Questa notte

Questa notte
nulla mi potrà distogliere
neppure terremoto o tempesta
nè campanello cupo senza posa
nè picchiettio vorace di pioggia
o grandine sul mio velux
nè schianto di una porta
o schiamazzi sotto le finestre
neppure la chitarra del vicino
che suona melodie d’altri tempi.
Questa notte non voglio fare altro
che attendere l’alba avvolta in
scialle di lana fina color del tempo
in attesa del tuo risveglio
mentre ti guardo dormire
mentre copro il tuo corpo stanco
e lo medico da ferite dolorose
e m’arresto dinnanzi a frasi mozze
ogni volta che il male t’attraversa e
t’azzanna all’improvviso e tu
vorresti lenirlo con sonno eterno.
Ti parlo piano ma non senti e
mormoro parole quasi in canto
come nenia a piccolo cullato
per farti sentire anche solo
un attimo il calore di donna
che ti nutre di nuova vita.
Questa notte sta diventando alba
di suoni e colori ma io aspetto
un battito che mi dica che sei ancora
ancora per un poco qui con me.

Tinti Baldini

OPERAZIONE HAITI

Chissà se Hillary Clinton chiederà scusa al mondo per la dimostrazione di “sano americanismo” che sta andando in onda ad Haiti ad opera dei suoi connazionali. Gli USA hanno inviato ventimila soldati come se ad Haiti invece del terremoto fosse scoppiata la guerra. Medici ubriachi col mitra in mano e anche una decina di sospetti trafficanti di bambini. Complimenti. A questo mettiamoci anche la spettacolarizzazione tutta americana e pertanto privata, dei vari personaggi del jet set che hanno raccolto cifre di denaro consistenti e tanta pubblicità gratuita. Anche John Travolta col suo vecchio 707 ha portato di persona il suo contributo materiale (più importante dei dollari) però sempre sotto la luce dei riflettori e gli obiettivi delle telecamere. Quello che gli americani non hanno portato, ma non solo loro, sono le camere iperbariche che più di ogni altra cosa avrebbero evitato le amputazioni di arti per schiacciamento di tante persone che resteranno invalide per sempre. L’unica nazione che ci ha pensato è stata l’Italia, dove malgrado tutto qualche testa ancora ragiona e inquadra la situazione. Tra queste quella di Bertolaso, persona competente, esperta e scomoda solo perché ha il vizietto di dire quello che pensa. Ma la signora Clinton, suscettibile come una zitellona, non ha gradito la semplice constatazione di Bertolaso, che ha parlato di disorganizzazione dei soccorsi. Questo però non c’entra con le camere iperbariche, che sono di competenza di quanti sono preposti al soccorso medico chirurgico. Già da diversi giorni questo prezioso strumento poteva essere presente ad Haiti, che non dista molto dagli USA dove  non mancano i grossi aerei da trasporto, gli stessi con i quali fanno sbarcare sull’isola ventimila sceriffi al comando dei quali avremmo visto bene un John Wayne alla “Berretti verdi”. Ma è risaputo che l’America vede il male ovunque. Ad Haiti c’è una sola camera iperbarica, è italiana, e le altre? In compenso la tragedia dei poveri si trasforma in business per le ricche organizzazioni criminali. Il rapimento, la sparizione di bambini è un affare da milioni di dollari. A parte i dieci sospettati, su cui è ancora presto per pronunciarsi in attesa della conclusione delle indagini,  è comunque certo che adozioni illegali, pedofilia e trapianti di organi avranno purtroppo un incremento notevole. Non parliamo poi dell’invio di fondi alle varie associazioni sorte per l’occasione e messe su in una tenda da campo con lo scopo di raccogliere risorse per quei poveretti: in buona quantità quelle risorse finiranno invece preda di sciacalli oppure andranno a riempire le tasche dei fondatori di queste improvvisate associazioni. Anche in America, non temete, qualcuno si metterà in tasca qualche dollaro magari per pagare tasse o rientrare delle stesse. Insomma la tragedia di Haiti è stata salutata da molti come una manna dal cielo, ma sarebbe più giusto dire dal fondo del mare. Quello che vediamo o leggiamo è solo parte di una verità che per ovvi motivi non può e non deve essere rivelata per non interrompere quel flusso di generosità umana che ancora esiste fortunatamente così come esistono addetti ai lavori che compiono la loro missione in silenzio, immedesimati nel dramma di quella gente. In quanto agli americani dico che Haiti non è il set di un film di Spielberg e che la loro potenza sfocia spesso nell’arroganza e nella presunzione. La Clinton ne è l’esempio lampante e forse è la degna comare di Obama, che da buon premio Nobel per la pace non trova di meglio che vendere armi e protezione per il mondo e aumentare gli stanziamenti per le spese militari. Show must go on!

Claudio Pompi