Il velo di Maya

 
Bambini che anelan carezze da mani
e dietro un cespuglio già s’amano amanti,
e migrano stormi in paesi lontani
.
Convegni d’amore con scambi agognati,
con teneri frasi e poi giuramenti,
s’esalta il futuro nei loro disegni.
.
Ma offuscan la vista quei fili sottili,
inganna la mente volerli passare.
Se brami  stracciarli, incollan le mani.
.
Un’ultima fiamma consuma candela,
riporta alla mente un tempo insicuro,
già fatto d’inganni, d’amare illusioni.
.
Così per quel velo il ver si confonde
ed Arthur sprofonda nel suo pessimismo.
Col dubbio t’avvolge la trama d’oriente.

Piero Colonna Romano

L’amore fuggito

 
 
 
L’amore
se n’è andato
alla sera
prima di dormire
è fuggito
da sè,
dal riflesso
sul lago
dell’egoismo
ed ha portato via i pensieri
e sparpagliato i sogni
come stormi
lo sparo del fucile
ed ora
il sole
non ha lo stesso colore,
il mare
la stessa voce,
il vento
scompiglia soltanto
e la musica
suona ininterrotta
le note più dure
del ricordo.

Gian Luca Sechi

Published in: on gennaio 10, 2012 at 07:44  Comments (5)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Il mio mare

Ormai il tempo é andato:
La lunga estate di Calabria
anch’essa é finita,
anche se il sole
scalda ancora la spiaggia.
I giorni dell’ottobre caldo,
quando ci si tuffava
ancora in mare,
sono ricordi che svaniscono
nelle rade nebbie
di questa mattinata aostana.
Mi giungono ancora i fragori dell’onde
frangersi contro gli scogli del porto
anneriti dal catrame.
Lungo lo stretto ascolto le sirene
del ferry-boat,
che unisce ancora Reggio a Messina,
e mi sembra il lamento d’un condannato.
Planano su un mare color viola
stormi urlanti di gabbiani,
e il vento fischia incessante
sferzandomi il viso
con le rade sabbie
di questa costiera pietrosa.
Immobile,
seduto sulla mia vecchia banchisa,
guardo le onde alzarsi, imbiancarsi,
rincorrersi ed espandersi spumeggianti
tra le barche piene di reti
e le ceste di vimini vuote
accatastate vicine.
Ed i pensieri volano
a rincorrere anch’essi
impressioni fuggite, svanite,
scolpite é pur vero nel petto
ma ormai vaganti come sogni lontani
che vorrei poter dimenticare,
ma che rimbalzano,
come palle di gomma,
sui muri di un cuore
che é rimasto ancora bambino.

Salvatore Armando Santoro

Sera

 
 
 
Nell’ora in cui le certezze si sfumano
e l’attesa divien via via più greve
vanno nella mia mente
stormi di corvi neri:
i cattivi pensieri
che la ragion non sente
vomitati dal cuore,
e ancor quelle paure
che le ali consumano.
Quali progetti?
E quanto tempo ancora?
L’incertezza mi vince.
Nella stanza,
vocata forse da onirica sfera,
galleggia la speranza,
sospesa ………
tra le ombre della sera.

Viviana Santandrea

Ulivi nel vento

Turbina
il vento
a sconvolgere
argentei ulivi.
Sfrecciano
stormi di uccelli
su nubi accavallate
in livido cielo.
Ai ceppi
impietriti
scolpiti
di tempo
fremono
fili d’erba.

Graziella Cappelli

Published in: on febbraio 11, 2011 at 07:13  Comments (8)  
Tags: , , , , , , , , ,

Barena

Si innalzano stormi di uccelli
tra pozze d’acqua e isolotti stagnanti
spaventati da insoliti rumori
Spunta qualche fiore lungo lingue di terra
Territorio di nidificazione
stridenti acuti si odono nell’aria
e gracidare di rane nascoste tra l’erba
ai margini di acque stagnanti
dove qualche piccola barca galleggia
sonnolenta tra i pali che indicano la via

Gianna Faraon

Dopo la notte

Nelle orme antiche sull’arenile
laghi azzurri d’acqua di mare
riflettono il nitore dell’alba rosata,
promessa di un giorno che nasce
tra stormi festosi che chiamano il sole
e refoli gelidi della notte che muore.

Ombra di luce, aureola quasi,
incornicia colline che rivestono il verde,
fremon sussurri le foglie ingiallite
alle carezze di un vento impaziente.

Pallida luna al crescente chiarore
saluta il mondo che sta ridestando
energie e pensieri sempre sperando
che il nuovo sia un giorno migliore.

Rinuncia al silenzio la quiete notturna
arrendendosi al cigolio di porta che s’apre
ed al crescente trambusto di strade
soggiogate da non armonici rumori.

Si abbandonano gli amori sognati o vissuti
che nel cuore aggrappati restan celati
a carburare pragmatiche ore
tese a ciò che chiamano vita
di un giorno qualunque.

Elide Colombo

Strade

Su di una strada
che non trovo più
nei miei limiti
corro cado e mi rialzo

abbandonato
ormai tra
due punti indefiniti
rincorro
stormi di lampioni
e poi ricado

stremato
su di una luna
a cui offro le mie piaghe
raccolgo lacrime di rosa
che mi spinano il cuore

ma lungo un fiume di silenzio
arginato a fatica dal pensiero

d’istinto cane sciolto
fiuto l’aria
per cercarti ancora

in uno di quei canti tristi
della notte

o in una di quelle mille
strade del cuore

Pierluigi Ciolini

Risveglio

Così ti ripasso la notte
agghindando
stagioni emigrate di stormi,
esiliati richiami smarriti.

Mezzo sogno in pugno
mezza in gola, io
intaglio zucche
vuote carrozze,
per la mia favola scalza.

Sguardo intarsiato
da mano d’artista, tu
telaio e tessuto
d’estatici arazzi.

E volo
manieri reali
da vivere e Inverni
sgelati da voci
di cori affiatati,
di risa e rincorse
stremate
di stanze infinite
lustrate
vetrate
sospese tra pezzi
acrobatici
e stive solari
di menti
e volute
in cantate
e bevute
di pinte, ricolme
intinte d’amore.

Di colpo mi desto.
Fuori è l’alba
o il tramonto, non so.

Ha il tuo volto
lucente il lampadario;
ti chiamo la voce smorza
tiretti vuoti. Ancora sogna
la mano, ti cerca.
Riappisolano gli occhi
e piano piano piove.
Tutto respira
il tuo ritmo

Flavio Zago