Le fiabe di papà

Papà scherzava
nascondeva soldi che, per magia, riapparivano
la tasca dell’arlecchino di stoffa li conteneva.

Le fiabe erano quelle del nonno
sempre quelle
ascoltavo incuriosita.

Dormivo tranquilla nella macchina
gli animaletti erano la mia passione.
Nel bosco passeggiavamo
osservavamo i fagiani.
Nella tenda di mio fratello
ascoltavamo ridendo
il ticchettio della pioggia.
Ci divertivamo in tanta semplicità.

Maristella Angeli

Una mattina a Monte Sole

 
Vi ho guardate dormire
come prese da morte
nella stanza un sonno
disteso e immobile
a prendere tutto lo spazio
nei vostri corpi poggiati
sui letti scomposti bocconi
non vi vedevo i volti.
Nella luce fioca del mattino
filtrata dalla tenda
nulla di sospeso
tutto pareva irrimediabilmente
definito e statico.
Solo il suono ritmato
del sonno di Giulia
era nell’aria chiusa
segnale di vita.
Ho disceso adagio i gradini
un grillo accanto alla doccia
le gocce fresche sulla pelle
hanno tolto quella frase d’angoscia
sono entrata in silenzio in cucina
alla finestra aperta
ho raccolto le tazze sporche
preparato il caffè
piccoli rumori quotidiani
gesti spesso vissuti
con noia fastidio indifferenza
ora densi di senso
ricomponevano il mondo
per voi tutti e tutte che dormivate
e vi sareste svegliate
E’ lì che è arrivata tua madre

azzurrabianca

Semplice punto

mi sdoppio tra le sensorialità
radicate,
tra le fiere d’adempimenti
burrascosi in parola

e l’uomo/donna che sia
riverbera la propria obiettività
nella lacuna d’un non voler tacere
al prossimo un buonismo
che non mi appartiene più:

laicità del parlare
consumato nella sola affermazione
e non in azione d’un sospendersi in ascolto
nelle melmose realtà
ancora troppo silenziose,
oppure ancora troppo coperte
da “sguardi sufficienti”.

non semplicemente giudicare.
morbosamente vivere, per favore,
oltre l’orizzonte della propria tenda
di sapore conoscitivo.

Glò

La donna cannone

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
giuro che lo farò,
e oltre l’azzurro della tenda nell’azzurro io volerò.
Quando la donna cannone d’oro e d’argento diventerà,
senza passare dalla stazione l’ultimo treno prenderà.
E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà,
dalle porte della notte il giorno si bloccherà,
un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà
e dalla bocca del cannone una canzone suonerà.

E con le mani amore, per le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò
e non aver paura se non sarò come bella come dici tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa, non torneremo….
Più.
E senza fame e senza sete
e senza aria e senza rete voleremo via.

Così la donna cannone, quell’enorme mistero volò,
sola verso un cielo nero s’incamminò.
Tutti chiusero gli occhi nell’attimo esatto in cui sparì,
altri giurarono e spergiurarono che non erano rimasti lì.
E con le mani amore, per le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò
e non aver paura se non sarò come bella come dici tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa, non torneremo….
Più.
E senza fame e senza sete
e senza aria e senza rete voleremo via.

FRANCESCO DE GREGORI

The Show must go on

Empty spaces – what are we living for?
Abandoned places – I guess we know the score..
On and on!
Does anybody know what we are looking for?

Another hero – another mindless crime.
Behind the curtain, in the pantomime.
Hold the line!
Does anybody want to take it anymore?
The Show must go on!
The Show must go on!Yeah!
Inside my heart is breaking,
My make-up may be flaking,
But my smile, still, stays on!

Whatever happens, I’ll leave it all to chance.
Another heartache – another failed romance.
On and on…
Does anybody know what we are living for?
I guess i’m learning
I must be warmer now..
I’ll soon be turning, round the corner now.
Outside the dawn is breaking,
But inside in the dark I’m aching to be free!

The Show must go on!
The Show must go on! Yeah,yeah!
Ooh! Inside my heart is breaking!
My make-up may be flaking…
But my smile, still, stays on!
Yeah! oh oh oh

My soul is painted like the wings of butterflies,
Fairy tales of yesterday, will grow but never die,
I can fly, my friends!

