La luna è un fermacapelli

 
La luna è un fermacapelli e il mondo gira,
.
sulla strada
è una battaglia
di vetri
.
inutili rossetti
si increspano
sui volti
.
il vento fischia
le sue canzoni
specialmente
agli ubriachi
.
il mare
è una coperta
tagliata dalle prue
dei suicidi
.
sassi di lana
colpiscono il fuoco
.
divampa la notte
l’omertà delle stelle
 
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
sono stracci
con volti da uomini
la luna è un fermacapelli
le porte delle chiese
non hanno pietà
e il mondo gira…
 
filastrocche abbruttite dalla pietra avvizzita
storie di follia, di parrucchieri gesticolanti
di teste brillantinate che suonano vuote
di party con l’obbligo di ridere
ed il divieto di sudare…
 
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
non ne hai avuto abbastanza?

Massimo Pastore

Ho sudato camicie

 
per mantenere il tuo amore
sollevato montagne
e lanciato catapulte
spillato otri e consumato stivali
mangiato cipolla e cenere
per darti pace d’amore
cucito brandelli e ricucito
stracci diventati
scialle di porpora
cavalcato e scavalcato
pianto a risata garganella
di vetri sulle rive
per vederti sorriso.
.
Secoli di fatica e ora
dove spando  muscoli d’amore?

Tinti Baldini

Quello che so

Quello che so
è il ciarlare delle asce
sui fianchi degli olmi miti.

Quello che so
è una preghiera
che abbia almeno un grazie
tra i rami nudi.

E’ un miglio lasciato alla sera
quando il fiato manca;
è un canestro di sole
versato a stille sulla notte.

Quello che so
sei tu poesia di stracci,
tu che profumi i petali,
esondi i rami morti
di primavera.

Stefano Lovecchio

Published in: on novembre 12, 2011 at 06:55  Comments (6)  
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Una canzone araba

vibrava sulle corde
della cesura intrisa
di silenzio affollato
di calpestio di passi,
presi il filo sottile
nelle mani
e mi lasciai condurre
verso la scaturigine
seduta
sugli scalini
a fondo dell’U-Bahn
dove sostano gocce di vapore
e gli odori pressanti
del ritrovo
che non conosce il sole…
era come una sorta di profumo
che penetrava il cuore
quella voce,
scandiva sulla pelle
nello scontro
di ombre e luci
un sobbalzo di brividi,
luminose fonti
incastonate
da una folta chioma
a mala pena ardivano
il tesoro
che si celava
dietro un velo di stracci,
e frettolosi accenti
senza occhi
le passavano accanto
indisturbati.

Giuseppe Stracuzzi

Ho visto anche degli zingari felici

E  siamo noi a far ricca la terra
noi che sopportiamo
la malattia del sonno e la malaria
noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano,
e noi piantiamo il mais
su tutto l’altopiano.

Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane,
le nostre braccia arrivano
ogni giorno più lontane.
Da noi vengono i tesori alla terra carpiti,
con che poi tutti gli altri
restano favoriti.

E siamo noi a far bella la luna
con la nostra vita
coperta di stracci e di sassi di vetro.
Quella vita che gli altri ci respingono indietro
come un insulto,
come un ragno nella stanza.

Riprendiamola in mano, riprendiamola intera,
riprendiamoci la vita,
la terra, la luna e l’abbondanza.
E’ vero che non ci capiamo
che non parliamo mai
in due la stessa lingua,
e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero
che abbiamo tanto da fare
e che non facciamo mai niente.

E’ vero che spesso la strada sembra un inferno
o una voce in cui non riusciamo a stare insieme,
dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.
E’ vero che beviamo il sangue dei nostri padri,
e odiamo tutte le nostre donne
e tutti i nostri amici.

Ma io ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l’amore
e rotolarsi per terra.
Io ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Io ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l’amore
e rotolarsi per terra.
Io ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

CLAUDIO LOLLI

Suzanne

Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she’s half crazy
But that’s why you want to be there
And she feeds you tea and oranges
That come all the way from China
And just when you mean to tell her
That you have no love to give her
Then she gets you on her wavelength
And she lets the river answer
That you’ve always been her lover
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that she will trust you
For you’ve touched her perfect body with your mind.
And Jesus was a sailor
When he walked upon the water
And he spent a long time watching
From his lonely wooden tower
And when he knew for certain
Only drowning men could see him
He said “All men will be sailors then
Until the sea shall free them”
But he himself was broken
Long before the sky would open
Forsaken, almost human
He sank beneath your wisdom like a stone
And you want to travel with him
And you want to travel blind
And you think maybe you’ll trust him
For he’s touched your perfect body with his mind.

Now Suzanne takes your hand
And she leads you to the river
She is wearing rags and feathers
From Salvation Army counters
And the sun pours down like honey
On our lady of the harbour
And she shows you where to look
Among the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed
There are children in the morning
They are leaning out for love
And they will lean that way forever
While Suzanne holds the mirror
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that you can trust her
For she’s touched your perfect body with her mind.

