Alzaia


Sarà la primavera
a portare paglie nuove
al nido di carezza
del colibrì e dell’usignolo,
sarà la primavera
che avrà bagliori di perdono
e un volo verde a legare
il talamo d’erba e foglie
e sogni, sogni tanti a non finire mai,
tanti da far girare la testa,
da scompigliare l’anima tutta
e il rosso delle piume sparse
sugli alberi dell’amore.
Là al solito ramo
delle frasche vecchie
dove il fiume ha vento buono
per gli occhi delle ragazze sole
che hanno barche e navi di carta
e nelle stive baci a salutare marinai.
Sì, sarà in primavera
che coglierà il fiore
il giovane ragazzo delle colline
e avrà canti e cinguettii
il tetto della casa rosa,
sveglierà la donna
dai capelli nudi
che dorme il letargo dei tassi
e il suo bosco si bagnerà
di pioggia smarrita
dal cielo al mare,
un marzo che canta vent’anni
e le ginestre in fiore,
forse l’ultima stagione
di quel perduto amore.

barche di carta