The Show must go on! Yeah!
The Show must go on!
I’ll face it with a grin!
I’m never giving in!
On with the show!

I’ll top the bill!
I’ll overkill!
I have to find the will to carry on!
On with the,
On with the show!

The Show must go on.

§

Spazi vuoti – per cosa stiamo vivendo?
luoghi abbandonati – suppongo che noi conosciamo il risultato
Senza sosta, qualcuno sa cosa stiamo cercando?
Un altro eroe, un altro stupido reato
Dietro la tenda, nella farsa
Resta in linea, qualcuno lo vuole ancora?

Lo spettacolo deve andare avanti,
Lo spettacolo deve andare avanti,
Dentro, il mio cuore è rotto
Il mio trucco potrebbe scrostarsi
Ma il mio sorriso regge ancora.

Qualsiasi cosa succeda, lascerò tutto ciò per rischiare
Un altro mal di cuore, un’altra storia fallita
Senza sosta, qualcuno sa cosa stiamo cercando?
Suppongo di stare imparando, devo essere più caloroso ora
Presto sarò a una svolta, gira l’angolo ora
Fuori, l’alba sta scoppiando
Ma dentro nel buio sto soffrendo per essere felice

Lo spettacolo deve andare avanti,
Lo spettacolo deve andare avanti,
Dentro il mio cuore è rotto
Il mio trucco potrebbe scrostarsi
Ma il mio sorriso regge ancora.

La mia anima è colorata come le ali delle farfalle
Le fiabe di ieri invecchieranno, ma non moriranno mai
Posso volare amici miei

Lo spettacolo deve andare avanti,
Lo spettacolo deve andare avanti,
Lo affronterò con un sorriso
Non sto mai cedendo
Su – con lo spettacolo

Salderò il conto, esagererò
Devo trovare la volontà di andare avanti
Lo spettacolo deve andare avanti…

FREDDIE MERCURY

Neve


Accosto la tenda
una pace smisurata
un’unica dimensione
un bianco d’amore
lenti cristalli tappezzano il vuoto
popolano come fiaba
infilandosi in una cruna di luce si irradiano
gocce di cristallo ricamano pendenti
fiocca, fiocca,
torna quella allegria di bambina per un dono con cui giocare
quella voglia istintiva,  rotolare
impregnarsi di lei, con le mani e il cuore.

Rosy Giglio

E’ ricordo


E’ ricordo
Sulla nuda brughiera
sedevi sola sull’erba
pensosa nell’ombra
del meriggio
Eri uscita per passeggiare
per una strada di gaggie
che circonda il colle
All’improvviso
nubi s’addensarono
oscurando la luce pomeridiana
Il cielo
pareva una tenda infradiciata
dalla mattinata piovosa
Un uomo antico
stava alla finestra immobile
ascoltando la voce del vento
Quell’antica voce
della natura che pare navighi
su un mare mai attraversato
dove le onde si rincorrono
in un eterno rimpiattino
Qual è la dolorosa urgenza
che ti affretta
I tuoi veloci passi forse ti cercano
ma se tu colta
da improvvisa stanchezza
ti fermassi un istante
lasceresti ogni tesoro
per salpare verso l’infinita
lucentezza che t’attende
nella fresca sorpresa dell’amore

Marcello Plavier

Poesia d’amore

Nessuno sarà a casa
solo la sera. Il solo
giorno invernale nel vano trasparente
delle tende scostate.
Di palle di neve solo, umide, bianche
la rapida sfavillante traccia.
Soltanto tetti e neve e tranne
i tetti e la neve, nessuno.
E di nuovo ricamerà la brina,
e di nuovo mi prenderanno
la tristezza di un anno trascorso
e gli affanni di un altro inverno,
e di nuovo mi tormenteranno
per una colpa non ancora pagata,
e la finestra lungo la crociera
una fame di legno serrerà.
Ma per la tenda d’un tratto
scorrerà il brivido di un’irruzione.
Il silenzio coi passi misurando
tu entrerai, come il futuro.
Apparirai presso la porta,
vestita senza fronzoli, di qualcosa di bianco,
di qualcosa proprio di quei tessuti
di cui ricamano i fiocchi.

