Veglia

 
Teatro triste una notte
ma non per lui che fu tutto vero
Già sapevo la notte da passare, ma
non immaginavo l’orrendo travaglio
di  chi dovevo sostenere, nell’oltrepassare.
I miei occhi vedevano quella
non più umana persona,
trasfigurata dalla morsa del male
Mi chiedevo  perché…
perché…oh Signore?
abbi pietà di lui!
Lo sguardo muto, sgorgava lacrime a fiumi
il suo corpo, senza  padronanza giaceva
nel letto, dimenandosi come una bestia in gabbia.
Emetteva  rumori, gesti involontari
lamenti, gemeva, e urli d’impotenza.
Io capivo la sua atroce paura.
Atroce sofferenza e nulla io potevo,
solo consolarlo con lo sguardo mio
trasparente di dolore per lui.
Nello strazio continuo, l’anima sua
si ribellava  alla morte, lottava con lei
chiedeva  ancora  clemenza.
Insisteva a barattare la morte per la vita
ma la morte non si corrompeva
la percepivo anche io, la vedevo, era lì.
Aspettava, mi incitava ad andare
 per non assistere al banchetto tetro.
Allora capii… nulla più potevo!
Mi rifugiai nelle preghiere
lunghi Padre Nostro e Ave Maria
lunghi Eterno Riposo.
Furono di sostegno entrambi;
alla fine di quella notte amara
arresa, l’anima lasciò il corpo, non più suo.
Io, compito ingrato
ricordo indelebile abbandonai
vuota quella notte di dolore.   

Rosy Giglio

Politica

 
 
 
Non ne comprendo il senso
di questo spegnere,
poco a poco,
ogni speranza,
di questo continuo strazio
di scuse mediocri
di questo nauseante
imboccarci di parole
e di frasi tutte uguali
come è uguale
a sé stessa l’aria
che spiri leggera
verso la valle
o soffi impetuosa
dal mare.
Lasciate piuttosto
che tutto perisca
che il mondo bruci
che sia purificazione
che sia giustizia.

Gian Luca Sechi

Published in: on ottobre 18, 2011 at 07:38  Comments (4)  
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Kènosi

Alzò la testa
dalla faccia altera,
bella, pacata,
verso il cielo azzurro;
biondi i capelli,
incoronati da spine lunghe
e taglienti, del sangue
umano suo,
si stavano tingendo
d’un rosso
sempre più scuro-cupo
e, andando
verso il basso,
sul torturato corpo
crivellato di chiodi
pretoriani,
senza resistenza
all’umano strazio.

Poi forte chiamò: Elì,
Elì, io muoio
in una delle tante terre
che Tu hai creato;
ed è per Te ch’è stato necessario,
koinòsis per amore,
che io venissi ucciso da quest’odio,
soffrendo come ora soffro io.

Adesso, Padre mio,
sarai placato!
Ed Io sono, con Te per Te ed in Te,
primitiva sembianza.
Dopo avere compiuto
Missione contro il Male,
nel segno della Fede e della Santa
Alleanza . . .
ma d’odio e male n’è rimasto ancora

Paolo Santangelo

Una foto

Una foto sbuca dalle macerie
Ieri una fra tante
Ora preziosa reliquia
La morte ti fa il verso
esplode il dolore
Quel volto sorridente
in un mondo capovolto
solo in poche ore
Le lacrime non hanno senso
perché niente ha più il suo nome
neanche Dio ha più senso
neanche lui ormai
ha più un presente
Resta lo strazio
Resta la paura
Sapere che tutto è distrutto
Intorno a te
dentro di te
E domani lo sarà ancora.

Sandro Orlandi

Published in: on marzo 30, 2011 at 07:13  Comments (5)  
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Disumanità

Carestie, cataclismi, le guerre:
Poter chiudere gli occhi e non vedere
per un attimo pallidi volti consunti,
fragili some straziate da mille tormenti,
non udire grida, lamenti, bestemmie
pianti e singulti…Poter obliare
le urla dell’odio bestiale
i gemiti, i mozzi sospiri dei vinti,
le voci che implorano un pane,
che chiedono amore ai fratelli …

“e senza l’amore è un deserto
l’umanità. Una natura d’amore”.

Le madri con gesto monotono vano
la stanca mammella denudano
all’avide bocche malate …
No, tu non vedi, umanità.

E poter soffocare lo strazio
del dolore di piaghe cruente
della tua barbarie disumanità.

