Biglietto da visita

Mai vi direi del mio male nella bocca
del sangue che ha sapore del ferro
quando m’alzo, e sporco il lavandino
di gocce calde e scure.
Vi direi mai d’otto peli grigi al mento
del tonfo di campane a noleggio nella pancia;
la cena un po’ indigesta
c’è tutto da lavare.
Vi direi mai del rumore dei vicini
le loro grida idiote ad un gol; quell’abbaiare
che fanno i cani troppo nutriti e un po’ annoiati.
Del mio ginocchio soldo bucato
delle tasche, dove ho perduto cose da ricordare.
E gli occhi
dell’impiegata in cerca di supplica, nei miei.
Occhi che han preso gli insulti, forse botte;
che han fatto solo ieri l’amore
ma era niente. Un viaggio su una strada bagnata
senza scarpe.

Massimo Botturi

Non avevo capito

che quella bocca

chiedeva in urlo

basta

non avevo capito che

la mano appesa

alle mie gote

era di preghiera

e le parole spente

erano

supplica in canto

lo sguardo d’agnello

no al martirio.

 

Non volevo capirlo

amore mio

e ti guardarei ancora

a vita

chino il capo

senza più passione.

 

Ora ho capito

che la tua pace

non è la mia.

 

Che le stelle

ti facciano da guardia

mentre passi.


Tinti Baldini

Published in: on febbraio 10, 2011 at 07:07  Comments (9)  
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La preghiera dell’ateo

LA ORACIÓN DEL ATEO

Oye mi ruego Tú, Dios que no existes,
y en tu nada recoge estas mis quejas,
Tú que a los pobres hombres nunca dejas
sin consuelo de engaño. No resistes

a nuestro ruego y nuestro anhelo vistes.
Cuando Tú de mi mente más te alejas,
más recuerdo las plácidas consejas
con que mi ama endulzóme noches tristes.

¡Qué grande eres, mi Dios! Eres tan grande
que no eres sino Idea; es muy angosta
la realidad por mucho que se expande

para abarcarte. Sufro yo a tu costa,
Dios no existente, pues si Tú existieras
existiría yo también de veras.

§

Ascolta il mio pregare Tu, Dio che non esisti

raccogli nel tuo nulla queste mie doglianze.

Tu che ai poveri uomini nulla consenti

senza consolazione di inganno. Non resisti

alla nostra supplica e di nostra brama ti adorni.

Quando più dalla mia mente ti allontani

più ricordo i placidi racconti

con cui mi addolcì le tristi notti l’amor mio.

Quanto sei grande mio Dio! Sei tanto grande

che non sei neppure Idea, e molto angusta

è la realtà per quanto a contenerti

la si espanda. Io soffro nel tuo costato

Dio inesistente, poiché se Tu esistessi

davvero esisterei pur io.

MIGUEL DE UNAMUNO  Y JUGO