Letteratura (nel posto sbagliato)

 
Ehi
io…io…
spegnerei la luce!
Per parlare non c’è bisogno
di opinioni fataliste
della lampadina accesa
di guerra e pace
di stare stesi come inermi buoni idioti
altrimenti trasformiamo il letto
in un campo di grano da tagliare 
in un campo degli spettri…
e leggiamoci Ibsen! oppure, dai, andiamo nel Soldati.
Se l’àba-asùr della tua parte
soffonde il suo azzurro melodioso di splendore su di noi
io leggo un libro e tu leggi un libro
io guardo la tua essenziale copertina
tu spii la mia rovinata di piacere del sapere
poi devastati di Tolstoj e Dòstoesci
consumiamo la metamorfosi d’amore
sulle ali della notte.

Enrico Tartagni

Mare

 
e il suo respir che
chiama…
Vele lontane
sfumano all’orizzonte
speranze antiche.
…e odor di salso
penetra…
S’arrampica spuma
su scogli immoti
rassegnati e scuri.
…e brillar di luci
scintilla…
Così il pensier
in quei lucor
si svaga.
…ed intimi ed onirici
 i silenzi…
In lui discendo
vinta la gravità
di levità m’inebrio.
…e  dolcemente sabbia
accarezza…
Carezze lievi
che su un viso
posi.
…e urlan forte
l’onde…
Ed un timore
 prende
ed un rispetto.
…e di sangue al tramonto
avvampa…
Pare
come l’amor
che cuori infiamma.
…e si  specchian  in lui
gabbiani …
La libertà
che sogni
nel suo immenso. 
Ed è il mio cuor che invoca…
il mare,
madre,
dammi il mare !

Piero Colonna Romano