Double face

Il palco è animato
dal grosso vociare,
esse propense…
e disposte a chattare

I cani di fronte
con la bava alla bocca
son tutti eccitati….
dal prendere l’osso

I colori assumono
tonalità diverse,
ed ognuno si mostra
con un altro aspetto

Le femmine timorate
diventano audaci,
ed i maschi timidi
si mutan in voraci

Sono messe al bando
le ipocrisie ….
e tutto un crescente…
di frenesie

Ciro Germano

Published in: on aprile 2, 2012 at 07:01  Comments (5)  
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Tramonto sur mare

De rosso se colora er bèr faccione
ner mentre scenne a galleggià sur mare,
e tutt’attorno tigne d’arancione
che va a sfumà in tonalità più chiare,

insino a mescolasse ar celestino
der celo, che llì è tutto illumminato.
E più s’affredda, e all’acqua è più vicino,
più se fa grosso e tutto arotonnato.

Mo, sempre più s’allunga la raggera,
e intanto lui ‘ncomincia ad inzuppasse
nell’acqua che riluccica leggera
e un po’ce mette, prima d’affonnasse…

E poi s’addòrme er celo assieme ar mare…
La spiaggia s’é affreddata, e li gabbiani…
abbasta de volà…Mo le caciare
aspetteno de arinizzià…domani.

Armando Bettozzi

Published in: on marzo 4, 2012 at 07:21  Comments (2)  
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La bianca signora

La neve è arrivata silenziosa
stanotte e, artista senza tempo,
ha dipinto tetti alberi siepi strade
di bianchi cristalli che brilleranno
ai raggi del primo sole. Ora scende
bianca dal cielo grigio chiaro
che incupisce verso l’orizzonte.
Danza con i suoi fiocchi,
bianche farfalle della mia infanzia,
col vento che volentieri l’accompagna
a passo di valzer su davanzali e terrazze
a spruzzare di bianco il verde dei fiori,
che l’attendono timorosi, a capo chino.
Il suo vestito ampio e arioso
dalle infinite tonalità di bianco
copre la spiaggia e si scioglie
tra le onde fredde e biancastre del mare
che la chiama rauco con voce d’amore.
Volano rapidi e taciti tra i fiocchi vaganti
bianchi gabbiani e merli neri.
Il silenzio è attraversato da qualche
grido felice di bimbo. Un cane abbaia festoso.
E la neve, bianca ed elegante signora,
continua a spargere con la sua bianca mano
bianche farfalle volanti sulla città
raccolta in se stessa e quasi in pace.

Nino Silenzi

E ti restituisco alla parola

 
E ti restituisco alla parola
ti rimetto fra i segni
nelle grafie delle pagine
ti sfoglio in bianco e nero
ti leggo in tonalità muta
.
nel silenzio che allarga nel cuore
chiazzato di muschio e brina
.
il tuttopossibile dell’altrove
raccoglie a larghe mani i fiori
bianchi del giorno che si allontana
sbocciano di nuovo a stupirmi i tuoi occhi
e le mani la voce la bocca
.
ti canto senza parole
sulle scale del ricordo
.
poi siedo fra i rumori della gente
non c’è più spazio al sogno
chiudo il libro
appiattito il futuro in bidimensione
resto in un vasto presente di niente
.
batto i denti accanto al termosifone
non mi proteggerai dal freddo che mi hai messo addosso

azzurrabianca

A noite

A noite geral prosegue
a manha custa a chegar
por entre objetos confusos,
mal  redimos da noite
duas cores se procuram
suavemente se tocan
amorosamente se enlacan
formando un terceiro tom
a que chamamos aurora.

§

LA NOTTE

La notte diffusa va avanti
la mattina tarda ad arrivare
tra oggetti confusi
non redenti nella notte
due colori si cercano
si toccano lievemente
amorosamente s’allacciano
uno all’altro
formando una terza tonalità
che noi chiamiamo aurora

Marcello Plavier

Published in: on febbraio 13, 2011 at 07:41  Comments (6)  
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Ottobre

Ottobre pallido e tiepido
siede con la variopinta
sciarpetta sulle spalle
e l’antica pipetta di ghianda
tra le labbra
sul suo tronco secolare,
scranno dei tempi,
reggendo su una gamba
l’eterna tavolozza
dai mille colori.
Spruzza la magica luce
sulle foglie degli alberi
con lievi tocchi
muovendo agile la vecchia mano,
e poi soffia leggero
per farle frusciare,
per vedere se gli occhi
volentieri le guardano.
Sono belle,
ma non contento,
spesso varia le sfumature.
E di nuovo intinge
il millenario pennello
nella tavolozza che ride
di colori vibranti.
E di nuovo nuove tonalità
crea con soffice mano,
e le foglie cambiano,
e gli occhi s’inebriano,
fino a quando l’uggioso
Novembre e il freddo
Dicembre, dispettosi fratelli,
in compagnia dell’irrequieto Vento,
non le faranno volare via
o cadere accartocciate per terra.

Nino Silenzi