Beata solitudo

Quando il fragore dei pensieri
e delle parole assordanti
(che come fiumi
sgorgano dagli schermi TV),
quando le contraddizioni
(tra le verità di ieri
ed i fatti di oggi),
mi fibrillano la coscienza,
sento un bisogno
di tranquillità e di quiete.
Mi rifugio allora
sulle vette innevate,
spazio tra le nuvole bianche,
volo negli spazi infiniti
e sogno un mondo diverso,
dove le parole
non sono tempeste distruttive
ma quieti laghetti
luccicanti di stelle e di sole,
dove l’odio non è più
incivile strumento di potere,
ma lontano ricordo
annegato sotto i ghiacciai
insieme all’incoscienza umana.

Salvatore Armando Santoro

Piange il cielo

Piange il cielo lacrime amare
su terre riarse di pace
dove il sangue scorre a rivoli
tra bambini innocenti
che non conoscono fiabe .
Non c’è primavera
che possa portare ristoro
all’agonia di vedove affrante
sui sudari che avvolgono
membra fatte a brandelli
dall’ignominia dell’uomo
assetato di potere.
Non si ferma il tempo,
rigido nei rigori delle stagioni
di questo universo evanescente,
dove bolle luminose
che paiono stelle cadenti
s’infrangono rilasciando veleni
assassini d’una frugale allegria
che come neve si dissolve
sotto un sole impietoso.
Piange il cielo su l’anima nera
di questo mondo dal cuore di pietra.

Patrizia Mezzogori

Stelle d’autunno

Esil mi guardan
sospirando luce
e fra brusii e silenzi
si logora il tempo
della notte intanto
a bramar
del vento il canto
che fremer fa
le foglie in pianto

Pierluigi Ciolini

Published in: on giugno 9, 2012 at 07:30  Comments (6)  
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Si tace

E tutto si tace
ventre di Madre
accogli la vita e la doni;
poi accechi nel buio
l’occhio già chiuso da ore.
Dormiva un sonno di stelle,
di mare e di una nuova casa.
Hai rotto il silenzio beato,
lo squarcio del cielo
piovuto,
è pietra, è polvere, è sasso,

di un sogno zittito, di un nido fanciullo. 

Beatrice Zanini

Published in: on giugno 5, 2012 at 07:35  Comments (3)  
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Come faccio a lasciarti

La mia anima vive
nel subbuglio
di un cielo stellato
dove stelle cadenti
che ho raccolto
stanno bruciando i fogli
del mio libro di sogni
col bagliore.
Come faccio a lasciarti
se ti incontro ogni notte
prima di addormentarmi,
se mi sfiora il tuo vento,
se pure la tua cenere spenta
mi entra negli occhi…
Come faccio a lasciarti
se conservo sorrisi imbalsamati
in un astuccio d’oro,
le tue mani dal sapore di cielo,
baci sfiorati …
dove ogni sera
prima di addormentarmi
porto un fiore.
La tua ombra é incollata
al mio respiro
ma gravano colpi di scalpello
sull’incedere muto.

Giuseppe Stracuzzi

Miracolo d’amore

 
Vi racconto il mio pensiero, sulla vita e il suo mistero
Un po’ vera e un po’ menzogna: sotto al cavolo o… cicogna?
.
Angioletto birichino guarda Terra un bel mattino
da una nube tutta blu si rivolse al suo Gesù:
io quassù che ci sto affà? Mi dài mamma ed un papà?
.
E strillando a sfinimento, sveglia tutto il firmamento!
Mezzanotte: brilla il sole ed abbaglia un girasole
e la luna a mezzogiorno per l’arrosto accende il forno,
due o tre stelle, un unicorno, la galassia lì in soggiorno,
tre pianeti ormai confusi,  sulla Terra tutti ottusi!
.
“Olilalà” disse il Signore, ma cos’é ‘sto gran fragore?
Vide il piccolo angioletto:  lo guardò pieno d’affetto:
zitto piccolo urlatore,   corri sotto a un cavolfiore
poi vediamo cosa avviene, ma stà attento, attento bene!
.
Vola lesto l’angioletto, ma quel cavolo era stretto,
poi si sposta un pochettino: patapùnfete,  un tombino.
Per fortuna una cicogna che suonava la zampogna,
tra una nota un canto e un forse, da un comignolo lo scorse!
.
Vola giù in gran picchiata, piglia pure una testata
Prende quindi l’angioletto e lo pone in un sacchetto.
E poi va sulla città,  a cercar mamma e papà!
.
Vede il babbo dentro l’orto, che zappava tutto assorto…
un granello seminato, in Agosto ormai inoltrato,
nel giardino assai curato, era appena già sbocciato.
Meraviglia:  ma cos’è?  Questo è il dono per un Re!
.
Lo raccoglie con amore,  ma non era un cavolfiore…
Là, nel centro, una sorpresa, bella grande, a lungo attesa:
dentro il grande fazzoletto ci dormiva un pargoletto!
.
Quel papà tanto contento, ringraziò del dolce evento.
Prese un ramo di mimosa e poi tante rose rosa
e le offrì riconoscente, a una mamma sorridente!
.
Un abbraccio collettivo:  tutti gli angeli in arrivo
e un bacione esagerato a ogni bimbo che è già nato.
Ma cicogne o cavolfiore, son Miracoli d’Amore!

