L’amore andato

Emozioni e rossori
a scoprire i segreti dell’anima,
quando l’amore era negato
e, gli appuntamenti, segreti di stato.
Battiti intensi nel petto,
come un frullar d’ali
inquieto e frettoloso.
Timori d’esser visti
e felicità
di due mani avvinte,
come un’edera a un tronco,
seduti sui gradini
di stradine acciottolate
o su muretti fuori mano
che guardavano il mare.
E poi il silenzio del cuore,
ed i ricordi
che ogni tanto ti rinnovano
tenerezze ormai finite,
archiviate sugli scaffali alti
d’una libreria
che solo tu sai ritrovare.

Salvatore Armando Santoro

Orgogliosa ripida vertigine

 
Dall’alto, dalla cima della vetta
più alta, scorgo solcate dai trasporti
d’uomini e cose, piccole le vie,
piccola la piazza dai sei fari
a valle. Annidono casine su minori
alti colli a me d’intorno: contemplano
in orgogliosa ripida vertigine
l’orrido del burrone aspro nel basso.
.
Làbile, l’umano è in festa grande
laggiù, oggi timido, mutevole nel tempo,
mentre fervido ammanta le stradine,
per il sacro corteo, di fiori e fede.
.
Filo d’argento fine, questa cima
è come una tribuna per i miei
pensieri più eccelsi: terre là, al Sud
piene di sete e di silenzio tenue,
di grigioperla e di brumàle freddo,
di questa valle senza tempo immersa
nei suoi mille ricordi, ampia e sinuosa.
Valle che accumula leggende, mentre
al tramonto cantando scende il vento
stanco di trascinarsi sulle cime.
.
Ed in fondo … il mare, mare di schiuma
che alacre, umano il brulichìo accarezza
spumeggia e copre, fin quasi a volere
velare la bellezza della vita,
la “felice esistenza” tante volte
anelata dall’uomo e mai avuta
al suo supporre, pieno di tristezza:
.
si spezza e passa precaria dalla notte
la vita. Diventa adesso eterna nella luce.

Paolo Santangelo

Quante storie

Quante storie
ho da raccontarti
piccola
del salice piangente
che raccoglie passeri
le notti tiepide di Giugno
della tortora Billa
che entra in cucina
e spazza briciole
e malinconia
del ranocchio grasso
e pomposo là
nello stagno
che sembra principe
a ben guardare
del mirto profumato
che strappa lacrime
mentre cuoce il porceddu
del monte di Portofino
intatto e sano
che bacia il mare
e sorride
delle casette di fate
di Camogli
color di cielo e sabbia
e di stradine tra i rovi
dove giocare a prendersi
con le trecce al vento
di…..
piccola
ora te le racconto
in abito da clown
domani avrò davvero
le guance rosate
non più dipinte.

Tinti Baldini