Il mio mare

Ormai il tempo é andato:
La lunga estate di Calabria
anch’essa é finita,
anche se il sole
scalda ancora la spiaggia.
I giorni dell’ottobre caldo,
quando ci si tuffava
ancora in mare,
sono ricordi che svaniscono
nelle rade nebbie
di questa mattinata aostana.
Mi giungono ancora i fragori dell’onde
frangersi contro gli scogli del porto
anneriti dal catrame.
Lungo lo stretto ascolto le sirene
del ferry-boat,
che unisce ancora Reggio a Messina,
e mi sembra il lamento d’un condannato.
Planano su un mare color viola
stormi urlanti di gabbiani,
e il vento fischia incessante
sferzandomi il viso
con le rade sabbie
di questa costiera pietrosa.
Immobile,
seduto sulla mia vecchia banchisa,
guardo le onde alzarsi, imbiancarsi,
rincorrersi ed espandersi spumeggianti
tra le barche piene di reti
e le ceste di vimini vuote
accatastate vicine.
Ed i pensieri volano
a rincorrere anch’essi
impressioni fuggite, svanite,
scolpite é pur vero nel petto
ma ormai vaganti come sogni lontani
che vorrei poter dimenticare,
ma che rimbalzano,
come palle di gomma,
sui muri di un cuore
che é rimasto ancora bambino.

Salvatore Armando Santoro

Messaggio

Nessuno ci ama come vorremmo
nessuno ci ascolta come vorremmo
neppure noi stessi ci amiamo come vorremmo
e neanche ci ascoltiamo
se ci amassimo, capiremmo
di vomitare i nostri inconsci
intrappolati nel tessuto della vita
scriveremmo su fogli, pensieri e sfoghi
mirando nel bianco parole d’inchiostro

parole senza senso, senza un perchè
per gridare dissapori
per parlare dolcemente
per far si che ci siamo
liberarle dallo stretto
stanno così strette nello stomaco
da farci male
male da morire

diamogli il volo
e quando cadranno sul foglio
sbalzeranno all’impazzata
echeggiando irruenti
come la pioggia sul viso
e solo allora
sentiremo il rimbombo di noi stessi.

Rosy Giglio

Il tempo


I vecchi non amano il tempo
lo guardano, oziosi,
passare… più lento;
i vecchi non temono il tempo
attendono nella clessidra
che il loro granello attraversi lo stretto
per ritrovarsi nel tutto.
Io… che ogni attimo inganno il mio tempo
che coi versi o cos’altro m’invento
di cose da fare… io sento
che lo mordo più in fretta
che ogni sera alla mia sigaretta
si allunga la brace
di un tabacco che in fondo mi piace.

Viviana Santandrea

Published in: on aprile 26, 2010 at 07:31  Comments (6)  
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Il bergamotto sul treno

Bagnara

 

Dal finestrino d’odiato treno
rividi a lungo il mio pacato mare
e insieme a lui le molte tante cose
che mi portavo intanto nel futuro.
Bei ricordi sarebbero poi stati
il gran ventaglio dei colori vivi,
i forti azzurri del frizzante Stretto,
il verde di quegli anni benedetti,
i primi rossi delle labbra al bacio,
il bianco delle mille schiume a riva,
il viola d’una costa benedetta
il cielo che non m’avrebbe visto uomo.
Naso sul vetro, guardai le colline
che ancor da Reggio non ero io uscito.
Scrutai i limoneti che rimpiango,
e di tramonto d’aranceti mi bagnai.
Quante emozioni conteneva il cuore?
Maggior fortuna volle accarezzarmi
quando in valigia vidi il bergamotto,
perfetto per color, forma ed essenza.
Quel giallo intenso ricordò un’alba
forse la stessa che m’aspetto sempre.
Dentro il rovente triste Espresso del 70
pensai al primo mio romano inverno.
Le foglie lucide del bergamotto
non si staccarono per mesi e mesi
così come per anni ed anni ed anni
non son cadute le mie nostalgie…
 

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 20, 2009 at 08:10  Comments (2)  
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