Smembrata da barriere immani,
insozzata di atavico sangue,
trascini ancora ansimando
il cadavere inerte dei tempi.

L’amore che possiamo donare
è la sola ricchezza per l’eternità.

Paolo Santangelo

Non esistono amori felici

IL N’Y A PAS D’AMOUR HEUREUX

Rien n’est jamais acquis à l’homme Ni sa force

Ni sa faiblesse ni son coeur Et quand il croit

Ouvrir ses bras son ombre est celle d’une croix

Et quand il croit serrer son bonheur il le broie

Sa vie est un étrange et douloureux divorce

Il n’y a pas d’amour heureux

Sa vie Elle ressemble à ces soldats sans armes

Qu’on avait habillés pour un autre destin

A quoi peut leur servir de se lever matin

Eux qu’on retrouve au soir désoeuvrés incertains

Dites ces mots Ma vie Et retenez vos larmes

Il n’y a pas d’amour heureux

Mon bel amour mon cher amour ma déchirure

Je te porte dans moi comme un oiseau blessé

Et ceux-là sans savoir nous regardent passer

Répétant après moi les mots que j’ai tressés

Et qui pour tes grands yeux tout aussitôt moururent

Il n’y a pas d’amour heureux

Le temps d’apprendre à vivre il est déjà trop tard

Que pleurent dans la nuit nos coeurs à l’unisson

Ce qu’il faut de malheur pour la moindre chanson

Ce qu’il faut de regrets pour payer un frisson

Ce qu’il faut de sanglots pour un air de guitare

Il n’y a pas d’amour heureux

Il n’y a pas d’amour qui ne soit à douleur

Il n’y a pas d’amour dont on ne soit meurtri

Il n’y a pas d’amour dont on ne soit flétri

Et pas plus que de toi l’amour de la patrie

Il n’y a pas d’amour qui ne vive de pleurs

Il n’y a pas d’amour heureux

Mais c’est notre amour à tous les deux

§

Niente per l’uomo è mai definitivo Non la sua forza

non la debolezza né il suo cuore E quando crede

di aprire le braccia la sua ombra è una croce

e quando vuole stringere la sua felicità la sbriciola

uno strano doloroso divorzio è la sua vita

Non esistono amori felici

La sua vita è come quei soldati disarmati

per altro scopo un tempo equipaggiati

a cosa può servire il loro alzarsi di buon ora

per ritrovarsi a sera disoccupati incerti

dite queste parole La mia vita E trattenete il pianto

Non esistono amori felici

Mio bell’amore amore caro mio strazio

ti porto in me come un uccello ferito

e quelli senza saperlo ci guardano passare

ripetendo dietro di me le parole che ho intrecciato

e che per i tuoi grandi occhi subito morirono

Non esistono amori felici

E’ troppo tardi ormai per imparare a vivere

piangano insieme nella notte i nostri cuori

quanta infelicità per la più piccola canzone

quanti rimorsi per scontare un fremito

quanti singhiozzi per un’aria di chitarra

Non esistono amori felici

Non c’è amore che non dia dolore

non c’è amore che non ferisca

non c’è amore che non lasci il segno

e non meno l’amore di patria che l’amore per te

non c’è amore che non viva di pianto

Non esistono amori felici

ma per noi due c’è il nostro amore

LOUIS ARAGON

Fughe

Un po’ fuggiamo tutti,
prepariamo le valigie
anche durante gli amplessi
fatte con le parole mai dette
o sussurrate piano
nel tepore di quella che credevamo
una notte tranquilla e unica
sperando che non sia ultima
in fondo.
Un po’ fuggiamo tutti
però ci commuovono tanto
quei barconi carichi
di gente come noi
ma che non ci assomiglia,
e forse speriamo che nemmeno tocchino la riva,
che non varchino mai la soglia della nostra casa
perché un po’ fuggiamo tutti
e non siamo così buoni
come vogliono farci sembrare
i venditori di saponette.
Un po’ fuggiamo tutti,
siamo occidentali
fatti più di carne che di ossa,
tremolanti al buio della nostra coscienza,
faremmo volentieri
il tiro a segno
sul vicino di casa, ma non di dicembre,
non è educato.
Un po’ fuggiamo
tanto dopo aver peccato
c’è il pentimento senza nemmeno troppo strazio,
ogni tanto qualche catastrofe
ci ricorda:”memento mori”
e si va avanti.

Maria Attanasio