Roseto Capo Spulico

 
Roseto,  m’affiora appena un roseo ricordo
ma sei dei miei il più bello pensiero
come da pulpito ergi il castello
su in vetta a dominare cielo e mare
sotto di te a strapiombo tra l’acque trasparenti
il muschio tra le pietre cangianti riflette
dal verde a l’azzurro e dolci parole
mentre ombreggia alla riva uno scoglio
i massi sostengono le onde, e
 il rosso s’inebria all’orizzonte
è tutto quel che ricordo.

Rosy Giglio

La casa dei doganieri

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.

Libeccio sferza da anni le vecchie mura
ed il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.

Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.

EUGENIO MONTALE

A mio padre

Un solco,
tra noi
la vastità
del nulla,
consistenza
sconnessa
sotto spiazzi
lunari;
sfiorarti
guardarti
ora,
solo vizi
di diffrazione,
inganni alieni
d’argentati
presagi.

Lassù non è
il nostro bosco
e l’infinito
discioglie
ascendenze.
Lassù
è strapiombo
che aleggia.

Gelido,
il marmo
non soffre
il mio freddo

Flavio Zago

Risvegli variopinti al ritmo glaciale del tempo

vivo nel percorso degli astri ho per eredità
una mappa autunnale stampata nel d.n.a.
devo svernare al caloroso sud con l’ala
testimone dell’antico percorso
mi stacco dall’albero non come foglia ma fiore
assecondo il richiamo dei tuoi occhi magnetici
affidàti all’amore dopo metri di roccia a strapiombo
posso ammarare sul tuo volto
o mio novembre!

Aurelia Tieghi