Anche tu sei l’amore

Anche tu sei l’amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende
e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole – cammini
in attesa. L’amore
è il tuo sangue – non altro

CESARE PAVESE

Published in: on maggio 1, 2012 at 07:05  Comments (4)  
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Le onde

Come le onde, fragili, intense
noi viviamo.
Di duplici sussulti,
delle apparenze morte;
di tavole imbandite e pennacchi per le feste
di cenere sul capo in sciagure passeggere.
Apriamo gli occhi quasi all’unisono,
più vasti, del tempo
e delle molli pianure.
Ci leviamo.
Come le vele al vento, di lui riempiamo il cuore
le dodici fatiche del viaggio.
Navighiamo
fino a che cresta ed impeto, insieme, siano ancora
lo schiaffo sugli scogli
lo svolgimento antico
dell’acqua che si versa nell’acqua
l’uomo in dio.

Massimo Botturi

Kamasutra

Danze di veli
magia d’oriente
oli e profumi
incarnan il piacere.
Di kajal gli occhi neri
perla il sorriso
colombe bianche
le mani in voli d’amore.
Sono lidi accoglienti
i fianchi sinuosi
tra suoni argentei
di ninnoli d ‘oro.
Diamante incastonato
nel ventre prezioso
tra sussulti di seta
e stille di passione.
Oppio ed oblio
magma di lava
tra grovigli di membra
kamasutra d’amore.

astrofelia franca donà

Merlo e Merlino

Il mio amico merlo
per me lo stesso
immortale da sempre
si specchia
nella pozza
sotto il melo
sguazza e chiama
a raccolta
cinciallegra e
rossetto
e l’aria si fa
un chiacchiericcio amico dove
la mia voce suona
note di vento.
Ecco la magia
di merlo Merlino
farmi sentire
parte
bella e pulita.

Poi viene l’ombra
e i suoni nell’aria
sono
storpi
stridenti
sono quelli umani
di rabbia e paura.

Merlino
fammi volare
perdere nel viaggio
occhi di brace
e afferrare
pace.

Tinti Baldini

Polifonica

una delle mie voci
a volte parla in corsa
ad altre voci nei giardini fuori
ed è irreale star seduta dentro

ce lo diciamo tra e tra
interstizi di camere e di scambi
e nelle notti aperte parallele
il gigante dall’occhio di smeraldo
avanza lento e sola mi convoglia
le spalle al ciondolare dei sussulti
– strada di sassi questa –
prossima è la fermata della luna
la fuga dei filari
s’arresta con rumore di ferraglia
– ci si prepari a scendere –

una delle mie voci
ancora sale

Cristina Bove

Schiava degli anni

Schiava degli anni
ti abbandoni nel presente
grigiore dei giorni,
rari sussulti di ricordi
negli occhi vuoti
si affacciano.

Son lontane
le spighe dorate,
morbidi tappeti
sulle zolle riarse
dei poggi.

L’ulivo rugoso
ancorato alle pietre
più non sporge
alla via assolata:

Al chiodo la falce
malata di ruggine,
muto il frinire
delle cicale alla calura.

Rapito
il muggito delle bestie
nei tetri capannoni.

Graziella Cappelli

Esistere psichicamente

 

Da questa artificiosa terra-carne  

 esili acuminati sensi  

 e sussulti e silenzi,  

 da questa bava di vicende  

 – soli che urtarono fili di ciglia  

 ariste appena sfrangiate pei colli –  

 da questo lungo attimo  

 inghiottito da nevi,  inghiottito dal vento,  

 da tutto questo che non fu  

 primavera non luglio non autunno  

 ma solo egro spiraglio  

 ma solo psiche,  

 da tutto questo che non è nulla  

 ed è tutto ciò ch’io sono:  

 tale la verità geme a se stessa,  

 si vuole pomo che gonfia ed infradicia.  

 Chiarore acido che tessi  

 i bruciori d’inferno  

 degli atomi e il conato  

 torbido d’alghe e vermi,  

 chiarore-uovo  

 che nel morente muco fai parole 

e amori   

ANDREA ZANZOTTO

 

Published in: on dicembre 28, 2009 at 07:09  Comments (3)  
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