Altra esistenza

Esiste il tempo d’uno strapazzo
non voluto per il semplice motivo
d’un ascolto non desiderato.

Esiste il tempo delle libellule
nel ricordo d’un temporale fulminante
che accresce il desiderio
di tornare indietro nel tempo
dove tutto si può costruire
senza l’arroganza
della umana speculazione.

Esiste il tempo del vento irrequieto
che accorcia distanze labiali
irrilevanti nelle loro interpretazioni.

Eppure in tutte queste bugie
si aggregano ori spezzati
da suoni d’abbaglio;
è nel loro ermetismo che si nascondono
fiabe di noi
che stiamo vivendo
nelle incarnazioni
delle nostre ricche proiezioni.

Glò

Monopattino

MONOPÀTIN

S l é bèl andèr la matéina,
monopâtin tótt sfrenè,
a rimpîr la mî inpuléina!

La srà zért na fadighè
andèr só dala Mariéina
però quand arò infurchè

monopâtin tótt slighè
ala bâsa vérs cà mî
par la strè tótt maraviè
i diràn: “Che fantasî”,

cuncuistèr una culéina
con la fôrza di pulpâz
par cunzèr l’insaladéina:
oh, l amåur che gran strapâz!

§

Com’è bel gire a mattina,
monopattino sfrenato,
a riempire l’ampollina!

Sarà certo una faticata
andar su dalla Marina
però quando avrò inforcato

monopattino slegato
alla bassa verso casa mia
per la strada meravigliati
mi diranno: “Che fantasia”,

conquistare una collina
con la forza dei polpacci
per condir l’insalatina:
oh, l’amor che gran strapazzo!

Sandro Sermenghi