Pensieri

Nel temporale dell’oscuro
invano le mie mani inquiete
cercano riparo dall’abisso
nel mare in tempesta
tutto irrompe
nulla più
non mi lascio sfuggire
nella burrasca
dell’estensione
di un oceano
senza fine
l’albero maestro vacilla
le vele strappate
i remi spezzati
il mio carico di speranza
ormai non più
legata nella stiva
fa dondolare la mia nave
acqua da tutte le parti
ombre immagini fragori
d’intricato e tortuoso
in balia dei miei pensieri
uragani della ragione

Capitano !!! Capitano !!!

una voce nel vento impetuoso
ma non rispondo legato al timone
voglio affondare con la mia nave
avanti tutta
nello scatenare degli elementi
ma un fulmine di ragione
luce di un faro
nell’occhio del ciclone
mi fa cercare l’ancora
che dovrei avere accanto
per gettarla nelle mie profondità
prima di naufragare
tra gli scogli della follia

vicino al mio timone
ora di funi serrate
sciolgo i nodi
che non sono più

libero di navigare ancora
in acque calme
in cerca dell’isola che non c’è

Pierluigi Ciolini

Temporale d’amore

Ti penso
stesa sul letto
mentre ogni goccia di pioggia
in un bacio trasformo.
Ed alla pioggia mi concedo,
lasciando che mi inondi
mentre quei baci
affidati al vento
carezza divengono.

Unico e desiderato riparo
le tue braccia
spumose nuvole
che sempre mi accolgono.

E i tuoi occhi son ora
fulmini che mi saettano
Ed i vestiti inzuppati
intravedere lasciano
un tiepido raggio.

Ma forse non basterà a sciogliere
quei due chicchi di tempesta
spalancati
su un temporale
d’amore.

Sandra Greggio

Gioca con me

Gioca con me amor mio,
gioca con me a rincorrere le nuvole soffiate via dal vento,
a tirare la coda alle comete,
o a cercare di capire dove nasce l’arcobaleno.
Gioca con me
e saliamo su nel cielo durante un temporale
per vedere le gocce di pioggia cadere sulla testa del mondo
e magari   riscendere giù a precipizio,
per giocare a nascondino sul prato illuminato dalla luna.
Gioca con me
per cercare il quadrifoglio in un campo di papaveri
ed entrare in una foresta buia per trovare dove vive l’unicorno,
o per salire sulla cima di un monte altissimo,
per carpire al vento il segreto della vita
dell’amore e del sorriso.
Ho voglia di giocare con te amor mio
e insieme prendere per mano
tutti i bambini del mondo
per vederli felici
facendo un enorme girotondo.

Sandro Orlandi

SI PUÒ RICORDARE UNA NUVOLA?

Il bacio colpisce come la folgore, l’amore passa come un temporale, poi la vita torna a calmarsi come il cielo e ricomincia come prima. Si può ricordare una nuvola?

GUY DE MAUPASSANT

Published in: on maggio 21, 2011 at 07:20  Comments (5)  
Tags: , , , , ,

Padre

Conoscevo un uomo:
naso lungo intenditore di anime,
occhi umidi di cervo e severe parole;
come scoppio di temporale
nella mia alba azzurra
le sua urla fugaci e le risate piene,
poi caldo sole da guardare di lontano.
Marinaio spavaldo cavalcò il deserto,
l’Africa conquistò e l’Africa riperse;
cento sguardi di donna a seguirlo
come magnete di bussola:
a molte la rotta concesse
ma da una sola fu catturato.
Re della casa e re della foresta
una saggia regina lo vegliava,
Dorothea, dono di Dio, a lui donata
come è Donata la mia paziente sposa.
Gli anni leggeri scesero piano
ad imbiancargli la fronte china;
sciolta la neve in lacrime
nell’ultima fatica d’amore
restituì quel dono alla regina muta.
Se ascolto bene nel mio stanco viaggio
oggi di tanto in tanto posso sentire
tra il salso odor dell’Adriatico
quella voce ancor sonora e gaia
che il vento porta a consolarmi il cuore.

Massimo Reggiani

per cento anni e per sempre (22/4/1911 – 24/4/1991)

Attesa

Oggi che t’aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava,
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’ allontana,
così ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere,
ha di quest’ improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.

Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.

VINCENZO CARDARELLI

Published in: on dicembre 4, 2010 at 07:42  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , ,

Constatazione amichevole

Non sembra più la stessa estate:
l’ortodossia del nudo di paglia
il sangue caldo.
Ma solo una carenza di aria,
una carlinga, per l’aviatore senza più nafta
e stelle al vetro.

Questa mattina ondeggiano gli alberi,
li amo.
Perché sono capelli di donna in un canale
e hanno gambe di donna
e tenerezze;
anche s’estate non sembra più la stessa,
e il giallo delle strade lavate toglie il fiato.

E tutte queste prugne selvatiche le amo
perché fan precipizio di uccelli in banchettare,
così l’estate sembra la stessa
anche per poco.
A ricordarlo viene anche il cero volto al santo
le tue levate notturne
l’orinare, senza mai niente addosso;
così che al buio sembri una lucciola smarrita
tra la magnolia e il muro,
un lontano temporale.

Massimo Botturi

Il temporale

Il temporale arrivò
all’improvviso
carico di vento e pioggia.
Ci rifugiammo correndo sotto la tettoia
della fattoria dei cavalli.
Schioccavano i tuoni
e i cavalli nitrivano.
Avevi paura del bagliore dei lampi.
Ci abbracciammo.
Finì ben presto
con gli alberi spogliati
di foglie e rami
sparpagliati ovunque.
Sulla stradina sterrata
misi i piedi in una nera pozzanghera.
Ridemmo.
Poi, tu coi capelli bagnati,
io anche con le scarpe inzaccherate,
tornammo felici a casa.

Nino Silenzi

Dovrai avere pazienza

Dovrai avere pazienza con me – non sono un fiore
semplice da coltivare – a tratti pianta grassa
a tratti la più complicata delle orchidee:
io spero saprai riconoscere le mie spine

Ma non indispettirti – non annoiarti
trattami come un cielo nuvoloso
come una delle sue stelle – provaci
a soffiare forte per renderlo sereno: lo diventerà

Non avere paura di restare in silenzio
e non avere paura del mio – sfidalo
e non asciugare le mie lacrime – guardale
scivolare: rinfrescano e puliscono come un temporale
estivo – e scuotono allo stesso modo

Sii gentile – ma non far di me il tuo faro:
mi spegnerei – non proteggermi da altri
se non da me stessa – guardami combattere
da sola i miei draghi – sii il mio narratore
e ascolta la mia storia

Nicole Marchesin

Il rispetto

è raro
toccata e fuga
acqua nel deserto… vieni ti voglio bere

Goccia dolce nel mare…

Sogno nel pagliaio?
con te c’è da fare c’è da fare!
cercare cercare
luce armonia colore
nella vetrata umana

Talvolta vedo un raggio di rispetto che illumina
una pozzanghera dopo il temporale
mentre riflette il cielo.

Aurelia Tieghi