Sarà

Non ricadrà sugli omeri miei
il crine che ieri carezzasti,
s’ondulerà morbido ancora domani
come tregua finale sulla tua spalla,
compagna di chi t’ha dedicato speranze
i mille volti del tormento
i mille ed uno dell’esultanza.
Avrà il colore sciupato delle rughe,
piene, quelle della nostra vita,
la levità ed il peso dell’unione
o l’utile amarezza di certe strane fughe.
Colerà il benefico riposo con l’ennesimo scontro
e la resa compirà il talamo avviato
del sogno lungo che giurammo.
Fumigando d’incenso le ferite
ci planeremo liscio l’uno dentro l’altro,
si tergeranno le anime di pace
nel confortevole amplesso delle ultime sere.

Daniela Procida

Al canto dell’amore

 
Al canto dell’amore
scioglierò trecce di lacrime
carezzerò spighe di sole
rammenderò vele strappate
e poi solfeggerò giorni nuovi
nel tempo di una ballata dolce,
ballata quieta
scesa e ritrovata sulla terra
nel talamo di pace.

Roberta Bagnoli

Published in: on ottobre 3, 2011 at 07:20  Comments (10)  
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Mia


E fu dal primo momento
che ho chiuso gli occhi
e ti ho toccata
miraggio impossibile
cuore inatteso di donna
che erompe amore improvviso
pupille imbronciate
a nascondere il pianto del cielo
Tu che sai di essere splendida
e da tutti bramata
ma raro concedi il tuo talamo
agli amanti sinceri
Tu luminosa elegante
sapiente corruttrice
con i tuoi giorni
di gloria e tempesta
con i pensieri in lingue diverse
ed i tuoi sotterranei misteri
Io ti ho incontrata
triste Parigi
quando sei apparsa
oltre la collina degli anni
e mia da sempre ti terrò
sulla cima di un sospiro

Fabio Sangiorgio

Alzaia


Sarà la primavera
a portare paglie nuove
al nido di carezza
del colibrì e dell’usignolo,
sarà la primavera
che avrà bagliori di perdono
e un volo verde a legare
il talamo d’erba e foglie
e sogni, sogni tanti a non finire mai,
tanti da far girare la testa,
da scompigliare l’anima tutta
e il rosso delle piume sparse
sugli alberi dell’amore.
Là al solito ramo
delle frasche vecchie
dove il fiume ha vento buono
per gli occhi delle ragazze sole
che hanno barche e navi di carta
e nelle stive baci a salutare marinai.
Sì, sarà in primavera
che coglierà il fiore
il giovane ragazzo delle colline
e avrà canti e cinguettii
il tetto della casa rosa,
sveglierà la donna
dai capelli nudi
che dorme il letargo dei tassi
e il suo bosco si bagnerà
di pioggia smarrita
dal cielo al mare,
un marzo che canta vent’anni
e le ginestre in fiore,
forse l’ultima stagione
di quel perduto amore.

barche di carta