Final…decisione

Voglio far qualcosa di nuovo, oggi,
intendo variare …
e per alleggerire la monotonia,
ho deciso… mi voglio suicidare

Ma, i modi sono tanti
ed io voglio essere originale.

Voglio passar alla storia,
e rimaner nella memoria
come colui che ideò
qualcosa d’eccezionale…
veramente,
dal solito e banale …
distaccamento

Voglio inventar qualcosa
di non cruento…
visto che odio le armi
ed i corpi contundenti,
e che alla vista del sangue…
svengo;

qualcosa di diverso…
dai soliti veleni,
considerato che soffro
di problemi all’intestino;

qualcosa d’eccezionale,
veramente,
sotto tutti gli aspetti…
attualmente inesistente

Ecco ! Ci sono
Ho trovato il sistema
che al trapasso …
mi darà il successo

M’afferro di soppiatto,
quando manco me l’aspetto,
e con le mie stesse mani
le stringerò alla gola ed al collo…
come in una morsa fino al tracollo.

Sono pienamente convinto
dell’idea,
che essa avrà un gran successo,
e che servirà anche a coloro
che han deciso ….
d’ammazzarsi all’improvviso

Penso e mi rallegro
del gran genio che sono stato,
codesta operazione, però,
la rimando alla prossima occasione
l’importante e avere le idee chiare
per la …finale decisione

Ciro Germano

Brutto cielo tracollo del fondo

Brutto cielo adesso

presàgo di sventure,  gonfio,

triste e grigio:  vorrei vivere

il progetto come voglio.  Non posso:

nascere,  vita e ospizio;         

eppoi rientrare 

dal dove io son venuto,

casualmente. . .

                         . . . Del Dòge 

bucintòro con occhi rifatti

come  oblò

di nave spenta,  prima

di partire per le volte

del mondo.  La nave è alla stazza,

di difetti piena nel tondo

universo di spine:  come serpe

si mangia la coda.

 

Quando tu c’eri,  sembrava

più semplice tutto.

Passava il turpe del mondo

al punto secondo,  nelle mie,

d’importanza, opinioni di sogni.

Quando c’eri,  anche il reàle

più inutile pareva più bello

del mondo,  normale,  ora,  solo

rimasto vitale,  mi tiene utilmente

a evitare il tracollo.
 
                Tracollo del fondo                   

del pessimo ambiguo,  del monte

ferale di noja di mondo e d’amore.

D’attonito intorno sensuale, vorrei

di platonico eterno: 

speranza di Essere
in eterno riciclo
o fermarmi con
Te, mio Primo 
Creatore.
Paolo Santangelo

Schieramenti

il mio dolore ha tasche bucate
non si contiene
talmente è forte
rosicchia da lontananze
come vecchie carcasse
venute ad ammuffire
tra la mia carne
fiacca e deceduta

si perdono i miei muscoli
tra le pieghe impoverite
di refresh senza ritorno
cedevoli
all’ago che entra a vuoto
e il sangue non fluisce
come ai tempi d’oro
stanco s’appiattisce
nelle arterie desolate

globuli impazziti si armano
di rivitalizzanti
tenendosi per mano
sfidano il tracollo
e dirottano l’uscita
– che sia la volta buona?-

intanto in fila, incolonnate
procedono per vie traverse
cellule ambite da nuova speranza
cieca per me
se poi precipita nell’immagine
migliore
che non sa riconoscere.

Beatrice Zanini