Il pane di Lorenza

Cari cantieristi, quando uno dei nostri amici poeti pubblica un libro siamo sempre orgogliosi di collocarlo nella nostra vetrina e di proporlo alla vostra attenzione. Immaginate la nostra gioia se questo autore si chiama Maria Attanasio e ci regala i suoi versi più intimi e veri, una silloge che esprime non soltanto tutto il valore artistico della sua poesia, ma la sua umanità e la sua stessa essenza di donna, di madre e di figlia. E’ un dono offerto con l’immediatezza, la sincerità ed il sentimento tipici della sua terra, ed è soprattutto una testimonianza d’amore che commuove e ci fa riflettere. Non aggiungo altro, lascio la parola alla nostra Tinti che qui di seguito ce ne fa una breve presentazione. Potrete trovare il volume a questo indirizzo  http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=632184   e sono sicuro che non ve lo farete mancare.

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Guardando a colpo d’occhio  la copertina della silloge di Maria, rossa con le scritte in bianco, e quella foto, mi sono detta che non c’era titolo migliore: quella bimba (Maria stessa) che quasi salta fuori dalla finestra è pane pulito di ieri nell’oggi, è curiosità mai paga, è vita… Non sarebbe stato male neanche Attanasio perché sono tutte quelle “a“ piene che fanno Maria, donna colma d’amore. Il prologo è  stato poi per me un ritrovarmi e ritrovarla perchè anche io sono sola e ancora viva  nonostante… ma ora non so raccontare mentre Maria sì, senza veli né orpelli, nuda e tersa d’acqua di fonte.  Poi passando ai versi non mi riesce di commentare alcune poesie e  lasciare altre ma solo di estrapolare, masticare e farvi sentire, magari in modo raffazzonato ma molto sentito quello che io ho provato leggendole. Quel sentirsi in guerra anche se il cuore è tenero di burro, immenso come la foresta, quell’ aver bisogno di schermirsi e difendersi, ”umana da morire” è l’essenza di tutto, mi appartiene e credo appartenga a molti di noi,  che con le parole in gioco cerchiamo di afferrare il senso del vivere. Le liriche alla madre amata e tenuta dentro  come una perla preziosa sono di grande spessore ma alcuni pensieri vanno oltre, prendono corpo mentre li scorri come ”sospetto che mi giri intorno folletto dispettoso …” di tal tenerezza da piangere. Quelle all’amore (anche se l’amore c’è in ogni verso di ogni poesia) come Al dio d’amore o Ancora amore sono fiumi in piena e traboccano di dolore, di bisogno di pace nel mondo e di dolcezza infinita, permeate spesso del bisogno intenso, quasi logorante di imparare a perdonare (che è l’unico modo di amare veramente) e di farsi riconoscere in carezze sul viso che cambia. Le persone care ancora qui con lei o quelle che se ne sono andate vengono viste  sempre con un tocco intimo e personale (Bea, Dani, Marcello, Tino, Claudio, Zilla), inaspettato a volte  come la poesia a Baldini (Tinti quindi) o alla mia stupenda Alice. Lei sente l’altro come se fosse dentro di lei  e fa suoi amori, sofferenze, lutti, gioie e desideri reconditi, tanto è grande il suo cuore. Mi manchi, Non si dimentica  e Oblio sono per me, per come ora mi sento, i versi che avrei voluto scrivere, sono uno sguardo oltre, pulito, sincero, incapace di fingere  con uno stile maturo, molto personale, fluente tanto da  liberare  l’immaginario: ”fatti da parte e lascia che passi il corteo del mio dolore….” . Molto avrei ancora da dire  ma le parole ora appartengono a Maria, sono il suo pane di Lorenza e vanno gustate, assaporate e macinate con cura senza perdere neanche un a capo perché solo così si diventa migliori: grazie cuore.