LEONARD COHEN


§

Nel suo posto in riva al fiume
Suzanne ti ha voluto accanto
e ora ascolti andar le barche
ora vuoi dormirle accanto
si lo sai che lei è pazza
ma per questo sei con lei
e ti offre il the e le arance
che ha portato dalla Cina

e proprio mentre stai per dirle
che non hai niente da offrirle
lei è già sulla tua onda

e fa il fiume ti risponda
che da sempre siete amanti.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che le hai toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.

E Gesù fu marinaio
finchè camminò sull’acqua
e restò per molto tempo
a guardare solitario
dalla sua torre di legno
e poi quando fu sicuro
che soltanto agli annegati
fosse dato di vederlo
disse: Siate marinai finchè il mare vi libererà.

E lui stesso fu spezzato
ma più umano abbandonato
nella nostra mente lui non naufragò.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
forse avrai fiducia in lui
perchè ti ha toccato il corpo con la mente.

E Suzanne ti da la mano,
ti accompagna lungo il fiume,
porta addosso stracci e piume
presi in qualche dormitorio
il sole scende come miele
su di lei donna del porto
e ti indica i colori
tra la spazzatura e i fiori
scopri eroi tra le alghe marce
e bambini nel mattino
che si sporgono all’amore
e si sporgeranno sempre
e Suzanne regge lo specchio.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che ti ha toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.

FABRIZIO DE ANDRÉ


Sguscia canzone d’amore


Non ho toccato
la
porta ma
lei si
è aperta
piano piano
sgusciando
dai cardini
e poi la strada
e
sulla strada la gente
facce di
croce
e sorrisi di falce
ché siamo un
po’ tutti uguali
di fronte al
dolore
che è fuori legge e colpisce
alle
spalle sempre
quasi le
scuote
come foglie appese
quando t’aspetti
tregua
mentre rovisti
bulloni
o scavi pozzi
quando friggi  i porri
o l’ortica
mentre canti
d’amore
o rabberci stracci
e sotto un cielo
bucato di stelle
che potrebbe essere
anche mio
riprendo il ritmo
della mia antica corsa
ossa delle mie ossa
mi pompo sangue dal cuore
veloce e giovane ancora nelle vene
perchè ci
son giorni di gelo
e giorni buoni di neve
che mi fabbrico ricordi
con
le mie stesse mani
e allora si allontana
ogni piccolo dolore
anche per
poco
riesco a tirar fiato
dentro una canzone
d’amore

Tinti e Maria

Like a rolling stone

Once upon a time you dressed so fine
You threw the bums a dime in your prime, didn’t you?
People’d call, say, “Beware doll, you’re bound to fall”
You thought they were all kiddin’ you
You used to laugh about
Everybody that was hangin’ out
Now you don’t talk so loud
Now you don’t seem so proud
About having to be scrounging for your next meal.
How does it feel
How does it feel
To be without a home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
You’ve gone to the finest school all right, Miss Lonely
But you know you only used to get juiced in it
And nobody has ever taught you how to live on the street
And now you find out you’re gonna have to get used to it
You said you’d never compromise
With the mystery tramp, but now you realize
He’s not selling any alibis
As you stare into the vacuum of his eyes
And ask him do you want to make a deal?
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
You never turned around to see the frowns on the jugglers and the clowns
When they all come down and did tricks for you
You never understood that it ain’t no good
You shouldn’t let other people get your kicks for you
You used to ride on the chrome horse with your diplomat
Who carried on his shoulder a Siamese cat
Ain’t it hard when you discover that
He really wasn’t where it’s at
After he took from you everything he could steal.
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
Princess on the steeple and all the pretty people
They’re drinkin’, thinkin’ that they got it made
Exchanging all kinds of precious gifts and things
But you’d better lift your diamond ring, you’d better pawn it babe
You used to be so amused
At Napoleon in rags and the language that he used
Go to him now, he calls you, you can’t refuse
When you got nothing, you got nothing to lose
You’re invisible now, you got no secrets to conceal.
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?

§

COME UNA PIETRA CHE ROTOLA

Una volta ti vestivi così elegante

gettavi una monetina ai pezzenti nella primavera dei tuoi anni, non è vero?

la gente ti chiamava dicendo “Attenzione piccola, stai per arrivare al tramonto”

Tu credevi che si prendessero gioco di te

ed eri solita ridere di tutti quelli con cui stavi

Adesso non parli più a voce alta

ora non sembri così orgogliosa

di dover scroccare il tuo prossimo pasto

Come ci si sente

come ci si sente

a non avere una casa

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

Tu hai frequentato le migliori scuole, Signorina Solitaria,

ma ne hai imparato solo il succo

e nessuno ti ha mai insegnato come vivere in strada

ed ora scopri che devi abituarti alla situazione

Hai detto che non sei mai scesa a compromessi

con il misterioso vagabondo, ma ora comprendi

che non ti sta concedendo alcun alibi

mentre tu guardi nel vuoto dei suoi occhi

e gli chiedi ‘vuoi fare un affare’?