BORIS LEONIDOVIČ PASTERNAK

Quasi quarantacinque scalini

Qui, sul principio alle cose
notte oliva.
Rumore di una carta di pane arrotolata
di due stoviglie in cura alla borsa
lui che prende, quasi quarantacinque scalini
alla corriera.

Non sa del mio silenzio alla tenda americana
del lume al cucinino
sopra la tazza sporca,
fiammiferi che il freddo ha chiamato come i morti.
Lui sa del campanile sul polso a ogni operaio
che far l’amore stanca
e bisogna pur mangiare.

Massimo Botturi

OPERAZIONE HAITI

Chissà se Hillary Clinton chiederà scusa al mondo per la dimostrazione di “sano americanismo” che sta andando in onda ad Haiti ad opera dei suoi connazionali. Gli USA hanno inviato ventimila soldati come se ad Haiti invece del terremoto fosse scoppiata la guerra. Medici ubriachi col mitra in mano e anche una decina di sospetti trafficanti di bambini. Complimenti. A questo mettiamoci anche la spettacolarizzazione tutta americana e pertanto privata, dei vari personaggi del jet set che hanno raccolto cifre di denaro consistenti e tanta pubblicità gratuita. Anche John Travolta col suo vecchio 707 ha portato di persona il suo contributo materiale (più importante dei dollari) però sempre sotto la luce dei riflettori e gli obiettivi delle telecamere. Quello che gli americani non hanno portato, ma non solo loro, sono le camere iperbariche che più di ogni altra cosa avrebbero evitato le amputazioni di arti per schiacciamento di tante persone che resteranno invalide per sempre. L’unica nazione che ci ha pensato è stata l’Italia, dove malgrado tutto qualche testa ancora ragiona e inquadra la situazione. Tra queste quella di Bertolaso, persona competente, esperta e scomoda solo perché ha il vizietto di dire quello che pensa. Ma la signora Clinton, suscettibile come una zitellona, non ha gradito la semplice constatazione di Bertolaso, che ha parlato di disorganizzazione dei soccorsi. Questo però non c’entra con le camere iperbariche, che sono di competenza di quanti sono preposti al soccorso medico chirurgico. Già da diversi giorni questo prezioso strumento poteva essere presente ad Haiti, che non dista molto dagli USA dove  non mancano i grossi aerei da trasporto, gli stessi con i quali fanno sbarcare sull’isola ventimila sceriffi al comando dei quali avremmo visto bene un John Wayne alla “Berretti verdi”. Ma è risaputo che l’America vede il male ovunque. Ad Haiti c’è una sola camera iperbarica, è italiana, e le altre? In compenso la tragedia dei poveri si trasforma in business per le ricche organizzazioni criminali. Il rapimento, la sparizione di bambini è un affare da milioni di dollari. A parte i dieci sospettati, su cui è ancora presto per pronunciarsi in attesa della conclusione delle indagini,  è comunque certo che adozioni illegali, pedofilia e trapianti di organi avranno purtroppo un incremento notevole. Non parliamo poi dell’invio di fondi alle varie associazioni sorte per l’occasione e messe su in una tenda da campo con lo scopo di raccogliere risorse per quei poveretti: in buona quantità quelle risorse finiranno invece preda di sciacalli oppure andranno a riempire le tasche dei fondatori di queste improvvisate associazioni. Anche in America, non temete, qualcuno si metterà in tasca qualche dollaro magari per pagare tasse o rientrare delle stesse. Insomma la tragedia di Haiti è stata salutata da molti come una manna dal cielo, ma sarebbe più giusto dire dal fondo del mare. Quello che vediamo o leggiamo è solo parte di una verità che per ovvi motivi non può e non deve essere rivelata per non interrompere quel flusso di generosità umana che ancora esiste fortunatamente così come esistono addetti ai lavori che compiono la loro missione in silenzio, immedesimati nel dramma di quella gente. In quanto agli americani dico che Haiti non è il set di un film di Spielberg e che la loro potenza sfocia spesso nell’arroganza e nella presunzione. La Clinton ne è l’esempio lampante e forse è la degna comare di Obama, che da buon premio Nobel per la pace non trova di meglio che vendere armi e protezione per il mondo e aumentare gli stanziamenti per le spese militari. Show must go on!

Claudio Pompi