Orme di sabbia

Arrancano i ricordi di un sentiero,
di foglie e ricci secchi per tappeto,
scricchioli autunnali sempre amati,
da sandali di gomma avventurieri.
Scioglievano i colori novembrini,
confusi da giudizi ancora acerbi,
profumi amici di brusii lontani
e nudi nidi, sui legnosi arti;
sfioravano le punte nubi incaute,
il cielo era lì, poco discosto,
e come un album da ricolorare,
offriva forme alla mia bocca aperta.
Ma i giorni lo stradino hanno scordato
e quando son tornato per cercare,
i rovi mi hanno dato il benvenuto
e non sapevo più dove guardare.
Invecchia l’uomo e riga sulla fronte:
è ruga d’oro scritta dal tragitto,
che se non si percorre più sovente,
svanisce, righiottita dagli sterpi.

Flavio Zago

Vive l’anima

.
nelle strade sterrate
sui cigli
dove l’erba s’intreccia
tra sterpi e fiori.
Respira
nella quercia
che d’autunno
ha le fronde.
S’adorna
di foglie rosse
perline di pioggia.
Nel bosco
risale
tra umide felci
e bacche lucenti.
Sul monte
si posa
alla Luna
trascende.
.
Graziella Cappelli
Published in: on Mag 4, 2012 at 07:36  Comments (9)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Scirocco

E sovra i monti, lontano sugli orizzonti

è lunga striscia color zafferano:

irrompe la torma moresca dei venti,

d’assalto prende le porte grandi

gli osservatori sui tetti di smalto,

batte alle facciate da mezzogiorno,

agita cortine scarlatte, pennoni sanguigni, aquiloni,

schiarite apre azzurre, cupole, forme sognate,

i pergolati scuote, le tegole vive

ove acqua di sorgive posa in orci iridati,

polloni brucia, di virgulti fa sterpi,

in tromba cangia androni,

piomba su le crescenze incerte

dei giardini, ghermisce le foglie deserte

e i gelsomini puerili – poi vien più mite

batte tamburini; fiocchi, nastri…

Ma quando ad occidente chiude l’ale

d’incendio il selvaggio pontificale

e l’ultima gora rossa si sfalda

d’ogni lato sale la notte calda in agguato.

LUCIO PICCOLO DI CALANOVELLA

Innamoramenti

Sono nato in primavera
nell’ aria profumata
sotto il sole che non brucia
tra il giallo, il verde, il rosso e l’ azzurro
com’ era dolce quella primavera
in cui, solo, lungo la strada
non riuscivo a sentire più il tempo
come se non esistesse,
com’ era dolce quella primavera
e com’ è lontana ora
mentre affondo le gambe
nella neve e sento
le ossa dei morti
spezzarsi sotto i piedi nudi
e ferirmi con miriadi di schegge
perché non li debba dimenticare
e voglio pensare che siano sterpi
e voglio credere di poter guarire,
dovrò tagliare i miei piedi
perché il freddo dell’ inverno
mi costringerà a perderli
e carponi la prossima primavera
sentirò da vicino
il profumo dei fiori
e sotto il giallo e il verde
e il rosso, così vicino, scorgerò
le tombe malcelate e saprò che un altro
inverno mi attende
e ancora, per il gelo
perderò le gambe e le braccia
solo il tronco resterà a primavera e
sarò disteso sopra quelle ossa
sotto quello splendido
ingannevole tremendo azzurro,
così mi coglierà l’ inverno pietoso
e non sarà più niente di me
solo il suono delle ossa
che si spezzeranno
sotto il passo
del prossimo illuso.

Gian Luca Sechi

Incantesimo

Drappeggi fiammeggianti
nel tramonto
che incendia
sterpi d’inverno.
Spira
sui campi
una brezza
arpeggiando
chimere,
seduce
la statica quercia
dai fianchi
perfetti.

Graziella Cappelli

Published in: on gennaio 4, 2011 at 07:27  Comments (10)  
Tags: , , , , , , , ,

Sto rastrellando

Sto rastrellando le mie speranze,
sterpi secchi,
nel giardino delle illusioni.
Ogni stagione sbocciano fiori
profumati e allettanti,
ma presto avvizziscono
bruciati dal sole della realtà
e calpestati dai piedi indifferenti
del caso.

Nino Silenzi

Published in: on marzo 21, 2010 at 07:35  Comments (7)  
Tags: , , , , , , , ,