Sandra Tosi

Il nostro Paolo ci ha segnalato questa brava autrice, la cui specialità sono le presentazioni Powerpoint, quei “regali” che ogni tanto ci giungono allegati alle mail degli amici e che ci fanno divertire, commuovere o riflettere con testi illustrazioni e musiche. Potere trovare le sue creazioni a questo indirizzo http://www.mondopps.com/ . Complimenti a Sandra anche per l’inventiva e la grazia della sua filastrocca!

Nel bosco sospeso

 
Nel bosco sospeso nel tempo fantastico
rimane dolce, amorevole idea
legata al ramo gentile
per grazia d’un tenero picciolo
d’anima fragile
che al primo soffio di vento audace
rimarrà indifesa
costretta alla resa.
Rideranno dispettosi i folletti
le fate intoneranno canto felice
l’unicorno tornerà prodigioso a calpestare
felci argentate di terra rigogliosa
e tu magia dun sogno d’amore,
tornato dalle braccia del cielo meraviglioso,
risuonerai come dolce tamburo
nel mio cuore vibrato e pizzicato
da mille violini baciati
da labbra di stelle soffuse.

Roberta Bagnoli

Un giorno qualunque

e tu
con gli occhi di stelle
a cercare un cielo pulito
oltre …
oltre gli spazi
e la gente comune
la noia le cose perbene
le case le chiese
i bisbigli le voci
tra vicoli e piazze
i balconi curiosi
l’asfalto che suda
la notte che abbraccia
ciò che resta
d’un giorno qualunque.

astrofelia franca donà

Published in: on Mag 29, 2012 at 07:06  Comments (3)  
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La luna è un fermacapelli

 
La luna è un fermacapelli e il mondo gira,
.
sulla strada
è una battaglia
di vetri
.
inutili rossetti
si increspano
sui volti
.
il vento fischia
le sue canzoni
specialmente
agli ubriachi
.
il mare
è una coperta
tagliata dalle prue
dei suicidi
.
sassi di lana
colpiscono il fuoco
.
divampa la notte
l’omertà delle stelle
 
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
sono stracci
con volti da uomini
la luna è un fermacapelli
le porte delle chiese
non hanno pietà
e il mondo gira…
 
filastrocche abbruttite dalla pietra avvizzita
storie di follia, di parrucchieri gesticolanti
di teste brillantinate che suonano vuote
di party con l’obbligo di ridere
ed il divieto di sudare…
 
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
non ne hai avuto abbastanza?

Massimo Pastore

A quelli che mi hanno chiesto

e anch’io vorrei sapere
e anch’io vorrei trovare
ma non si può
né comprare
né farsela prestare

allora guardo fra la gente
ma quella effimera
non serve a niente

che sia?

In una lacrima che scende
o la mano che si tende
a chi nel cuor s’arrende
o in parole
che non diciamo
o nel consiglio
che non accettiamo
in un ricordo liso
o in un semplice sorriso
nella luna con le stelle
o in un brivido a fil di pelle

ma anch’io non so dove sta
ma cerco ancora la felicità

Pierluigi Ciolini

Published in: on Mag 26, 2012 at 06:50  Comments (7)  
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