Ri(flessioni)

Se non so proteggermi da parole altrui
vuol dire che alla mia porta
sa bussare un fragile abbandono

da qui all’eternità
tutti sanno essere poeti
senza stare necessariamente fermi

(per pura competizione da sbandierare)

molti sono coloro che si nascondono
dietro parole sentite su orizzonti
senza mai afferrare i loro stati d’animo

e troppi, con paure letali
e spesso perdenti,
posseggono conquiste aguzze

giusto o sbagliato (?):

due parole che non amo
ma la loro interpretazione
sanno lasciare sbocchi di allontanamenti
non vincenti per se stessi
ma per coraggio da scoprire
in giunture slegate da (personali) atavici passati.

Glò

Il vecchio e lo specchio

Quel Vecchio
riguarda
se stesso allo specchio.
Chi è? 
Che strano,  son’io
quel riflesso. Adesso
 io sono
lo stesso di altro
che fui che sarò
espulso da stati
di stadi più bui.
– 
Mi vedo e non sono:
la “mia”
mente è  una rima,
nel vuoto, brillante
del Sempre,
in tutt’Altro tutt’Uno.
– 
Non sente se stessa,
la mente,
clonata al casuale
consueto
corpaccio in declino di vecchio
demente,  pria
adolescente,
creato bambino.
– 
Da vincoli scevra,
vuole essere pura
la mente,
non virtuale,
né incarnata:
un continuo fiorente
in eterno gioire
di Luce.

Paolo Santangelo

Devianti ragioni


Ragazzi…
votati alla morte
inviati da Stati
in malafede
e contorti,
in Terre maledette
e lontane,
e solo per un pezzo….
di pane
Figli del popolo…
destinati al macello,
da servi politici
del potere e del lucro,
in zone di guerre
insidiose e ribelli
per motivi di libertà
e di pace,
ma, con scopi ben
più abietti ed atroci
Cuori di mamme…
mandati al massacro
in Paesi distanti,
per costumi e valori,
e li frantumati ….
per le devianti ragioni

Ciro Germano