Le mutande

A nsiose allettanti
B allano belluine,
C avalcano curiose,
D urante dionisiache
E ntusiastiche effusioni
F antasmagoriche,
G entilmente gaie.
H anno
I nternamente
L a LUCE,
M eraviglia mondiale,
N on negano
O ziosi ossessivi
P ensieri, psicanalitiche
Q uotidianità
R umoreggianti,
S emioscuri
T ête-à-tête!
U nghiamole
V irilmente vispi,
Z uccherati: zacchete!

Sandro Sermenghi

Published in: on gennaio 23, 2012 at 07:28  Comments (6)  
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Carnevale 2010

Sono contro un modo stitico
di poetare in rima o no,
mi parrebbe d’esser statico
così allora non ci sto.

La poesia è l’avventura
che ti rende sempre ludico,
che sconfigge la sventura
sberleffando i Grandi in pubblico!

Che buffoni a carnevale
in sto mond’o/sceno/grafico
che marcisce lo Stivale
troppo spess/o/n-line grafico!

Non ci resta che capire
che in sto mond’opp(i)ortunistico
sol mangiare per morire
è il pensier capitalistico.

Queste note meta/fisiche
non so dove porte/ranno,
spero azioni psico/fisiche
che il cervello nette/ranno.

Non vo oltre indi perciò
vola in alto l’ipot/etico,
qui si chiude il qui pro quo
con st’augurio assai prof/etico:

tutti no al cannibalismo
delle multinazionali,
su scuotiàmci dal fideismo
e imbocchiam di nuovo i viali

dove vivo è l’ideale
dunque no al capitale,
dove vivo è il buon lavoro
per cui crescer nel decoro,

per cui fare poesia,
nel teatro o sulla via,
senza tema che frattanto
qualchedun ci rubi il manto.

Poi al suon di uno yé yé,
scancellati i vil lacchè,
tutti lieti e via in tournée:

in soirée col scimpanzè,
in gilè a un défilé,
regalarti una pensée,

e conciossiacosaché,
tête-à-tête fra me e te
nelle nubi di un buffè,

sorbettandoci un brûlé,
degustando un buon soufflé,

Dopoché, talché, fuorché,
viva sempre il carnevale
dove ogni scherzo vale:

tutt’insieme avanti e indrè
perepè perepepè!

Sandro Sermenghi