Si tace

E tutto si tace
ventre di Madre
accogli la vita e la doni;
poi accechi nel buio
l’occhio già chiuso da ore.
Dormiva un sonno di stelle,
di mare e di una nuova casa.
Hai rotto il silenzio beato,
lo squarcio del cielo
piovuto,
è pietra, è polvere, è sasso,

di un sogno zittito, di un nido fanciullo. 

Beatrice Zanini

Published in: on giugno 5, 2012 at 07:35  Comments (3)  
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Dal molo

 
Il mare
increspato
dal
rigido vento,
.
col monte
innevato
dal candido
manto
.
Le barche
nell’ozio
cullate
dall’onde
e
il cormorano
incurante
del moto
fluttuante
.
Straordinario
scenario
di  terra solare
e
dal cielo plumbeo
.
lo squarcio
dei raggi …
.
ne esalta
il paesaggio

Ciro Germano

Published in: on maggio 27, 2012 at 06:58  Comments (4)  
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Big Crunch Apocalypse

I

Primo
Creatore
Mente
fulgida, viva,
sempre pensa
alla nostra stanza
d’aspettativa.
Senza dolore,
senza
sentimenti, lucida,
fredda.
.
E vive,
in atàvico
del passato
il ricordo,
della fine
il futuro.
.
Termini umani
per la descrizione
mai ci saranno:
solo . . . pensieri.
Dell’ apocalittico
ritorno:
.

II
.
Rosso
e tanto
più fugace, quanto
più atroce.
Rimbombo
fino a squarcio
di udito.
Disintegrato
umano
in solo istante.
.
Macro risucchio
nella notte,
il Caos:
.
Spasimo
fuggente che ritorna
nel nero opaco
d’ eterno d’ infinito
finito.
.

Implosione
orrenda, continua
e ciò che era

il nostro
Universo
si restringe, si imprime
e con il tutto
atrocemente
assembla
uomini e cose,
case, mare e montagne
coi cieli e con le stelle
e tutte
le galassie
lontane insieme
in unico, infinitesimo
pesante,
tra quàsar e pùlsar,
senza
distinzione
tra la materia
e la luce . . . :
.
III
.
Invisibile,
greve,
pesante,
si riaffaccia
in altra
Dimensione
ed ecco . . .
.
l’ inimmaginabile
Esplosione . . .
.
Nel Nuovo,
di Nuovo,
col Nuovo,
Cosmo ancòra,
galassie
stelle ed altri
mondi:
nuova,
divisa da Materia,
vivida Luce . . .
.
IV
.
Nel Silenzio
spande –
d’ un colpo annichilando
la particella in sé
e trasformando massa
in energia –

Fuori dal Nuovo
ecco,
la Mente,
Fulgido evento
di pensiero
puro
.
in ricomposta ripetuta
stanza d’ aspettativa,
senza dolore,
senza sentimenti d’ uomo,
lucida,
fredda
senza
speranza –
.
E PLURIBUS
UNUM
ed al Tutto
Niente –
.
di cambiare,
magari in meglio,
di tutti gli Esseri
la Vita.

Paolo Santangelo

La notte mi prende per mano

Ora che il mare aspro diventa
e d’antracite la luna si veste,
alta e discreta la notte s’accosta
mentre la stasi mi fa prigioniero.

Nella collina non più contornata,
dove presumo ancora c’è il borgo,
con ostinazione cerco una luce
capace di dare la continuità.

Lassù neanche una stella intravedo
che si riveli delle altre più furba
nell’infinito rigato di nero,
avaro nel dare spazio al respiro.

Riporto lo sguardo dov’era prima
e di una nave pretendo la scia,
il tocco mirabile a soppiantare
il bianco disordine di onde folli.

Vorrei che arrivasse l’aurora
del tipo fucsia, netta e impaziente
d’aprire in cielo lo squarcio ribelle,
l’effetto euforia di sistole errante…

In quest’attesa del via alle danze,
conforto mi è nel prendere tempo
l’idea di essere non del tutto solo.
É la notte che mi prende per mano.

Aurelio Zucchi

Nudi, esangui

giacciono gli intenti
: ciechi.
Nessuna insidia li sfiora.
Lo squarcio di luce
dall’oriente non li tocca
: parole che gridi non odono.
Neanche la pioggia
che piange improvvisa
li commuove.

Silvano Conti

Published in: on novembre 14, 2011 at 07:21  Comments (3)  
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Sento come la tua presenza

 
Sento come la tua presenza
mentre l’azzurro
irrompe nel grigio
Ti vedo nel sole che discende
a fiotti dal cielo
e si allarga sul verde
e illumina e scalda
Vado incontro
all’apertura del giorno
In tasca il mio tesoro
di foglie e sassi
.    
Ora ho il bisogno di sentirti
Quell’affettuosità nella voce
Mi è rimasta la parola
Tesoro ricamata sulla pelle
Come un velo leggero
Mi fa preziosa e mi difende
Ma è uno squarcio nel buio
La tua assenza

azzurrabianca

Dimentico son io

Riuscissi ad aggiustare il tiro,
riproverei a colpire il centro
così da aprire un ampio squarcio
dove guardare della vita il passo.

Dimentico son io a volte
di quei pretesti da afferrare a volo
per ritoccar dell’essere la tela
e predispormi a quanto non conosco.

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 30, 2010 at 07:26  Comments (5)  
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Al di là…


Sulla punta
di un ramo ormai spoglio,
ho visto una foglia
lasciarsi strapazzare dal vento…
Aveva il colore del sole
ed era profondamente bella
La sapevo fragile,
ma intuivo la sua tenacia
l’intimo desiderio
di non lasciare quel ramo
Stamani all’alba
il mio sguardo non l’ha più incontrata
L’esistenza della foglia,
è finita con la rapidità di un lampo.
La Vita vola al di là di se stessa
In uno squarcio di Cielo
che ora il mio cuore
può solo intuire…

Enrica Vercellone

Published in: on novembre 22, 2010 at 07:09  Comments (6)  
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