Epitaffi

In vita non sono stato uno stinco di santo,
ma ora che questo corpo martoriato e stanco
sta facendo terra per i ceci,
mi ritrovo ad essere uomo pieno di pregi.
Non lo sapevo d’esser così di virtù adorno,
stanno scritte tutte su questo bianco marmo,
con lettere d’argento, sotto ad una croce
e sopra ad una prece, in bella mostra una
fotografia, lì c’è tutta la vita mia.
Sarà che sono morto ma non mi riconosco
in quella che reputo essere una grossa bugia.
Animo nobile, spirito illuminato, marito
fedele, padre adorato…
non è che avrete esagerato?
Sono stato quel che sono stato, non nego
che ho pure rubato e raggirato,
ma l’ho fatto con il potente, l’arrogante,
con coloro che fanno piangere la gente
e che della stessa non gliene frega niente.
Lasciatemi riposare sotto quest’albero fronzuto,
fate tacere quel prete che di me non sa nulla.
che di me s’è ricordato una volta l’anno,
quando per le porte, con la scusa della benedizione,
andava bussando e dentro la busta rimediava
i soldi per la sua congregazione.
Io sto bene qui da solo, tra un ladro
e due brave donne, tanto non c’è niente da rubare
e quando che verrà la notte a tutto penserò,
meno che a sollevar le gonne.
Di me ricordate solo quel che vi ho dato,
forse poco o quasi niente,
questo lo sa l’Onnipotente,
non lo sapete voi e neppure io.
Di sbagli, è vero, ne ho fatti tanti,
proprio per questo qui giace un uomo,
non l’ultimo dei santi.

Claudio Pompi

Dark ornitorinco


Su quel parapendio
mi ci attaccai anch’io
curioso di vedere
se c’era sol da bere
in ruvide fanfare
od anche da zappare.
Un sibilo mi apparve
sbucato dalle larve
di un dark ornitorinco
che aveva un mal di stinco
croccante rumoroso
e molto licenzioso.
Un giovane soriano
che avevo sottomano
giulebbe ed in giubbotto
mi diede un pizzicotto
e disse spazientito:
“So tutto a menadito!”
E allor nel castagneto
mollato ch’ebbi un peto
mi liberai da tutto
e fette di prosciutto
donai all’arrotino
giocando a rimpiattino:
poi, tronfio, in terrazzino!

Sandro Sermenghi