Un altro respiro

Nel mare d’ignoto,
dado gettato,
ora rimbalzi,
verde pallina,
tra funghi di flipper
e soli brucianti.

Tutto tocchi e tutto
vuoi tastare,
figlio di tatto e sorpresa:
il tuo non sapere
è stiva da colmare.

Ma tutta l’acqua del mondo,
a fatica,
ti saprà dissetare;
tutta la luce del cosmo,
a malapena,
ti potrà illuminare
perché,
figlio di tatto e sorpresa
i tuoi occhi, ora accesi,
sono pozzo
che non sa traboccare.

Flavio Zago

Published in: on novembre 6, 2011 at 07:24  Comments (3)  
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Non navighiamo sullo stesso mare

Non navighiamo sullo stesso mare,
eppure così sembra.
Grossi tronchi e ferro in coperta,
sabbia e cemento nella stiva,
io resto nel profondo, io avanzo con lentezza,
a fatica nella tempesta,
urlo nella nebbia.
Tu veleggi in una barca di carta,
e il sogno sospinge l’azzurra vela,
così dolce è il vento, così delicata l’onda.

OLAV HÅKONSON HAUGE

Pensieri

Nel temporale dell’oscuro
invano le mie mani inquiete
cercano riparo dall’abisso
nel mare in tempesta
tutto irrompe
nulla più
non mi lascio sfuggire
nella burrasca
dell’estensione
di un oceano
senza fine
l’albero maestro vacilla
le vele strappate
i remi spezzati
il mio carico di speranza
ormai non più
legata nella stiva
fa dondolare la mia nave
acqua da tutte le parti
ombre immagini fragori
d’intricato e tortuoso
in balia dei miei pensieri
uragani della ragione

Capitano !!! Capitano !!!

una voce nel vento impetuoso
ma non rispondo legato al timone
voglio affondare con la mia nave
avanti tutta
nello scatenare degli elementi
ma un fulmine di ragione
luce di un faro
nell’occhio del ciclone
mi fa cercare l’ancora
che dovrei avere accanto
per gettarla nelle mie profondità
prima di naufragare
tra gli scogli della follia

vicino al mio timone
ora di funi serrate
sciolgo i nodi
che non sono più

libero di navigare ancora
in acque calme
in cerca dell’isola che non c’è

Pierluigi Ciolini