L’onda che scorre

tra le braccia del mondo
ferma impassibilmente,
contata, riletta, sfogliata…
é lemma di lancette metodiche
a cui s’aggrappa in rapido mutare
la somma di cifre abbattute
che schiaccia il peso dell’età
nello spazio invisibile di un soffio
e rende presupposti
di navigazione
nella sfera celeste.
Ora che incombe il senso
della partenza
con la valigia vuota
cerco qualche indumento
da portare:
versi lasciati impressi sulla tela,
fantasie di proventi accumulati,
teneri fili a ricucire inganni…
all’altro lato
sono previste risme di rimpianti
a cui s’affida l’eco palpitante
ancora dentro il vuoto della stele.

Giuseppe Stracuzzi

Caro amico

Abbiamo sognato insieme
l’ultimo tratto…
hai concluso il cerchio
che ha stretto il tempo
col suo raggio chiuso
fra due cifre
dentro lo spazio fermo
della stele.
Il mio sguardo
che ti ha seguito
lungo il rettilineo
per qualche passo indietro
ti ha perduto
dietro l’angolo
alzato sulle punte
esplora il buio…
Anch’io sono diretto
a quella curva
dove il sonno che dorme
trasparisce
l’eco dell’orme
a cui gli parlo muto.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on giugno 2, 2010 at 07:13  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,