Tini Baldini

Published in: on settembre 14, 2011 at 07:12  Comments (12)  
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La Selezione di Giuseppe

Il caro amico Giuseppe ha raccolto alcune delle sue più belle poesie suddividendole per temi, e mi è venuta voglia di raccontarvi la mia emozione nel rileggere o leggere ex novo i suoi versi, a me molto consoni perchè d’essenza, senza sbavature, puliti e di notevole impatto emotivo. Tra le poesie di “Dolce natura” (e qui si vede che l’autore l’ama profondamente  e la rispetta)  mi entra nel cuore “Notte celeste” per il ritmo placido che segue le stelle e dà quiete, e “Caro monte” in cui la metafora del sole che piange come poeta che non trova ispirazione è uno schianto. Infatti la natura viene continuamente invasa e martoriata dall’uomo. Passando al secondo tema “Riflessioni”, l’umanità viene raccontata come una sorta di torre di Babele che non riesce più a comunicare e ne sono emblema tangibile, a mio avviso, “La Laguna stantia” e “Danza” che ha una chiusa  sconcertante. Le poesie d’amore sono tutte molto belle e richiamano sentimenti delicati di tocco come “Sprimacciando il guanciale” che faccio un poco mia, e “Donna”: “…lucignolo che ardi”, intrisa d’ amore vero e autentico. La strada dell’amore però non è sempre rose e fiori, a volte è impervia e faticosa e Giuseppe ce lo dice in modo mai aggressivo o duro ma sempre a fil di voce, per esempio nella spelndida “Era tempo di bussi” o “Primo amore”. “Divorzio” poi mi pare quasi un testo a parte così intriso di dubbi e di domande, così profondo tanto da dar origine ad altri e altri pensieri e versi… I colori del tempo sono  forse la parte che in questo mio momento di vita mi hanno toccato maggiornente, perchè riguarda l’album dei ricordi, la nostalgia, la necessità di fare del passato  qualcosa che serva per ricominciare a vivere, come “Passano gli anni “e “Il viaggio”. L’aggressività dell’uomo, il suo sfrenato egoismo e la poca cura all’altro sono l’epicentro di “L’isola dei disertori” in cui l’autore vede, a differenza mia, la speranza che la nostra barca raggiunga lo sperato porto affidandola a Dio nocchiero…forse…come scrive Giuseppe…forse. “Libertà” è l’apice del suo lavoro nella chiusa che porta a profonde riflessioni filosofiche  e non solo. Stupenda per suoni ed immagini “Isola proibita”. Continua  poi la sua  attenta, rigorosa e delicata ricerca sul vivere  ed invecchiare, in “Sui gradini del tempo” ove gli anni che passano accumulano ricordi e tolgono progetti e sogni…quasi travolti dall’ossessione del dopo come in “Questa è l’età ” e “Sui gradini degli anni “…un passaporto di memorie per non cadere nel baratro. Le immagini evocate da “Candele affacciate” rivelano corde molto variegate, sia per stile che per ritmo. In “Perdono” emerge il cuore di Giuseppe  che di fronte all’uomo lupo contrappone il sacrificio, l’amore, la carità cristiana, con grande rispetto per il dolore dell’altro porgendo sempre una mano amica. Mi hanno colpito in modo particolare “L’amore è una piccola mano” o “Piove amore”, e molte altre. Ne “I confini del tempo” la via di cui  teniamo solo un capo  del filo scorre come acqua di fiume e solo i bei ricordi, i valori passati ad altri, la consapevolezza del bene fatto e avuto possono in parte dare un senso. Qui Giuseppe si pone molti interrogativi da cui emerge fede ma anche capacità di trovare ancora la strada e di non sedersi a guardare il mondo che passa. Di tutte mi ha fatto innamorare “Figli”. Infine la parte conclusiva dell’opera, “Resurrezione”, in cui nonostante venga ben evidenziato il male che incombe, il filo di speranza  che è quello dell’amore che tutto investe e colma,  prevale. Le ultime poesie vanno lette tutte e d’un fiato perchè ne assorbi l’odore  e ne trai davvero giovamento. Grazie Giuseppe.

Tinti Baldini

Amici, come al solito siamo felici e orgogliosi  di presentare i nuovi lavori dei nostri “Cantieristi”, e  questa volta ci fa piacere in modo particolare, perchè il nostro affetto, che non conosce frontiere… sorvola le Alpi e raggiunge il caro Giuseppe  fin nella lontana Austria. Dopo la bella recensione di Tinti immagino che sarete impazienti e vorrete leggere il libro di Giuseppe, ma vi sarete chiesti come si fa ad averlo… Ebbene potete contattare direttamente l’autore a questo indirizzo mail giuseppe.stracuzzi@gmx.at e lui vi darà tutti i dettagli! Ancora complimenti all’amico Poeta e buona lettura a tutti

Il Cantiere

Published in: on marzo 21, 2011 at 07:00  Comments (4)  
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Poeti del Piemonte

