La notte mi prende per mano

Ora che il mare aspro diventa
e d’antracite la luna si veste,
alta e discreta la notte s’accosta
mentre la stasi mi fa prigioniero.

Nella collina non più contornata,
dove presumo ancora c’è il borgo,
con ostinazione cerco una luce
capace di dare la continuità.

Lassù neanche una stella intravedo
che si riveli delle altre più furba
nell’infinito rigato di nero,
avaro nel dare spazio al respiro.

Riporto lo sguardo dov’era prima
e di una nave pretendo la scia,
il tocco mirabile a soppiantare
il bianco disordine di onde folli.

Vorrei che arrivasse l’aurora
del tipo fucsia, netta e impaziente
d’aprire in cielo lo squarcio ribelle,
l’effetto euforia di sistole errante…

In quest’attesa del via alle danze,
conforto mi è nel prendere tempo
l’idea di essere non del tutto solo.
É la notte che mi prende per mano.

Aurelio Zucchi

Più vicina


Stasera ti penso…
molto più intensamente.
I versi dettati dal cuore,
racchiusi, da sempre,
in uno scrigno dorato,
escono dal limbo…
di una stasi forzata.
I sogni d’amore…
d’eterna fanciulla, libratisi,
col dolce sorriso, e  gli occhi ridenti,
da me son raccolti.
Bocciolo di rosa, costante nel tempo,
e bisognoso d’amore, stasera ti sento …
a me più vicina

Ciro Germano

Published in: on agosto 27, 2010 at 07:20  Comments (1)  
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