I paroll d’on lenguagg

I paroll d’on lenguagg, car sur Gorell,

Hin ona tavolozza de color,

Che ponn fa el quader brutt e el ponn fa bell,

Segond la maestria del pittor.

Senza idej, senza on cervell

Che regola i paroll in del descor,

Tutt i lenguagg del mond hin come quell

Che parla on sò umilissem servidor.

E sti idej, sto bon gust, già el savarà

Che no hin privativa di paês,

Ma di coo che gh’han flemma de studià :

Tant l’è vera, che, in bocca de Usciuria,

El bellissem lenguagg di Sienês,

L’è el lenguagg pu cojon che mai ghe sia.

§

Le parole di un linguaggio, caro signor Gorelli,

sono una tavolozza di colori,

che possono fare il quadro brutto o bello,

secondo la maestrìa del pittor.

Senza idee, senza un cervello

che regola le parole nel discorso,

tutti i linguaggi del mondo sono come quello

che parla un suo umilissimo servitore.

E queste idee, questo buon gusto,

già saprà che non sono prerogativa dei paesi,

ma delle teste che hanno flemma di studiare:

tant’è vero che in bocca di Vossignoria,

il bellissimo linguaggio dei Senesi,

è il linguaggio più coglione che ci sia.

CARLO PORTA

Vecchiezza

 
Assopito
nella evanescenza
di bucolici anfratti
prendeva a passi lenti
il panorama.
Gli occhi disciolti
nell’amena vista
offrivano ai pennelli
il desiderio
di scorrazzare sulla tavolozza
e incoravano il cuore 
a proseguire
lungo il rettilineo delle ore…
l’atonia spalmata
nelle braccia cadenti
e nelle gambe
diluiva la foga
di pupille,
del cappello ruzzato
sulla fronte
del fumo acceso
a ciglio delle labbra…
le due voci
scolpivano la sera su cuscino
un sorriso pietoso,
mentre dal cielo
piovono sempre
sassi di domani
sul capo
del presente ammutolito.

Giuseppe Stracuzzi

L’alba

Schizzi di pennello
ocra rosa
su una tavolozza
cosparsa d’ombre
e luci appannate.
Radure vuote
e liquami fumanti
ai bordi dei fienili.
Sommessi fruscii
e lievi battiti d’ali
sui rami di un noce
ancora spoglio.
Un ululato lontano
d’un cane
legato alla catena.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on dicembre 30, 2011 at 06:55  Comments (7)  
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Ottobre

Passano pennellate di parole
sulla tavolozza del presente
e chiodi fitti
graffiano la pelle…

qualche poesia scordata
suona ancora
col tormento di raggi
versa gocce di miele
sotto gli occhi severi della luna…

ottobre dorato di foglie e di sole
si staccano dai rami
i pensieri maturi
cadono nella solitudine…

ottobre
lenisce il sole il pianto
con le carezze d’oro.

Giuseppe Stracuzzi

Com’acquarello

E’ policroma tavolozza
il diluirsi di parole in versi
tra le mani del poeta,
com’acquarello.

Colori ed emozioni
stemperati in fluida
creativa fantasia,
la poesia.

Daniela Procida

Published in: on luglio 19, 2011 at 07:00  Comments (6)  
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Ottobre

Ottobre pallido e tiepido
siede con la variopinta
sciarpetta sulle spalle
e l’antica pipetta di ghianda
tra le labbra
sul suo tronco secolare,
scranno dei tempi,
reggendo su una gamba
l’eterna tavolozza
dai mille colori.
Spruzza la magica luce
sulle foglie degli alberi
con lievi tocchi
muovendo agile la vecchia mano,
e poi soffia leggero
per farle frusciare,
per vedere se gli occhi
volentieri le guardano.
Sono belle,
ma non contento,
spesso varia le sfumature.
E di nuovo intinge
il millenario pennello
nella tavolozza che ride
di colori vibranti.
E di nuovo nuove tonalità
crea con soffice mano,
e le foglie cambiano,
e gli occhi s’inebriano,
fino a quando l’uggioso
Novembre e il freddo
Dicembre, dispettosi fratelli,
in compagnia dell’irrequieto Vento,
non le faranno volare via
o cadere accartocciate per terra.

Nino Silenzi