TU NON SAI

Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l’arma e il nome. Una donna
ci guardava fuggire.
Uno solo di noi
si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna
ci aspetta alle colline.
CESARE PAVESE

LONTANANZE

Attorcigliata come vite rossa
in autunno su dune langarole
guardi oltre il muro di pietra
superi colline e frutteti
e poi ancora gobbe e valli
e punti colorati di magioni
e sopra hai quel cielo grigioperla
come mare freddo di Dalmazia
e nubi basse sparse in dissolvenza
che migrano con te in altri siti
dove il tuo occhio avido arriva
in sforzo poderoso, quasi sgranato
vede e torna sazio di vento
con abiti di foglia appiccicosa.
Paga per un attimo almeno
ti sviti dal sostegno ormai stanco.

Tinti Baldini


Panna al limone 2 (Le recensioni)

Abbiamo avuto il piacere di ricevere una segnalazione che dimostra il successo delle opere dei nostri cantieristi. Il libro “Panna al limone” di Tinti Baldini e Flavio Zago è stato recensito dall’amica Rosella Rapa, valente scrittrice del gruppo di bloggers di Technologeek, nonchè dall’amico poeta Renzo Montagnoli, vecchia conoscenza del sito azzurro Poetare e dominus del website culturale Arteinsieme, che ha proposto la sua presentazione sulle pagine di Kult Underground. Ringraziamo i recensori e rinnoviamo ancora i complimenti ai nostri Tinti e Flavio che danno lustro al Cantiere con le loro composizioni. Qui sotto troverete i link alle due recensioni:

http://word.technologeek.eu/gwendydd/2010/10/15/pannalimone/

http://www.kultunderground.org/articoli.asp?art=1665

Il Cantiere

Sassi sparsi

Forse sarà il clima più frizzante e fresco dell’autunno che sta iniziando, ma sembra che il lavoro dei nostri poeti abbia avuto una impennata di nuova vitalità. E’ di questi giorni la notizia della pubblicazione di “Sassi sparsi”, il  nuovo volume del nostro amico Lorenzo Poggi che ho  il piacere di presentarvi, e la cui bella copertina potete ammirare qui sopra. Si tratta di un libro autoprodotto, per cui se ne volete sapere di più potrete senz’altro rivolgervi all’autore contattandolo al suo indirizzo email  cesdra@tin.it.

Intanto però leggetevi a  questo link

www.technologeek.com/poetry/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1

la recensione che la nostra Tinti ha fatto del libro, perchè ne vale veramente la pena!

Il Cantiere

Published in: on settembre 17, 2010 at 07:49  Comments (3)  
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Panna al limone

Avete presente gli annunci dei nuovi gadgets tecnologici (TV 3D, I-PAD etc…) che generano nel pubblico curiosità, aspettativa, e lunghe file all’apertura dei negozi nel giorno dell’uscita? Ecco, i nostri cari Tinti e Flavio ci hanno fatto una sorpresa annunciandoci questo loro libro fresco di stampa, e ora siamo tutti ansiosi di sapere che cosa si nasconde dietro la copertina di questo volume. Si tratta di un’inedito lavoro a quattro mani autoprodotto da una coppia altrettanto inedita, che però conosciamo singolarmente molto bene e di cui apprezziamo le qualità poetiche e quelle umane, che non sono certo da meno. Una garanzia di sicuro successo! Ma dove troveremo il libro? Come faremo ad averlo? Ci saranno solo poesie alternate dei due autori o anche duetti? Di che cosa tratteranno in particolare? Per ora abbiamo solo una telegrafica nota che riportiamo qui sotto, ma sono sicuro che non basta a soddisfare le vostre (e nostre) aspettative… Cari Tinti e Flavio, non fateci stare sulle spine, vogliamo toccare il vostro libro, affondare il naso nella panna e sentire il profumo del limone!

Il Cantiere

Titolo dell’opera – PANNA AL LIMONE
Autori: Tinti Baldini e Flavio Zago
Editore:  Tinti/Flavio
Genere-Silloge di poesie
Numero pagine 90
Cod. ISBN- …Prossimamente
Prezzo-Euro 10

-Raccolta di poesie legate ad alcuni temi (donna, amore, ricordo….) che i due autori hanno condotto, ciascuno con passo sincero e con l’inevitabile sguardo eguale e diverso che mescola  il dissimile colore degli occhi, loro e del lettore, benchè volti allo stesso azzurro.-
Published in: on maggio 31, 2010 at 10:51  Comments (11)  
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