Morire due volte

I tuoi passi, pesanti come pietre,
faranno rumore inascoltato
tra quelle mura fredde come chiese.
Su un foglio, l’ora, il giorno, il mese.
Al tuo volto ancor pieno di paura,
nessuno farà caso né avrà attenzione,
per te non avranno comprensione.
Sarai soltanto un numero e un nome,
sarai per loro una donna aggredita
in una strada dove il male è padrone,
dove finì la tua gioia, cessò la tua vita.
Quella vissuta, quella che non vivrai,
la seconda per sempre perduta
con i tuoi sogni che di notte invocherai,
orfani di te che li hai cresciuti aspettando
quel domani che a loro non darai.
Il domani è l’oggi senza più colori,
grigi e senza luce quei muri e i volti
senza anima che di te non si curano.
Sei un fascicolo, un’attesa di risposte
a domande che fanno più male di un insulto,
più male del martirio di stupro subito.
Ti chiederanno, senza in viso guardarti,
e tra loro ridendo, se piacere hai provato,
se lo conoscevi e perché l’hai guardato.
Ti chiederanno perché non hai gridato.
Mostrerai loro le braccia dolenti e segnate,
del volto tuo il gonfiore e i lividi infami
lasciati da brutali e sconosciute mani.
A loro chiederai se occhi di giustizia hanno
oppure sono lì per aggiunger altro dolore
e peggior di stupro danno.

Claudio Pompi

Da donna a donna


Non basta un giorno
per lavare onta e macchie
di stupro nell’anima
non basta
ma bisogna pur iniziare
a dire o se preferite a urlare:
“Basta  sono solo una persona
ed ho gli stessi diritti che hai tu, uomo,
quindi posso dire no
posso diventare primo ministro
posso farlo e continuare
ad essere moglie, madre, manager,
attrice, operaia, insegnante, pure precaria
senza dover dimostrare a nessuno
che la mia gonna
vale meno dei tuoi pantaloni,
senza dover alzarla o toglierla
per fare carriera.
E se tu un giorno capirai
che a niente serve la tua stupida paura
che a niente servono botte o costrizioni
o super regali in contanti per comprarmi
per “legittimare” la tua sporca supremazia
capirai che la tua spada eretta e violenta
è solo vile e blasfema
serve solo a renderti simile ad una bestia,
che poi se guardi ed usi il cervello
la natura insegna ed apprende
che l’arte d’amare è soprattutto donna
e donna vuol dire:
vita e rispetto.

Roberta Bagnoli