUERRA CIVILE DI CORCYRA

Cambiarono a piacimento il significato consueto delle parole in rapporto ai fatti. L’audacia sconsiderata fu ritenuta coraggiosa lealtà verso i compagni, il prudente indugio viltà sotto una bella apparenza. La moderazione schermo alla codardia e l’intelligenza di fronte alla complessità del reale, inerzia di fronte ad ogni stimolo; l’impeto frenetico fu attribuito a carattere virile, il riflettere con attenzione fu visto come un sottile pretesto per tirarsi indietro.  Chi inveiva infuriato riscuoteva sempre credito, ma chi lo contrastava era visto con diffidenza. Chi avesse avuto fortuna in un intrigo era intelligente, chi ne avesse preso spunto era ancor più bravo, ma provvedere in anticipo ad evitare tali maneggi significava apparire come un disgregatore della propria eterìa o un pavido nei confronti degli avversari.

TUCIDIDE

(da La Guerra del Peloponneso, libro III)