Come ci si sente

come ci si sente

a starsene per conto proprio

senza fissa dimora

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

Non ti sei mai guardata intorno per vedere le espressioni accigliate

sulle facce dei giocolieri e dei clown

quando venivano giù e ti facevano gli scherzi

non hai mai capito che non era una cosa bella

non hai mai lasciato che altre persone si prendessero i calci destinati a te

eri abituata ad andare a spasso sul cavallo cromato con il tuo diplomatico

che portava sulle spalle un gatto siamese

non era duro scoprire

che lui non era dove diceva di essere

e dopo prendeva tutto ciò che poteva rubarti?

Come ci si sente

come ci si sente

a starsene per conto proprio

senza fissa dimora

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

La principessa sul trono e tutta la bella gente

sta bevendo e pensando che è merito suo

se ci si scambia cose preziose e doni

ma è meglio che tu tiri fuori il tuo anello di diamanti, piccola, e che lo impegni

Eri così divertita

dal Napoleone vestito di stracci e dal linguaggio che usava…

va da lui ora, ti chiama, non puoi rifiutarti

quando tu non hai nulla, non hai nulla da perdere

sei invisibile ora, non hai più segreti da nascondere

Come ci si sente

come ci si sente

a starsene per conto proprio

senza fissa dimora

come un completo sconosciuto

come una pietra che rotola?

BOB DYLAN

Uomini persi

Anche chi dorme in un angolo pulcioso
coperto dai giornali le mani a cuscino,
ha avuto un letto bianco da scalare
e un filo
di luce accesa dalla stanza accanto,
due piedi svelti e ballerini
a dare calci al mare
nell’ ultima estate da bambino,
piccole giostre con tanta luce
e poca gente e un giro soltanto.
Anche questi altri
strangolati da cravatte
che dentro la ventiquattrore
portano la guerra,
sono tornati
con la cartella in braccio al vento
che spazza via le foglie
del primo giorno di scuola,
raggi di sole che allungavano i colori
sugli ultimi giochi
tra i montarozzi di terra
e al davanzale di una casa
senza balconi, due dita a pistola.
Anche quei pazzi
che hanno sparato alle persone
bucandole come biglietti da annullare,
hanno pensato che i morti li coprissero
perché non prendessero freddo
e il sonno fosse lieve,
hanno guardato l’aereoplano
e poi l’ imboccano e son rimasti così
senza inghiottire e nè sputare,
su una stradina e quattro case
in una palla di vetro
che a girarla viene giù la neve.
Anche questi cristi,
caduti giù senza nome e senza croci,
son stati marinai dietro gli occhiali
storti e tristi
sulle barchette coi gusci delle noci
e dove sono i giorni di domani,
le caramelle ciucciate nelle mani
di tutti gli uomini persi dal mondo,
di tutti i cuori dispersi nel mondo.
Quelli che comprano la vita degli altri
vendendogli bustine
e la peggiore delle vite,
hanno scambiato figurine e segreti
con uno più  grande,
ma prima doveva giurare,
teste crollate nel sedile di dietro
sulle vie lunghe e clacksonanti
del ritorno dalle gite
e un po’ di febbre nei capelli
ed una maglia che non vuole passare.
E i disperati che seminano bombe
tra poveri corpi
come fossero vuoti a perdere
come se fossero pupazzi,
seduti sui calcagni han rovesciato sassi
e un mondo di formiche che scappava,
le voci aspre delle madri
che li chiamavano
sotto un quadrato di stelle,
dentro i cortili dei palazzi
e la famiglia a comprare
il cappotto nuovo
e tutti intorno a dire come gli stava.
Anche questi occhi,
fame di nascere per morir di fame,
si son passati un dito di saliva
sui ginocchi
e tutti dietro a un pallone
in uno sciame
leggeri come stracci
e dove fanno a botte,
dov’è un papà che caccia via la notte
di tutti gli uomini persi dal mondo,
di tutti i cuori dispersi nel mondo.

CLAUDIO BAGLIONI  E  ANTONIO COGGIO


Anche questo giorno

anche questo giorno si rovescia in silenzio
bagliori finti si pietrificano negli occhi.
la notte scaglia ombre alte sulla città
morta, senza sapere dove finiscono i muri
o se ha inizio il cielo.
mentre la verità raccoglie i suoi stracci
vagando solitaria in terra straniera
senza lasciar orme, senza far rumore.

Anileda Xeka

Published in: on giugno 24, 2010 at 07:43  Comments (4)  
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